I cartoni di ieri VS il mondo di oggi

Sindrome di Peter Pan: solo pura fantasia?

Quando ero piccola amavo follemente guardare il cartone animato della Walt Disney “Peter Pan”.

Pare che piaccia anche ai miei figli, tanto da guardarlo ogni sera prima di dormire! Il dramma non è tanto il fatto che canticchio per casa “Puoi volar, puoi volar” che sembro sotto l’effetto di funghi allucinogeni, quanto al fatto che ogni volta che lo guardo, noto sempre particolari sconcertanti:  trasposizioni, contenuti e simbolismi che dall’Isola che non c’è approdano all’Isola che c’è, ovvero il mondo in cui noi comuni mortali viviamo.

Il tutto acquista una visione ben chiara se trasferisco tali empirici dati alla mia vita sentimentale. Posso quindi concludere che il fallimento (attualmente passato) delle mie scelte in campo amoroso, è a causa di PETER PAN!

Vediamo nei dettagli:
Peter Pan è un ometto adolescente, vestito tutto di verde (che pare un pisello), il quale si rifiuta di crescere. Così, decide di trasferirsi sull’Isola che non c’è a fare la guerra contro Capitan Uncino, a cazzeggiare insieme ai “Bimbi sperduti” e a svolazzare tra la Cala delle Sirene e il Covo di Giglio Tigrato. Di tanto in tanto, si fa anche un giro nella “terraferma” e, poiché si annoia, decide di rovinare qualche figlia di famiglia. Un nome a caso? La nostra Wendy, brava ragazza, colta, graziosa, di buona famiglia.
Immancabile è la sua groupie, Trilly, che  innamorata e fedele al suo Peter, lo segue dappertutto.

Vi ricorda qualcuno? Si! Cazzo, si!

È esattamente il nostro uomo contemporaneo:

affetto dalla più nota sindrome di Peter Pan, l’uomo dei giorni nostri pare che si ispiri al personaggio di fantasia, anche se sinceramente a me sembra ne segua fedelmente le orme. 

L’uomo di oggi, con cui disgraziatamente abbiamo avuto a che fare almeno una volta nella vita, è quell’esemplare di sesso maschile avverso al processo di adultizzazione (fenomeno che prevede la monogamia e in alcuni casi, prole a seguito) e con cui combatte con grande devozione per il proprio status di appartenenza, il che, un po’ perversamente, lo rende ai miei occhi affascinante quanto il vero Peter Pan!

Sindrome di Peter Pan: solo pura fantasia?

Ma analizziamo un attimo le analogie che troviamo nel cartone:

  • L’uomo dell’Isola che c’è, si rifugia anche lui nella sua isola, la sua casa, la sua automobile (a cui tiene più di sua madre), il suo habitat fitto di orari, palestra, calcetto, amici, aperitivi, cene etc etc…
  • Come Peter Pan, anche il nostro uomo moderno ama giocare a fare la guerra mediante la Play, la Wii ed ogni applicazione utile scaricabile sul proprio smartphone.
  • Come Peter Pan, anche il nostro uomo si circonda di amici sperduti, altrettanto affetti dalla sindrome elencate qui sopra.
  • Come Peter Pan, il nostro uomo svolazza anche lui tra Sirene e Giglio Tigrato. Di tanto in tanto, si diletta a stare con la classica brava ragazza della porta accanto, il tempo di illuderla per continuare poi a svolazzare di qua e di là.
  • Immancabile, come per ogni uomo contemporaneo, è la stalker innamorata, quella che ad ogni chiamata segue come un segugio il nostro Peter.
Analogia cartone peter pan

Ma le analogie non sono finite, e ce ne sono anche per le figure femminili: qualche esempio?

LE SIRENE

Le sirene! Stronze, antipatiche, adulatrici, provocatrici, mezze nude, corrispondono alle nostrane zoccole, insomma!

TRILLY

Trilly, la dolce Campanellino, è innamorata di Peter Pan di cui è gelosissima. Lo segue come se fosse un cagnolino e soddisfa i suoi desideri.
Trilly è praticamente l’odierna “trombamica”, innamorata di colui che non la considera MANCO PE’ NIENTE, se non per qualche approccio intimo last minute, della serie “prendere o lasciare” forte del “chi si accontenta gode”.

WENDY

Wendy è la classica brava ragazza affetta dalla sindrome della crocerossina, che si immola per salvare un uomo dalla sindrome di Peter Pan.

C’è una Wendy in ognuna di noi amiche! È quel tipo di ragazza che, dannazione, ci crede davvero nel rapporto con Peter, e le cui amiche cercano di far ragionare con un “Non illuderti, non cambierà mai!”.

Wendy Peter Pan

Ma la Wendy dei giorni nostri non demorde: lui è colui che l’ha portata sull’Isola che non c’è volando con il tappeto persiano rubato ad Aladdin e a Jasmine! Un vero galantuomo, per l’appunto.

Peccato che finirà cosi: verrà lasciata in nome della libertà spirituale, e alla fine si sentirà così in colpa per averlo troppo indotto alla cristiana via! Entrerà in terapia, odierà profondamente il genere maschile e sarà condannata ad anni di castità.

GIGLIO TIGRATO

Giglio Tigrato: già il nome mi fa incazzare! Troppo graffiante!

Buona buona, e zitta zitta, sta ragazzina inutile dalle treccine in stile “bimba innocente” è l’unica tra le femmine sopra descritte che verrà salvata da Peter Pan, verrà baciata da Peter Pan e otterrà una festa con tanto di benedizione di papà Capo Toro Indiano! Suppongo che se ci fosse stata una versione per un pubblico maggiorenne, la festa tra Giglio Tigrato e  Peter Pan sarebbe proseguita in una tenda indiana!

In pratica, Giglio Tigrato rappresenta tutte quelle donne che, non si sa per quale ragione, hanno il culo di essere sposate da quello che fino ad un anno prima definivi un irresponsabile (per le più pratiche, un coglione). Quello del last minute. Quello che ti ha causato anni di terapia. Peter Pan, insomma!

Giglio Tigrato Peter Pan

Ma il problema non è Peter, che ho forse troppo idealizzato tanto da rendere ogni mia relazione fallimentare, quanto sul fatto che non mi sono mai ispirata a Giglio Tigrato, ammirando Wendy, Trilly o quelle stronze delle Sirene!

Valeria

Valeria
@nereide2.0

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