Rinascere Mamma: vi racconto la mia esperienza

La mia gravidanza è stata l’esperienza più dolce e spensierata della mia vita.

L’ho vissuta godendomi il momento, ascoltando il mio ginecologo che fin dal primo giorno mi ha detto:

“ASCOLTATI, DEVI FARE TUTTO QUELLO CHE TI SENTI DI FARE E NON FARE SOLO QUELLO CHE TI SENTI DI NON FARE”

Partendo dal presupposto che fin dall’inizio la mia è stata una gravidanza fisiologica che è sempre proseguita in modo impeccabile, i 9 mesi di bruciore di stomaco post cena pur essendo stata un soldatino su sane abitudini alimentari in generale e nello specifico attenta soprattutto ai cibi irritanti, e una sciatica al settimo mese che mi ha costretto al letto una settimana, non sono di certo mancati!

Si, ci avevate quasi creduto che esistono le gravidanze perfette,
ma “AHINOI”, NO! Qualche rogna c’è sempre!fit-pregnant-mom-to-beHo continuato ad allenarmi in palestra, mia grande passione, prestando particolare attenzione le prime 12 settimane, ascoltando il mio corpo e il mio bisogno di allentare un po’ gli allenamenti e successivamente riprendendo anche in mano i pesi quando il mio ginecologo mi ha ridato il via.
Fino a quando?  Fino al giorno prima che Tommaso venisse al mondo. Si, avevo proprio fatto la mia sessione gambe e glutei il giorno prima.
Quella stessa sera ricordo di aver posto una domanda in casa, a tutte le donne con figli presenti:

Oh, scusate, ma come si sente una donna quando sta per partorire?”

Perché ok, che il tempo scade domani, ma io mi sento solo carica a molla, non ho nessun dolore, o fastidio, niente.

“QUANDO SARA’ LO SENTIRAI, TRANQUILLA”

e io, ancora dubbiosa, me ne sono andata a letto.

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Come si sente una donna quando sta per partorire l’ho compreso quella notte stessa, intorno alle 3 in cui ho svegliato mio marito dicendogli: “Amore credo di avere qualche piccola contrazione”.

Verso le 7 del mattino le contrazioni continuavano in modo regolare e ho deciso di fare un salto in ospedale dove, il tracciato confermò tutto: c’eravamo quasi.

La ginecologa però, mi disse che se volevo potevo tornare a casa, Tommaso si stava solo preparando e probabilmente non avrei partorito quel giorno.

Così ho fatto, sono tornata a casa e ho applicato ogni singolo consiglio appreso durante il corso pre parto (FATELO!) per riuscire ad ascoltare il mio corpo assecondandolo: posizioni strane, fame, sete, vocalizzi, doccia.

Ho fatto una lunga doccia calda per alleviare le contrazioni pre travaglio, alle 11:30 in punto, avvolta nel mio accappatoio, ho rotto le acque.

Il tempo di arrivare in ospedale e alle 13 ero già in sala.

Tutte le sensazioni che fino a quel momento erano state percettibili ma sopportabili da quel momento in poi sono diventati forti, a tratti insopportabili e con la mia mano stretta forte in quella di mio marito il viaggio verso l’essere mamma a tutti gli effetti è stato più facile da affrontare.


Più facile ho detto, non di certo meno doloroso.

love-married

Ricordo che è stato forte ed intenso, doloroso appunto.
E ricordo i “sei bravissima amore, tra poco lo avremo tra le braccia” di mio marito.

Dio, ma quanto è stato bravo?
Forse ho pure pensato che un corso su come essere un buon sostenitore durante il parto lo aveva fatto anche lui. A mia insaputa. Oppure lo avevo sottovalutato. Era semplicemente in grado di fare – anche – questo: gestire il mio dolore fisico, dicendo e agendo in modo giusto pur non avendolo mai fatto. Tommaso iniziava a muoverci nella direzione giusta pur non essendo ancora venuto al mondo.

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Ho partorito in acqua, in una vasca enorme nella mia sala parto, mio desiderio da sempre. Perché? Boh. Lo volevo così il mio parto. E fortunatamente, dato che un tipo di parto che può essere fatto solo sia mamma che bambino sono in ottime condizioni, sono riuscita a farlo diventare realtà. Al centro di questa vasca c’era una corda, di quelle grandi, una fune di quelle che vedi in palestra, magari nei box di crossfit che si utilizzano per arrampicarsi.
Si, deformazione personale, tutto mi ricorda lo sport e l’amore per esso.

A quella fune mi ci sono aggrappata con tutta me stessa, con tutte le mie forze, è stata la via verso “La felicità” che di li a breve, spinta dopo spinta, si sarebbe chiamata Tommaso.
Alle ore 17:09 un bambino morbidissimo,moro e pieno di capelli, era addosso al mio petto.

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Ho realizzato fosse mio quando dopo le prime cure me lo hanno rimesso addosso, ha cercato il mio seno muovendo la testa, e ci si è attaccato, come se lo avesse già fatto, come se fosse nato per questo.

Per nutrirsi da me, mentre io, da quel gesto, piangendo lacrime di felicità a singhiozzi, rinascevo. Mamma.

 

Rossana

Rossana- @shana_okz
Rossana         @shana_okz

 

4 Comments

  1. Giulia Duca

    Mi hai riportata nel meraviglioso viaggio del parto! Con il tuo articolo mi sono commossa! Sopratutto ricordando quanto mio marito sia stato meraviglioso e d’aiuto in quel percorso che ci ha portati ad essere genitori! Grazie ❤

    Mi piace

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