“L’amore spiegato a mia figlia” : Letture e Riflessioni

Qualche giorno fa, stavo tentando di riordinare un po’ di vecchi ricordi che occupavano troppo spazio nel cassetto del comodino, e mi sono tornati tra le mani un sacco di vecchi appunti, pagine di diario, pensieri, e poi la pagina del mensile ELLE, udite udite, di settembre 2011.

Un’abitudine che mi accompagna da tempo, infatti, è quella di strappare le pagine di giornali con pensieri che mi colpiscono, oppure con le recensioni dei libri che vorrei comprare. Adesso questa mia “pratica” viene spessa sostituita dallo screenshot, ma credetemi se vi dico che ho pezzetti di riviste ovunque!

Quella pagina strappata e ripiegata su se stessa, riportava queste parole:

“Si possono dare consigli in materia di sentimenti? Difficile, forse inutile, figuriamoci poi quando è un padre che si rivolge all’amata bambina. Quattro scrittori italiani, comunque, ci provano”.

Father sitting at the table with a toddler boy at home.Ecco di seguito tutto il testo, perché negli anni queste parole mi sono riecheggiate dentro come un mantra, e io adesso voglio condividerle con voi, concentrandomi sul pensiero di Antonio Pennacchi.

Dice San Giovanni di Dio che quando ci presenteremo di là, al cruciale appuntamento dopo questa vita, una cosa sola ci verrà chiesta. Non ci sarà chiesto di che razza, colore e religione eravamo, che cosa abbiamo fatto o non abbiamo fatto, ma ci verrà domandato solo: “Dimmi quanto hai amato”. Ama con tutte le tue forze. Spenditi. Datti senza risparmio agli altri. Non attendere che gli altri t’amino, amali tu per primo e ama tutto ciò che ti circonda, dagli alberi e dagli eucalipti agli animali, ad ogni forma della vita. Ama pure i sassi e l’asfalto delle strade su cui cammini. Ama il tuo amore. E ogni amore che avrai dato agli altri, ritornerà a te. Amali – gli altri – a prescindere, amali per rispetto a te, prima ancora che a loro. Dice: “Ma se loro non m’amano?”. Che te ne frega a te? Loro facessero quello che gli pare, ma tu mettiti in regola con l’abbonamento tuo. Amali uguale, e peggio per loro.

Per quanto riguarda invece quel tipo d’amore che unisce due persone anche con la passione e l’eros, è sicuramente meglio che voi cerchiate di costruirvi un amore che duri tutta la vita e pure oltre. E’ quello che si chiama amore coniugale, e non sta scritto da nessuna parte che gli interessati debbano essere per forza di sesso diverso, ma non va confuso con l’innamoramento o la sola passione. La passione – è ovvio – è la precondizione direi fondamentale per costruire l’amore, ma non è la stessa cosa. La passione è subitanea: attrae e unisce i corpi, ma è l’amore che lega le anime, e si costruisce man mano. E’ l’amore coniugale che può salvarvi e soccorrervi nel tempo. Da vecchi, sotto le lenzuola, all’improvviso cercherete il suo piede o la sua mano, e trovandoli penserete: “Lui, comunque va, sta dalla parte mia”.

Questo è l’amore coniugale: se la vita è un viaggio, è sempre meglio viaggiare insieme che viaggiar da soli. 

Due consigli però. Il primo: fidanzamenti brevi. Non fate fidanzamenti lunghi che durino anni, perché nuocciono alla costruzione dell’amore. Durano solo finché dura la passione. Se state per anni fidanzati senza vivere insieme, voi vi pigliate solo il meglio del partner – lo zucchero – mentre i difetti, le intemperanze e l’amaro lo lasciate tutto ai genitori. Poi, quando finalmente – fra una decina d’anni, ma quando purtroppo pure la passione sarà scemata – andrete a vivere assieme, quei difetti vi sommergeranno nell’improvvisa disabitudine, e non riuscendo magari a sopportare come lui/lei lascia il dentifricio sul lavandino, o il modo in cui affetta il pane, ve ne andrete.

Se invece il passo della convivenza lo fate prima, lo fate quasi subito, quando la passione è ancora cogente e voi il partner ve lo sognate pure la notte, allora in nome della passione neanche ci farete caso al dentifricio, e vi plasmerete a forma sua, per accoglierne, assieme al corpo, anche l’anima e le abitudini. E lui/lei si modellerà alla forma vostra, e l’incastro sarà perfetto. Ma è un incastro da costruire subito – finché la passione è verde, appunto – come fanno i falegnami: tolgono una parte di legno a un’asse e altrettanto a un’altra, poi le uniscono a incastro, combacianti al massimo, e diviene un’asse sola. 

L’altra condizione è: per sempre! Quando avrete trovato la persona giusta, , dovrete dire a voi stesse: “E’ per sempre! Io resterò qui per sempre, qualunque cosa accada”. Se invece avrete detto, sposandovi o comunque unendovi “Se non funziona, me ne vado” allora sarete già nei guai. Non si possono lasciare tutte le porte aperte. Alla prima contrarietà, al primo dramma, prenderete su e ve ne andrete. Se invece “è per sempre” voi vi sederete lì, attorno al tavolo, e troverete la soluzione che sempre c’è, a qualunque guaio o problema che la vita vi porrà davanti.

Arriveranno anche i dolori, poiché anche quelli fanno parte della vita, ma anche quelli affrontateli insieme. Guai ad andare a piangere ognuno per suo conto. Piangete assieme, parlate parlate parlate, non nascondetevi niente, e ogni lacrima versata assieme cementerà ancora più il vostro amore.

E fate figli – se potete – e fateli presto! Non state a pensare “Il lavoro, la carriera, faccio questo e faccio quell’altro”. Fate figli, perché un figlio non “toglie” mai, t’aggiunge sempre. “T’arricca” diceva un mio compagno di fabbrica. “Ogni figlio t’arricca” poiché dopo ogni figlio non sei più la stessa persona e scopri, di te, zone emozioni e sentimenti che non pensavi d’avere”.

Penso di condividere tutto di questo pensiero, penso che l’amore sia un grosso investimento che non sai mai come va a finire, ma senza di esso nulla avrebbe senso. Che non tutti i viaggi sono fatti di lontananza e mete sconosciute, che un figlio è una grande ricchezza, che un “per sempre” è difficile, soprattutto al giorno d’oggi, ma non impossibile.

E voi, cosa ne pensate? Che visione avete dell’amore?

Federica-Milli-@gioiegemelli
Federica Milli  @gioie_gemelli

 

 

 

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