trasferirsi negli usa con la famiglia

Trasferirsi negli USA: Ciao Italia! Noi andiamo a vivere in Connecticut!

ANDIAMO A VIVERE NEGLI USA?

Qualche mese fa mio marito, che non sa mai stare fermo troppo a lungo, è arrivato a casa con una proposta, una di quelle che non si ricevono proprio tutti i giorni: “Ti va se andassimo a vivere in Connecticut, negli Usa?”.

Io, incredula ma curiosa, non ho escluso nulla a priori e mi sono dimostrata ben predisposta al cambiamento.

Ovviamente, amiche, vi sto scremando alla grande la conversazione e le motivazioni perché non voglio appesantire un racconto la cui proposta è già diventata realtà, ma vi lascio immaginare i nostri rispettivi stati d’animo! Abbiamo iniziato a guardare alcuni immagini della zona per farci un idea di come sarebbe stata la nostra vita lì, mi sembrava di guardare il set della serie “Una mamma per amica”.

tipica casa americana

Passata l’eccitazione iniziale, abbiamo iniziato a preoccuparci per nostra figlia di sette anni, abbiamo pensato a come glielo avremmo detto, perché un cambiamento simile porta con se molte difficoltà e coinvolge più fattori, quello pratico ma anche quello emotivo (o forse dovrei dire, soprattutto quello emotivo!).

Infondo ogni cambiamento fa paura, “lasciare la strada vecchia per la nuova”, è l’eterno dilemma di chi vuole dare una svolta alla propria vita, talvolta rischiando. In realtà, anche nostra figlia ha reagito con entusiasmo: ho pensato che infondo “la mela non cade mai lontano dall’ albero”, evidentemente le nostre preoccupazioni erano infondate! 

L’unico dubbio dimostrato dalla bambina, era inizialmente la lontananza dal papà.

Si, perché ora sono due mesi che Filippo è partito, ed effettivamente non è stato semplice da gestire a livello emotivo, ma necessario!

Per far si che ognuno di noi si ambienti nel miglior modo possibile, abbiamo cercato una soluzione abitativa e scolastica simile a quella attuale, e in più stiamo prendendo lezioni con una ragazza madrelingua fantastica!

In attesa di riunirci a Giugno, faremo un primo viaggio a Febbraio, ma nel frattempo ci stiamo informando al meglio tramite siti, blog, blogger gentilissimi e attraverso i social: grazie a tutti questi strumenti, il mondo è davvero più piccolo e sembra quasi a portata di mano!
Mi pare una frase da nonna belarda, ma rende l’idea!

vista da finestrino di un aereo

La maggior parte delle persone mi chiede:
“Ma perché non siete partiti assieme?”

Il primo periodo, nonostante si abbia già un lavoro come nel caso di Filippo, non è semplice: ci sono dei tempi tecnici per ottenere il “Social security number”, l’equivalente del nostro codice fiscale, e senza di quello non si riesce a fare nulla! Affittare casa, avere una carta di credito, iscriversi a scuola, accedere all’assicurazione sanitaria. 

Insomma, avremmo dovuto vivere in hotel per un mese almeno, e Giulia avrebbe perso un sacco di giorni di scuola, diciamo che non ci sembrava la soluzione migliore. Inoltre, ne stiamo approfittando per fare le varie vaccinazioni richieste, visite, dentista, e tutto quello che normalmente si fa in 13 anni di vita!

Connecticut center village

Siamo grati alla vita ed emozionati di vivere questa nuova avventura, consapevoli che non sarà semplice, ma sentiamo di avere grandi possibilità, e soprattutto l’affronteremo assieme. Sono anni che faccio la mamma a tempo pieno per agevolare l’assetto familiare, ma come molte di noi, anche io ho tanti sogni nel cassetto che attendono di essere realizzati!

 Mi soffermo spesso a chiedermi, soprattutto in questi ultimi giorni, se la via che abbiamo intrapreso sia la via giusta, mi chiedo se il gioco vale davvero la candela, se non siamo vittime del famoso “American Dream”, ma quando guardo la mia famiglia sparsa qua e là negli anni e la forza ed il sostegno che si sta creando attorno a noi, non posso che trovare una conferma affermativa a questa nostra scelta.

Auguro a tutti di avere l’audacia di scegliere e di cambiare, e la tenacia per portare avanti la strada intrapresa, senza avere paura di cogliere le opportunità e le novità che sono motivo di grande crescita e orgoglio.

Nei prossimi articoli, vi parlerò del viaggio a febbraio e le nostre scoperte sul campo e dell’organizzazione pratica del trasloco. Nel frattempo farò un carico dell’energia di chi mi leggerà, per portarla tutta con me in Connecticut!

Barbara

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