ragazza acovacciata nuda lungo la riva del mare

Felicemente imperfetta: come sono guarita dall’anoressia

Non ricordo bene quando iniziò tutto, ricordo però di essermi sempre sentita, nonostante la mia giovane età, inadeguata nelle situazioni, sbagliata e incompresa.
Ero poco più di un’adolescente quando iniziai a pensare di non essere abbastanza magra, di non essere perfetta.
Iniziai così sempre di più a ridurre il cibo, perché nella mia testa l’idea di perfezione che avevo, passava attraverso l’aspetto fisico: la mia più grande aspirazione era la magrezza.

Volevo vedere l’ago della bilancia scendere. Non volevo mangiare.
Passavo le mie giornate su e giù dalla bilancia, avevo crisi di nervi con chiunque. Continuavo a vedermi enorme. Stavo in casa perché tremavo continuamente dal freddo, attaccata al termosifone con lo sguardo privo di vita. Persi il lavoro, non riuscivo neppure a stare in piedi, abbandonai l’università e mi ritrovai dentro questo vortice senza rendermene conto, senza riuscire ad uscirne.

Nessuno avrebbe mai immaginato che potesse capitare anche a me: io, la figlia “perfetta”, nata nella classica famiglia “meravigliosa”, e invece proprio io…

ero diventata anoressica.

ragazza soffre di anoressia

Questo male è un mostro, una prigione da cui vorresti uscire ma non sai come fare. Una malattia del corpo, della psiche, ma soprattutto dell’anima.
Per loro si trattava soltanto di un problema con il cibo. Mio papà mi diceva: ‘Perché non ti mangi quel pezzo di pane?’ “Perchè non metti l’olio?” e quando finivo tutto sul piatto scattava una standing ovation, esattamente come si fa con i bambini piccoli per motivarli.
Ma la mia battaglia non era vinta per questo.
Ero tutti i giorni in ospedale, rifiutai ben due ricoveri.

Pesavo 38 kg, spartiti su 170 cm di altezza.

Sono stati gli anni più lunghi della mia vita. Mi sentivo dire che ero a rischio di vita, ma io non me ne rendevo conto!
Poi una notte sentii un peso al petto, il cuore andava sempre più piano, ero bianca e stavo malissimo.

Poi il vuoto.

Quella notte capii che la vita mi era cara, e che dovevo e volevo vivere ancora!

Iniziò il mio cammino, fatto di piccoli passi volti all’amor proprio, volti alla voglia di vivere.
Le foto di quel periodo? Non le volevo, le evitavo o le avevo eliminate quando guardandole mi rendevo conto di essere veramente magra.
Non è facile guardarsi e non riconoscersi, guardarsi senza “vedersi”.

Da quella notte sono passati 7 anni, e io ho ripreso con la mia seconda vita.

Ora sono una mamma, una moglie e una donna che riesce a guardare alle cose e ai problemi con il giusto distacco, che non si affligge.

Le avversità sono sempre tante, infondo chi non ha alcun problema nella propria vita?

Ciò che è cambiato però, è che mi concedo la possibilità di sbagliare, e per questo non mi precludo alcune possibilità.

Non avrei mai creduto, davvero, che sarei riuscita ad uscirne, e soprattutto ad uscirne così bene!
Mangio tranquillamente qualsiasi cosa, le fobie rispetto al cibo e l’ansia che avevo nel mangiare sono completamente scomparse.

Ora vivo per davvero!



Un consiglio a chi sta attraversando questo maledetto tunnel: non mollate, cercate la forza che avete dentro, cercatela nei vostri occhi e negli occhi di chi vi ama.

Amatevi incondizionatamente, cercate l’armonia e non la perfezione e soprattutto: NON ASPETTATE DI SENTIRVI FELICI PER ESSERE FELICI!

Gloria

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