DIARIO DI BORDO: luna di miele in Polinesia

Io e mio marito abbiamo sempre viaggiato per raggiungerci, per vederci.

Le mete lontane erano il nostro tempo per stare insieme più di due giorni. 
Una relazione a distanza, poi quella proposta di matrimonio alle Maldive così magnifica e inaspettata e 9 giorni per stare insieme: un sogno praticamente!

Nel giro di qualche mese decidiamo di sposarci: avete presente cosa può voler dire organizzare un matrimonio a distanza?
Praticamente un’impresa, ma volevamo farlo il prima possibile.

Non avendo il tempo per organizzare anche il viaggio di nozze, dopo due mesi dal matrimonio e distanti come sempre, decidiamo di partire:
esattamente un anno dopo la proposta di matrimonio, eravamo in
Polinesia Francese per la nostra luna di miele.

Sapevate che l'alfabeto Tahitiano comprende soltanto 13 lettere?
 
5 vocali:  A, E, I, O, U 
8 consonanti:  F, H, M, N, P, R, T, V 
Vengono usate più raramente anche le consonanti B, G e K, ma non sono originarie di Tahiti. 
(infatti per esempio Bora Bora si chiamava in realtà Pora Pora ) 
La pronuncia per fortuna è molto simile all' Italiano piuttosto che al Francese o all' Inglese.


Terra, paese Fenua 
Strada Purumu 
Montagna Moua 
Fiume Vaï 

Cercavamo un luogo speciale, dove poterci connettere con noi stessi e con la nostra nuova famiglia, e contemporaneamente disconnetterci dal resto del mondo.

Volevamo un posto solo per noi, dove il telefono non prendeva ed internet non poteva arrivare, senza tecnologia a portata di mano, vivendo a pieno ogni singolo istante che potevamo trascorrere fianco a fianco. 

L’organizzazione del nostro viaggio di nozze è stata minuziosa e accurata: volevamo vedere più isole possibili, senza impazzire nel prendere troppi voli, con conseguente perdita di giorni e di tempo negli spostamenti, e il tutto ad un costo accessibile.

Arriviamo all’aeroporto di Papeete in tarda serata, nell’isola di Tahiti, e passiamo la notte in un albergo vicino al porto. 

Il mattino seguente prendiamo il traghetto che ci porta fino all’isola di fronte: Moorea, un’isola vulcanica nella Polinesia francese che fa parte delle Isole della Società, a circa 18 km a nord-ovest di Tahiti.
Moorea in tahitiano significa “ramarro giallo”.

Noleggiamo un auto per girare l’isola in tutta tranquillità ed arriviamo al nostro bungalow sulla spiaggia: unico desiderio?
Addormentarci e svegliarci con il rumore del mare! Che dire, siamo stati accontentati: la nostra “guest house” era una favola! 

Cercando con cura, si possono trovare sistemazioni più semplici e meno dispendiose di un hotel 3 o 4 stelle, e questo non è solo un modo per risparmiare, ma anche un’opportunità per entrare a contatto con la gente del posto e i loro usi e costumi.

Tornando a Moorea: è un’isola che toglie il fiato, l’abbiamo vissuta per quattro giorni e non ci siamo fatti mancare nulla!

Escursioni in barca, snorkeling tra squali, razze, mante, monti verdissimi e oceano, distese di campi di ananas, foreste e cascate nascoste, numerosi negozietti di perle, dove acquistare gioielli o mangiare qualcosa di tipico.

La seconda tappa è stata Raiatea, la quarta isola più grande della Polinesia.

E’ così vicina a Tahaa, che una antica leggenda dice che sarebbero state divise dal colpo di coda di una anguilla posseduta dallo spirito di una principessa. In gran parte è ricoperta da una foresta di palme da cocco e vanta una variegata fauna marina e terrestre.

Abitata dall’uomo da epoche remote, ha un principale centro che è Uturoa.

Una signora viene a prenderci in aeroporto e ci porta a casa sua, dove avevamo prenotato una camera a bordo piscina; all’indomani saremmo poi saliti sul nostro catamarano, che ci avrebbe portato per dieci giorni su altre stupende isole.

In catamarano era la nostra prima esperienza e non sapevamo davvero cosa aspettarci: che dire, è stato fantastico! Sei camere a disposizione, spazi piccoli e concentrati ma davvero ben organizzati.

Di notte si rimane ormeggiati vicino alla costa, e al mattino seguente dopo la colazione, si riparte per la tappa successiva. 

L’equipaggio, eccezionale sotto tutti i punti di vista, ci ha guidato attraverso le isole di Huahine, Tahaa, Raiatea e Bora Bora.

Ogni isola è differente dall’altra, una vegetazione mai vista, piante incredibili.

In ogni isola abbiamo fatto delle escursioni magnifiche che ci resteranno per sempre nel cuore: abbiamo visitato una fabbrica di perle, i campi di vaniglia, campi di ananas, ed ogni piccola attività locale. 
Snorkeling e immersioni ovunque, abbiamo visto e nuotato con le razze, squali, aquile di mare, mante grandi 3 metri e mezzo di larghezza, pescato il mahi mahi, ballato e cantato musiche e canzoni Polinesiane.

Abbiamo suonato l’Ukulele a 6 corde, e siamo tornati alla semplicità.

Sapevate che l’espansione dei polinesiani in tutto il Pacifico iniziò a Raiatea?

Fu infatti  la prima isola polinesiana ad aver ospitato un insediamento umano, e offre il più spettacolare e il primo marae internazionale del triangolo polinesiano, chiamato Taputapuatea, dove hanno luogo cerimonie di inaugurazione, alleanze politiche e congressi internazionali.

Dopo la benedizione, le cerimonie e celebrazioni sacre, le canoe dei primi fondatori si avventurarono a nord fino alle Hawaii e a ovest verso la Nuova Zelanda.


Huahine, Tahaa… semplicemente meravigliose! 

Ma veniamo alla tanto ambita Bora Bora: per quanto meravigliosa, devo ammettere che quando siamo arrivati, siamo rimasti stupiti del fatto che anche se più famosa, le altre isole non hanno niente da invidiarle!

Si trova a 250 km da Tahiti, è una sorta fazzoletto di terra circondato da motu e da un incredibile barriera corallina. Un tempo era un gigantesco complesso vulcanico che nei secoli si è inabissato, e di esso resta un vulcano spento, il monte Otemanu.  Il principale centro abitato è Vaitape.

Sapevate che la vaniglia e tiarè sono il profumo di questo paese?

Il Tiare’ è un fiore che cresce spontaneo in queste zone, ed è il simbolo della Polinesia Francese: viene praticamente impiegato in qualsiasi ambito!

Dalle collane di fiori, alla marmellata. A volte prende riflessi gialli e a volte rosa.

La marmellata è qualcosa di spettacolare, trasparente e ambrata con i sottili petali che emergono dalla melassa. Le piante di tiarè si vedono facilmente in ogni angolo, accanto ai grandi alberi del pane e ai manghi e sono riprodotti come disegni nei parei, souvenir ideali di queste zone. Inoltre, a dicembre, il fiorellino delicato viene anche festeggiato con manifestazioni in tutte le isole. 

Anche la vaniglia, coltivata soprattutto nell’isola di Tahaa, viene impiegata in mille modi diversi. 

A chi potrei consigliare questo viaggio?
A tutte quelle persone a cui piace l’avventura, che amano vivere e imparare da altre culture, che amano muoversi, incontrare persone, e che non riescono a stare senza telefono, perché qui impareranno a farlo!

Un viaggio simile ti insegna a tornare all’essenziale.

I polinesiani sono persone fantastiche, ed il cartone Moana rispecchia proprio questa cultura e la loro bellezza.

Per chi avesse domande specifiche mi scriva pure, ci sono così tante cose da raccontare!

Emanuela

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