PREPARARE L’UNIVERSO DEL BAMBINO: qualche consiglio dalla cara Montessori

Come a tutte le future mamme, tra le mille domande che ci affollano la mente nel periodo dell’attesa più bella, anche a me è venuto da chiedermi come avrei fatto ad adattare il nostro nido da coppia all’arrivo di un cucciolo; in particolare come fare a rendere il suo spazio personale veramente funzionale, sicuro e stimolante per la sua crescita? 

Sono una futura mamma giovane, alla prima gravidanza e quindi sicuramente inesperta, ma dalla mia parte ho una buona carte: sono educatrice d’infanzia oltre che per la terza età, e uno dei miei “mostri sacri” è Maria Montessori.

Fu tra le prime donne in Italia laureata in medicina, brillante educatrice e filosofa, si impegnò nel rispetto del bambino in quanto individuo a tutti gli effetti. Osservò che da 0 a 6 anni il bambino è dotato di una “mente assorbente” che gli consente di percepire tutto ciò che avviene nel suo ambiente e che questa ente attraversa “periodi sensitivi”; questi periodo sono passeggeri e se il bambino non viene stimolato nel momento giusto perde un’occasione di sviluppo, per questo ha bisogno di un ambiente su misura, che favorisca il suo sviluppo e la sua autonomia ed in cui l’adulto possa rispondere ai suoi bisogni intervenendo il meno possibile.

Ho quindi deciso di ispirarmi ai suoi insegnamenti per costruire al mio piccolo Davide che arriverà all’inizio di marzo un nido perfettamente a sua misura.

Ho pensato di condividere con tutte le future mamme un po’ delle informazioni che hanno aiutato me e cercherò di esporle in modo chiaro e conciso perchè restino altrettanto chiare e facilmente riproducibili.

Innanzi tutto l’obiettivo fondamentale è stato quello di preparare un ambiente armonioso, in cui possa sentirsi bene, che rispetti ed incoraggi la sua autonomia, dove possa sprimentare diverse sensazioni, sviluppare le sue competenze e che susciti in lui l’interesse per ciò che ha intorno.

Ma andiamo per punti:

1. STUDIARE E PREPARARE L’AMBIENTE

Mi sono presa del tempo, tutto il tempo necessario per studiare l’ambiente, la disposizione e l’organizzazione della camera; mi sono messa nella sua futura cameretta ed ho ascoltato i suoni; l’ambiente doveva essere tranquillo, questo favorirà la concentrazione e la sua attenzione. Dalla finestra entravano i suoni della campagna, se non avete la fortuna di abitare in campagna fate almeno in modo che la cameretta sia esposta verso il giardino o verso un parco, un’area verde, in questo modo potrà sentire i suoni della natura, fruscio di foglie,canto di uccelli ecc.

Poi mi sono sdraiata nel punto dove volevo posizionare il lettino, mi sono assicurata che la luce del giorno così come quella della lampada non gli battessero direttamente sul viso; infine ho esplorato la stanza, mi sono ghinata, stesa a pancia in giù, ho gattonato (lo so fa ridere!) per vedere cosa potrà attirarlo e cosa potrà vedere lui quando inizierà a muoversi.

2. AMBIENTE CALMO E RILASSATO

Ho deciso di non riempire la camera di mille oggetti, ed ho scelto colori neutri, pareti bianche e solo una, quella accanto alla quale predisporrò l’angolo per le attività, di un azzurro pastello chiarissimo. Ho fatto in modo che fosse facile da tenere in ordine, nei primi anni di vita Davide assorbirà come una spugna tutto ciò che si trova attorno a lui e per questo è fondamentale che la stanza trasmetta un senso di sicurezza, ordine e calma; gli arredi e gli oggetti dovranno essere attraenti, adatti alla sua statura e capaci di attirare la sua attenzione.

Ricordiamoci che un ambiente bello ed organizzato renderà il bambino indipendente.

Cameratta montessoriana: Ambiente calmo e rilassato
3. CREARE QUATTRO SPAZI

Ho una stanza piccola, ma sono comunque riuscita a creare al suo interno quattro spazi distiniti:

– quello per dormire;

– quello per cambiarlo;

– quello per nutrirlo;

– quello per le attività.

Chiaramente lo spazio per cambiarlo può essere spostato in bagno, così come quello per nutrirlo in soggiorno o in cucina ecc. Ma ricordate che non occorre disporre di grandi superfici, un abiente per essere calmo e caloroso ha solo bisogno di essere ben studiato in moda da prevedere anche l’evoluzione del bambino.

Cameratta montessoriana: creare 4 spazi
4. LO SPAZIO PER DORMIRE

Immaginatevi sdraiati al suo posto in un giaciglio da cui vedete solo le sbarre del lettino e un pezzo di soffitto: nemmeno io avrei voglia di restarci e mimetterei a gridare perchè qualcuno venga a prendermi e mi porti in un posto più animato e piacevole…

Immaginate ora un lettino senza sbarre, da cui si veda tutta la stanza, da cui si vedano cose interessanti da scoprire, per esempio un “mobile” che gira lentamente su se stesso creando giochi di luce ed ombra (non mi dilungo sui “mobiles” ci vorrebbe un articolo a parte, ma se date un’occhiata anche solo sul web vi si aprirà un mondo), sicuramente è molto più piacevole!

Importante poi per aiutare lo sviluppo del ritmo notte/giorno che grazie al susseguirsi dei cicli sonno e veglia scandisce il tempo del bebè fin dalle prime settimane, è bene che di giorno lo facciamo dormire con una luce smorzata, mentre di notte in un ambiente più buio.

Il lettino montessori, come avrete intuito, è diverso: si tratta di un materasso da circa 1m per 90cm, spesso circa 10cm (scegliete ad esempio un futon giapponese in cotone).

Il materasso va posato a terra, accanto alla parete, coperto con un telo di cotone su cui poi sistemare le lenzuona ed una coperta o plaid da non rimboccare sotto il materasso.

Lungo il lato aperto sarà bene stendere un tappeto per attenuare il dislivello tra materasso e pavimento (utile quando inizierà a girarsi e rotolare). Imbottite i lati posti contro il muro con appositi cuscini rigidi, in modo che la sensazione sia la medesima di quella vissuta quando era nella nostra pancia; nelle prime settimane tenetolo magari nella navicella del passeggino o in una cesta da posare sul materasso, in modo che si senta il più possibile avvolto.

5. LO SPAZIO PER CAMBIARLO E VESTIRLO

Il comò è il mobile ideale, permette di avere tutto sotto mano; scegliete un comò con cassetti facili da aprire e chiudere: una volta in grado di vestirsi da solo, il bambino dovrà poterli usare in autonomia. Scegliete sempre colori chiari.

Sul ripiano del mio comò io ho sistemato un materassino, lavabile con sopra un asciugamano di spugna e una fascia di cotone, sarà il nostro fasciatotio. Accanto ho sistemato due cestini in legno che possano contenere pannolini, cremine e salviettine pronte all’uso.

Nel primo cassetto scorte di pannolini, salviette, creme, forbicine, spazzoline per i capelli ecc e via via nei cassetti sottostanti i vestitini di stagione ecc.

Sui cassetti poi applicheò delle etichette con immagine e nome di ciò che contengono in modo che crescendo possa avere una chiara organizzazione e classificazione che lo aiuterà a trovare tutte le cose e ad imparare pian piano a chiamarle con il proprio nome. Ricordiamoci sempre l’autonomia.

6. LO SPAZIO PER NUTRIRLO

In un angolo della stanza ho sistemato una comoda poltrona in vimini, della mia nonna, su cui ho sistemato un cuscino ed una coperta, accanto un mobile basso su cui potrò posare acqua, fazzoletti ed una sveglia silenziosa per monitorare il tempo della poppata. Alla parete quadri raffiguranti immagini della natura, animali e poi una foto di noi tre quando l’avremo; nel ripiano sottostante di questo mobile ho sistemato dei libretti che col tempo potrò leggergli, filastrocche, brevi racconti, libretti morbidi ecc; ricordiamoci di rinnovare spesso questa piccola raccolta.

7. LO SPAZIO PER L’ATTIVITÀ

L’obiettivo che Maria Montessori individuava per questo spazio era proprio la possibilità del bambino di concentrarsi; la concentrazione e la volontà sono al centro della costruzione personale del bambino.

Quindi organizziamo uno spazio che incoraggi la curiosità, che induca il nostro bimbo a fare esperienze nuove e costruttive.

Ogni elemento deve essere adatto all’evoluzione del piccolissimo ed ai suoi nuovi centri di interesse, non circondiamolo di troppi giocattoli che contribuirebbero solo a sollecitarlo eccessivamente. Creiamo invece un ambiente che sia un giusto mezzo tra la sfida e il sostegno e che porti il piccolo a raggiungere il limite superiore del suo potenziale.

Nei primi mesi lo spazio dedicato all’attività dovrà comprendere:

– un materassino su cui svolgere l’attività, distinto da quello per dormire; potremo usarlo anche per regalare al nostro bimbo la coccola del massaggio infantile;

– uno specchio, posizionato in basso, vicino al pavimento, cosicchè il bimbo possa guardarsi e vedere la stanza, allo stesso tempo quando potrà sdraiarsi a pancia in giù, sarà incentivato a sollevare la testa per guardarsi;

– dei mobiles da appendere ad un supporto che li mantenga sospesi;

– un ripiano basso per i cestini, con gli oggetti da osservare, afferrare, maneggiare e che incoraggino la sua curiosità; scegliete giocattoli in legno, di buona qualità (meglio pochi ma ben fatti e funzionali) alcuni dai colori neutri, altri dai colori vivaci che stimolino le sue prime funzioni cerebrali; un consiglio, esponete solo pochi oggetti per volta, gli altri riponeteli in un armadio e presentateli a rotazione;

– dei piccoli quadri con ad esempio delle opere d’arte o immagini della natura o di animali; il bambino sarà incuriosito ed incentivato, appoggiandosi alla mensola del mobile,ad alzarsi per osservarli meglio; anche questi andranno cambiati con frequanza perchè risultino sempre stimolanti.

E’ solo un piccolo assaggio di un mondo in realtà vastissimo, spero di essere stata utile a chi come me si trova alle prese con questa avventura e mi sento di consigliarvi qualche libro per approfondire:

A presto,
Martina

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