Viaggio alla scoperta dell’Andalusia… in camper!

“SI VIAGGIARE, RALLENTANDO PER POI ACCELLERARE…
CON UN RITMO FLUENTE DI VITA NEL CUORE”

Cito il grande Lucio Battisti perché le sue canzoni sono le colonne sonore dei nostri momenti più belli, e tra questi momenti, uno in particolare è stati
senza dubbio il viaggio in camper in giro per l’Andalusia

Eravamo ancora in tre, era il 2016 e Leonardo aveva 3 anni. 

Volevamo fare un viaggio singolare, pieno di esperienze da vivere e senza farci troppi problemi sul dove andare di preciso, prendendo un po’ tutto alla leggera. Ecco che pensammo di prendere un Camper a noleggio e …. PARTIRE! 

Scegliemmo l’Andalusia perché, essendo per metà spagnola, era una parte della mia terra che ancora non conoscevo, ed essendo una terra molto
ospitale, calda e piena di posti da scoprire, decidemmo di partire per
l’avventura.

Leo è sempre stato un bambino che si adatta facilmente e abituato a
viaggiare con zaino in spalla pieno di giochi e colori, curioso e tranquillo allo stesso tempo.  

Partimmo ad Ottobre, sapendo che avremmo trovato delle temperature
calde che ci avrebbero permesso di fare qualche bagno, dato che noi, per motivi di lavoro, di bagni ce ne eravamo fatti ben pochi nei mesi precedenti.

Durante l’estate studiammo il “recorrido” da fare, le città che volevamo
assolutamente visitare e i luoghi che Leo avrebbe amato vedere. Avevamo,
ingenuamente, calcolato tutto in ogni minimo dettaglio: “Tal giorno andremo qui e faremo questo, quello e quest’altro” … PENSAVAMO, NOI.

Avevamo messo in preventivo qualche cambio di programma, ma in linea di massima eravamo proprio convinti che sarebbe andata esattamente in quel modo. 

Affittammo il Camper a Manresa, una cittadina a circa un’ora da Barcellona. Quindi il giorno zero era dedicato al disbrigo pratiche, spesa e carico delle cose che ci sarebbero servite per il viaggio. Saremmo stati fuori per 17 giorni quindi io, mamma precisa e organizzata, avevo pensato a qualsiasi cosa. Forse troppe cose, come sempre! Ma il camper era grande, e ci sarebbe entrato tutto. 

Leonardo era entusiasta, non vedeva l’ora di salire sulla casa con le ruote e scoprire il mondo.

Una cosa fondamentale era quella di studiare preventivamente i
campeggi dove saremmo andati per passare la notte per non rischiare di fare km e poi non trovare posto perché l’Andalusia è una regione di
camperisti e quindi i campeggi sono quasi sempre pieni. 

Vi farei vedere le foto del mio quaderno con l’itinerario dettagliato, quanti giorni avremmo dedicato ad una città piuttosto che ad un’altra, le liste di cose da portare infinite, i ristoranti da non perdere, NON VI DICO, sembrava un’enciclopedia! Partimmo, dopo aver montato il seggiolino per Leo nella zona living, sui divanetti per intenderci. Io e il super autista Nanni eravamo davanti su dei sedili che sembravano poltrone e che si giravano a 360°,
divertentissimo. 

Direzione 1°: Campeggio a 30 min da Valencia. 

Arrivammo al Devesa Garden, un campeggio attrezzatissimo, vicino al Lago Albufera, un vero paradiso immerso nel verde.

Avremmo passato li il resto della giornata per ambientarci un po’ con la
nostra nuova casa e passato la notte per partire il giorno dopo per Valencia. La prima notte in Camper è stata perfetta.

Volevamo portare Leo al Parco Oceanografico, essendo un amante dei
pesci e degli animali.

Eccoci arrivati. Leo scalpitava ed effettivamente l’acquario era uno spasso
anche per noi. Abbiamo pranzato nel ristorante dell’acquario e i tavoli erano attorniati da enormi vasche che facevano da pareti con banchi di pesci che ci nuotavano accanto. Inutile dirvi che Leo ha mangiato ben poco dato che era praticamente ipnotizzato.

Dopo un giro nella Città delle Arti e della Scienza, la parte nuovissima di Valencia, siamo dovuti andare via per continuare il nostro viaggio.

Sapevamo che volendo toccare tante città avremmo dovuto tenere un passo veloce. 

Direzione 2°: Torrevieja

Da Valencia a Torrevieja, un paesino molto particolare con un Lago Rosa, colore dovuto all’alta concentrazione di sale, dove puoi farti dei rilassanti bagni curativi. 

Ecco che qui succede il primo imprevisto: convinti che un bagno in un lago salato non avrebbe arrecato nessun danno a nessuno, dato che altre persone lo stavano facendo, ci siamo immersi tutti e tre: STUPENDO!

Avevamo la pelle di seta! Peccato che invece Leo ha iniziato ad urlare perché gli bruciava la pelle.

Per fortuna avevamo parcheggiato il camper a pochi metri da li e siamo
riusciti a fargli una doccia per farlo calmare.
Ecco, dicevamo bagno rilassante? Appunto. 
Siamo riusciti comunque a fare qualche bella foto pre -immersione.

Direzione 3°: Camping El Portus

Dopo questo trambusto, che ha causato un “trauma da lago salato” a Leo, tant’è che ancora oggi ne parla arrabbiatissimo, ci siamo diretti verso un
camping speciale: il Camping El Portus, un campeggio naturista, dove ci siamo davvero dimenticati di tutto e ci siamo lasciati andare con la natura selvaggia.

Direzione 4°: Mojàcar

La mattina dopo di nuovo in camper direzione Mojàcar, uno dei tanti
“pueblos blancos”. Una bomboniera arroccata piena di vita e di buon cibo. 

A proposito, non vi sto parlando del cibo perché dovrei scriverci un libro
sennò!

Nel frattempo Leo si era assolutamente adattato alla vita movimentata del viaggio, e grazie al passeggino riusciva a schiacciare anche qualche pisolino per caricare le batterie.

Direzione 5°: Almería

Dopo tutti questi giorni così, un po’ all’avventura, avevamo bisogno di
dormire in un letto con la L maiuscola. Ci dirigemmo ad Almería città,
perché il mattino seguente saremmo andati a vedere il fantastico
Deserto di Tabernas, che è l’unico deserto d’Europa.

Arrivati in città abbiamo cercato un parcheggio custodito per il camper, e l’unico che avevamo trovato era un parking sotterraneo dove era segnalata l’altezza massima consentita per entrare, e fatalità … noi c’entravamo! Peccato che non siamo riusciti ad uscire con altrettanta facilità! Dopo qualche peripezia e il rischio di lasciare il tetto del camper nel parcheggio, siamo usciti.

Direzione 5°: Oasys Mini Hollywood

Direzione Oasys Mini Hollywood, un mondo a se stante immerso nel
deserto, dove per deserto non pensate alle dune di sabbia, ma a km di
terra arida a perdita d’occhio. Mini Hollywood perché in questo posto sono stati girati tantissimi film western, dato l’allestimento. 

Eravamo tutti e tre a bocca aperta, ci sembrava di essere tornati indietro nel tempo e io ovviamente non ho resistito a salire su un cavallo, aiutata da qualche sceriffo. All’interno di questa Oasi c’era anche un parco con animali, dove le recinzioni erano talmente grandi che quasi non le vedevamo. Le giraffe e le zebre potevano galoppare, e tutti gli altri animali mi sembravano abbastanza felici. Leo pensava di essere in Africa. 

Direzione 6°: Almanat

Dopo una lunga giornata calda e faticosa, ci siamo diretti al camping
Almanat, un altro campeggio naturista sulla spiaggia, un sogno!

Una cosa di fondamentale importanza è stata trovare campeggi
pulitissimi con bagni attrezzati e ristoranti interni.
Pensate che non abbiamo mai utilizzato la doccia del camper in 17 giorni se non per togliere il sale dalla pelle di Leo, e non perché siamo tipi che non si lavano eh! Dopo esserci fatti il bagno a mare e aver mangiato “pescadito frito” come se non ci fosse un domani, c’era Gibilterra ad aspettarci. 

Direzione 6°: Gibilterra

Eravamo curiosissimi di conoscere questa colonia inglese in territorio spagnolo, di cui avevamo tanto sentito parlare per la presenza di
scimmie ladruncole libere di andare dove volessero.

Arrivati alla Linea, una linea che letteralmente divide i due stati, abbiamo
dovuto mostrare passaporti e sottoporci a controlli di sicurezza.

Eccoci in Inghilterra! Era tutto effettivamente molto strano: bus rossi a due piani, segnaletica scritta in inglese, stile architettonico British e la gente locale che parlava Spanglish.
Siamo andati a conoscere le famose scimmie sulla montagna di Gibilterra, una grande rocca a picco sul mare, e ne siamo rimasti affascinati. Anche da questa esperienza Leo è rimasto un po’ “turbato”, perché le scimmie gli hanno rubato dalle mani la busta di patatine che stava mangiando. Non vi dico i pianti!

Immancabile pranzo a base di Fish and Chips nella piazza principale della città.

Direzione 7°: Marbella

Ripartiamo, direzione Marbella. Nanni voleva vedere la Montecarlo
spagnola. 

Ci siamo fatti coccolare per due notti da un hotel fantastico sul mare.
Ci voleva proprio! Leo e Nanni sono andati in moto d’acqua, mentre io raccoglievo zaini di conchiglie meravigliose: ci sembrava che l’estate non fosse mai finita!

Direzione 7°: Bobadilla

Dopo due giorni di ricarica, ci siamo rimessi in viaggio, direzione Hotel Barcelo la Bobadilla, uno dei posti più belli che abbia mai visto.  Era una tappa obbligatoria prima di arrivare a Granada, la città che più volevamo vedere e che sarebbe stata l’ultima tappa prima di tornare a Barcellona.


Vi starete chiedendo come mai non abbiamo visto le altre città importanti dell’Andalusia come Cordoba, Sevilla, Malaga, Cadice e Jerez de la Frontera. A questo mi riferivo quando dicevo che ci eravamo fatti dei programmi un pò troppo serrati, senza dare troppo spazio agli imprevisti, alla stanchezza e al fatto che eravamo con un bambino di tre anni!

Dopo questo viaggio ci eravamo promessi che ci saremmo tornati in
quattro per vedere ciò che non eravamo riusciti a vedere la prima volta!

Direzione 8°: Granada

Trascorsa una giornata e una notte in questo posto da sogno, siamo
ripartiti alla volta di Granada.

Non vedevamo l’ora, ma ciò significava che il nostro viaggio stava per finire. Per stare a Granada avevamo preso una casa con Airbnb con vista Alhambra, eravamo in pieno centro storico e non potevamo essere più felici. Abbiamo fatto un giro nelle stradine della città, bevuto the in un posto arabo e ovviamente visitato uno dei posti più belli del mondo:
l’Alhambra. 

Leo purtroppo aveva un poì di febbre, quindi non era al massimo della forma perché l’escursione termica da Marbella a Granada è stata veramente drastica. Pensate che abbiamo dovuto comprare una coperta di pile da mettere a Leo sul passeggino, freddissimo!

La città ci ha affascinato e anche gli abitanti, si respirava un’aria speciale, proprio come ci aspettavamo!

Ci siamo poi rimessi in viaggio, ma questa volta per tornare a casa con un po’ di nostalgia nel cuore e un carico di emozioni vissute assieme che ci ha unito ancora di più! 

Claudia

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