Amicizie quando si diventa mamme - come gestirle

Amicizie & Maternità: le perdiamo davvero o le lasciamo andare?

Questa mattina mi trovavo ad un gruppo di gioco e sostegno per bimbi e mamme del mio paese, ci stavamo presentando e stavamo raccontando perché ci trovavamo lì. La frase più ricorrente tra le mamme era: “Da quando sono mamma ho perso tutte le mie amicizie, dunque cerco un luogo per socializzare”.

Questa frase mi ha fatto molto riflettere, siamo davvero sicure che siano gli amici ad allontanarsi? O siamo noi a tenerli lontani?

Quando sono rimasta incinta ero un tripudio di emozioni e nausee, passavo dall’essere felice all’essere ansiosa, dall’essere in forza all’essere esausta nel giro di pochissimi minuti. Nel mio immaginario la gravidanza non era assolutamente così ed io stessa non riuscivo a capirmi, ma stranamente pretendevo che le persone attorno a me capissero e mi venissero incontro. Ero accecata dal fatto che “sono incinta, sto creando una vita e Tu, caro amico mio, sei un insensibile”. Ma, prima di alcuni mesi dopo il parto, non mi ero mai messa nei panni dell’altra persona, del mio amico. Perché, se io stessa non capivo cosa mi stava capitando, avrebbe dovuto capirlo lui? Perché una persona che non ha mai vissuto la gravidanza dovrebbe a prescindere avere la sensibilità che ci aspettiamo? Voi ve lo siete mai chiesto?

Ricordo che molti anni fa, la mia migliore amica mi fece lo “scherzo” di raccontarmi di essere incinta e ricordo benissimo i miei pensieri. Ero gelosa. Gelosa di quella creatura che portava in grembo perché sapevo mi avrebbe “portato via” la mia amica, sapevo che lei non avrebbe più potuto dedicarmi lo stesso tempo che mi dedicava prima, sapevo che non sarebbe più venuta a ballare con me e che il suo mondo si sarebbe riempito di pannolini e biberon, non riuscii nemmeno a darle le mie congratulazioni. Mi sentivo un’amica terribile ma non riuscivo a smettere di pensare alla mia gelosia. In quel momento fui io l’amica insensibile. 

Amicizie quando si diventa mamme - come gestirle

Ero incinta di due mesi circa, in coppia da meno di sei. Avevo affrettato molto i tempi e il mio amico, giustamente, mi aveva ripresa dicendomi di aver preso delle scelte sbagliate e un pò troppo frettolose. Avevamo organizzato una gita al lago in 4, il mio amico odia i cosiddetti “tirapacchi” (e ha ragione, li odio anche io!) ma quella mattina mi svegliai tutta “storta” e c’era brutto tempo: dunque mi si insinuò il pensiero che mi sarei potuta ammalare e che in quel momento non si possono assumere medicine, mi sentivo stanca e svogliata. La mattina glielo dissi (l’appuntamento era per il primo pomeriggio) che non me la sentivo più di andare e che non ne avevo più voglia, ovviamente si arrabbiò…. e parecchio. Ma sono stata io a farla, forse, più grande di quello che era. Piansi giorni interi pensando che il mio amico non mi capiva e piano piano mi sono chiusa.

Il nostro rapporto, a prescindere da quell’episodio, era cambiato. Prima parlavamo di argomenti che coinvolgevano entrambi, andavamo al cinema, al ristorante e nei parchi divertimenti. Improvvisamente ci sono io che parlo solo di nausea, pressione bassa, ormoni, odori forti, visite ginecologiche e ecografie. Con tutte le mie ansie e perplessità del caso. Il mio amico, che non è uno che le manda tanto a dire, a un certo punto ha detto “Si però Barbara basta con sta storia della gravidanza, non farmi pentire di chiederti come stai!”. Frasi così in quel momento erano come pugnalate al cuore, ma erano la verità! Noi donne quando rimaniamo incinte abbiamo come dei paraocchi e non esiste più nessun’altro se non Noi e il nostro bambino.

Ci ho messo mesi dopo il parto a elaborare questo pensiero, a mettermi al lato opposto e a cercare delle risposte. Si perché a un certo punto, dopo il parto e quando nostro figlio diventa un po’ più gestibile, tutte noi ricerchiamo il lato “sociale” sentiamo l’esigenza di parlare di nuovo con degli adulti e di non avere solo argomenti come: lo svezzamento, i pannolini o l’allattamento. Molte riprendono a lavorare, e questo aiuta, ma in molte restano a casa con i figli pensando a quell’amica o, in questo caso, a quell’amico con cui uscivamo sempre e che ci manca. Eh si, ci manca tanto!

Amicizie quando si diventa mamme - come gestirle

Se dopo due mesi che abbiamo partorito ne abbiamo quasi le scatole piene di argomenti e cose da “bambini”, e ce lo siamo scelte noi di avere un figlio, perché il nostro amico/a, che al 90% dei casi ha scelto di non avere ancora figli, avrebbe dovuto “sopportare” per nove lunghi mesi la nostra gravidanza? Avete mai pensato che la vostra amica se non vi ha più invitata ad uscire, non è perché ce l’aveva con voi, ma perché ne aveva le scatole piene di quel contesto? Datele una “seconda possibilità” e vi stupirà!

Siamo mamme e ci fa bene circondarci di altre mamme, di poterci confrontare e di poterci consigliare. Ma siamo ancora donne, siamo ancora persone e non dobbiamo annullarci per quell’unico ruolo di mamma, abbiamo bisogno di quell’amico con la quale abbiamo condiviso tanto e in modo diverso, abbiamo bisogno di quella giornata al mese o di quelle due ore a settimana in cui non siamo solo “la mamma” ma torniamo ad essere Barbara, Francesca, Veronica, in cui siamo ancora Noi.

Prendete il telefono e chiamate quell’amica, lasciate a casa vostro figlio, e concedetevi il tempo per essere voi stesse.

Cena tra amici in terrazza durante una giornata d'estate

Ho ripreso a vedermi con il mio amico quasi come nulla fosse successo, l’ho invitato a cena ed è stato come sempre, e mi ha fatto bene. Ed ora che mia figlia è svezzata e posso lascarla a casa con il papà, organizzerò qualche serata al cinema, qualche cena al ristorante e perché no anche una giornata al parco divertimenti.

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