L'ora della nanna- manuale d'istruzione

L’ORA DELLA NANNA: Manuale d’istruzioni

Care Mamas, 

oggi vi parlerò di un tema molto dibattuto e vissuto come “stressante”, perché tutte le mamme amano i figli più della loro esistenza e oltre ancora, ma diciamolo: dormire è salute e stabilità emotiva per la mamma, e di conseguenza per il bimbo.
Avete capito bene, parleremo della NANNA.

Permettetemi una premessa pessimista, ma molto vera: ancora prima che nasca il piccolo, la mamma parte con un arretrato di ore di sonno dovuto alla scomodità del pancione, al mal di schiena, alla nausea, ai movimenti del bimbo, ai continui risvegli notturni.

Bene. Questo arretrato non è nulla rispetto a quello che succederà nei mesi a seguire: mettetelo in conto!

Il neonato nei primi mesi ha bisogno della mamma, del papà o di una persona che lo accudisca al fine di garantirli la sopravvivenza, che gli trasmetta sicuramente calore umano ma soprattutto NUTRIMENTO.

Quindi, a parte qualche sporadico caso di innata sonnolenza, preparatevi a svegliarvi ogni due ore circa nel primo/secondo mese di vita. Nei mesi successivi, il ritmo sonno-veglia si regolarizza in modo naturale, con pause sempre più lunghe di notte e spuntini sempre più diradati anche di giorno. Se ciò non avviene, o fatica a stabilizzarsi, potete aiutare il piccolo introducendo qualche spostamento orario. 

L'ora della nanna- manuale d'istruzione

Il cambiamento non deve essere troppo imprevisto e rigido da destabilizzarlo, ma qualche aggiustamento sicuramente lo aiuterà ad entrare nelle giuste e prevedibili routines del sonno

Ad esempio, se fatica ad addormentarsi dopo pranzo, consiglierei di accorciare gradualmente il riposino del mattino: un ottimo accorgimento è quello di non farli riposare dopo le ore 18, altrimenti poi addormentarli per la notte diventerà un’impresa!

Quando è ora di dormire da solo?

Dal mio punto di vista, il neonato deve dormire da solo da subito, nella sua culla. Se preferite, vicino al letto della mamma: per i primi tre mesi di vita, averlo vicino consentirà di allattarlo facilmente, ma quando l’allattamento avrà preso un ritmo più regolare e le pause tra una poppata e l’altra inizieranno ad essere più lunghe, potrete valutare di spostarlo nella sua cameretta. Tenerli nel lettone è bellissimo e comodo, ci si coccola e soprattutto si facilita l’allattamento a richiesta, purtroppo però non è sicuro per il piccolo, e crescendo diventa scomodo per tutti e più difficile da scardinare come abitudine. Dai primi giorni di vita, il piccolo inizia un percorso di graduale distacco dalla mamma, percependosi giorno dopo giorno, un soggetto a se stante. 

L'ora della nanna- manuale d'istruzioni

Dormire da solo è utile affinché conquisti la sua autonomia: lo aiuta a formarsi una personalità più sicura e indipendente dalle situazioni di ansia legate alla paura della perdita e della separazione. L’amore e l’affetto di mamma e papà ci sarà sempre, indipendentemente dal dormire insieme.
Consiglio di spostarlo in cameretta entro i primi 3/6 mesi, in questo modo per lui diventerà la normalità. 

Considerate inoltre che verso gli 8 mesi, subentreranno le prime paure legate alla perdita e alla separazione, quindi è importante non far coincidere gli spostamenti in questo momento delicato. È comunque importante che siate pronte voi mamme: non dovete tentennare o avere ripensamenti, dovete essere sicure e convinte di quello che fate. Ogni scelta è presa per il bene del bambino e per stimolarlo a sviluppare le sue capacità individuali. Se non vi sentite pronte, questo non è momento adatto, piuttosto è meglio rimandare il distacco in un secondo tempo, in cui si è più forti e convinti della scelta.

E se si sveglia?

Se si sveglia di notte, andate da lui a rassicurarlo, coccolatelo e parlategli in modo calmo e sereno, state con lui finché non si è tranquillizzato. Non accendete luci e non spostatelo dal lettino, basterà tranquillizzarlo con la voce e con qualche coccola; cercate inoltre di evitare di prenderlo in braccio, altrimenti in futuro imparerà a riaddormentarsi sempre così.
Il pianto del neonato non va ignorato! Se non lo consoliamo, non gli stiamo insegnando ad addormentarsi, ma a non essere accolto e ascoltato.

Come insegnargli ad addormentarsi da solo?

Piano piano, con il tempo riuscirete anche in questo.
Fino ai 3/6 mesi, consiglio di coricarli dopo la poppata quando non sono del tutto addormentati, in modo che inizino a provare ad addormentarsi da soli, anche se per pochi secondi. Continuate a metterlo nel suo lettino dopo la poppata, quando è ancora semi cosciente, allungando sempre di più i tempi, finché lo metterete nel letto ancora con gli occhi aperti: in questo modo si abituerà, non senza reclami, ad addormentarsi da solo.
Quando piangerà, una volta messo nel lettino da sveglio, voi dovete consolarlo e rassicurarlo e calmarlo senza prenderlo in braccio, con coccole, carezze, canzoncine, ninna nanne, fino a farlo addormentare.
Fate così finché imparerà da solo. 

L'ora della nanna- manuale d'istruzione

Dovete essere coerenti, decise e determinate, dedicare tempo, pazienza ed energia, altrimenti è meglio rimandare.

Il fattore CR l’ho chiamato così perché, dal mio punto vista, COERENZA e ROUTINE sono fondamentali per concorrere allo sviluppo armonico dei bambini. La coerenza è fondamentale nell’educazione dei bambini, quando dico che è necessario essere convinti delle scelte, lo affermo perché poi è necessario mostrare coerenza! Se l’azione non corrisponde o varia a seconda della persona (mamma o papà) o del momento della giornata, non stiamo facendo bene, non funzionerà. Le routines sono fondamentali, danno un senso di prevedibilità e sicurezza, e per questo sono importantissime per i bambini. I primi a doverle rispettare, siete voi genitori. Vi renderete conto di quanto il fattore CR si adatti perfettamente alle varie tappe di sviluppo, per ora ci concentriamo sulla nanna.

Coerenza nella nanna, cosa significa?

Semplice, se decidete di farlo dormire da solo, dovrà sempre dormire da solo.

Routine nella nanna, cosa significa?

Orario prima di tutto! Datevi delle regole: ad esempio, il riposino pomeridiano alle ore 14/14.30, la nanna di sera alle 20.30/21. Una routine può essere anche il bagnetto rilassante, le coccole nel letto insieme prima di andare ognuno nel suo, leggere una fiaba, cantare la ninna nanna, dire le preghierine, raccontarsi com’è andata la giornata, darsi appuntamento al mattino per le coccole tutti insieme nel lettone. Una sorta di preparazione alla nanna. Se le sequenze diventano prevedibili, il bambino è più sereno e tranquillo, ed accatta senza problemi il momento della nanna.

l'ora della nanna- manuale d'istruzione.

Ultima cosa mamas, ma non per ordine d’importanza: una notte nel lettone ogni tanto, se il bambino non sta bene, o magari siete in vacanza e il letto è diverso, non smonterà tutto il vostro lavoro, ma se iniziano a diventare due, tre, quattro, dovrete ripartire da capo. La stessa cosa vale per l’orario: andare a letto alle 23 una sera ogni tanto non cambia nulla, anzi, forse dormirà di più il giorno dopo (le mie figlie no!!). 

Se la routine è solida, non sarà un imprevisto a sradicarla.
Ricordatevi sempre che siete voi i genitori, e decidete voi quello che é giusto per vostro figlio!

In ultimo, ricordatevi che i consigli e le informazioni, possono essere personalizzati poiché non siamo tutti uguali, ed è legittimo poter scegliere, SEMPRE!

Buona nanna a tutti, grandi e piccini!
Francesca

Francesca
@franzamom

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