Saponi fatti in casa - saponi artigianali

Saponi Artigianali: tra chimica e natura

C’è una linea sottilissima tra l’utilizzo di sostanze chimiche e l’utilizzo di sostanze naturali. Praticamente una linea inesistente, dato che la chimica è lei stessa natura. 

Quando decisi di iniziare a fare i saponi artigianali, ero impaurita dagli ingredienti e dal fatto che sarei dovuta mettermi lì, a pesare al milligrammo ogni singolo componente.

Da calcolare che io amo mangiare i dolci, ma non amo cucinarli proprio per l’attenzione quasi maniacale che si deve prestare per miscelare la giusta quantità di ingredienti: io sono più per la cucina “a sentimento”. 

Ecco che invece mi ritrovo ad utilizzare la bilancia di precisione, munita di occhiali di protezione, mascherina e guanti monouso, attorniata da mille polveri, boccette e bacinelle di tutti i tipi. Sono sempre stata attirata da tutto ciò che è naturale e dalla possibilità di creare cose per l’utilizzo quotidiano e poter dire “l’ho fatto io!”. Il fatto di stare in campagna da sempre mi permette di avere tutto ciò che mi serve per fare delle creazioni uniche e piene di storia e significato per me. Ho iniziato dal sapone base per eccellenza, utilizzando solo tre ingredienti: Olio Extra Vergine di Oliva, Acqua distillata e Soda Caustica (Idrossido di Sodio NaOH). Studiando e leggendo tanto, ho scoperto che la soda che utilizzavo spesso per il wc o gli scarichi intasati era la stessa che avrei utilizzato per realizzare i miei saponi ma che unita ad una parte grassa (l’olio) e all’acqua, avvia il processo di saponificazione, eliminando completamente la sua natura corrosiva. 

La cosa importante è che, una volta realizzato lo stampo con il sapone, questo si deve lasciare maturare per minimo due mesi per fare in modo che la saponificazione si concluda, e che la soda si trasformi completamente. 

Saponi fatti in casa - saponi artigianali

Quando inizia questa “avventura”, presi stampi in silicone di tutti i tipi, e già fantasticavo sul prodotto finale tra le mie mani sotto l’acqua del lavandino! Già dalle prime prove vedevo che il risultato sarebbe stato soddisfacente. Peccato che io odio le attese, e quei due mesi prima di poter provare i miei nuovi saponi artigianali sembravano non passare mai!
Avevo più volte letto che anticamente, per lavare i panni, si utilizzava la lisciva, un insieme di cenere e acqua, dal potente potere lavante e che fosse la base del sapone a quel tempo. Ai tempi nostri la cenere è stata sostituita con la soda caustica. Molti utilizzano l’olio di scarto derivato dalla frittura o la “sanza” cioè gli scarti derivati dalla molitura delle olive durante l’estrazione annuale dell’olio di oliva. Io solo al pensiero rabbrividivo. Ho quindi deciso di utilizzare prodotti di ottima qualità, dall’Olio Extra Vergine di Oliva prodotto nella mia Azienda Agricola, erbe aromatiche locali ed Olii essenziali ottimi. Questo perché volevo ottenere un prodotto unico e rendere la semplice esperienza di lavarsi il viso o le mani un vero e proprio trattamento di bellezza. Dalla base semplice che utilizzo sempre, quella con Olio, acqua distillata e soda, aggiungo olii essenziali, erbe aromatiche e spezie diverse, ed ottengo profumazioni e colorazioni sempre differenti. Ci sono invece anche ricette dove la parte grassa è composta da più olii (olio di ricino, olio di cocco, olio di argan, latte intero etc.) e questi devono essere miscelati accuratamente calcolando matematicamente la percentuale di soda che va aggiunta. Un po’ una roba da alchimisti, ma fondamentale per la riuscita del sapone in termini di produzione di schiuma, durezza e potere lavante. Insomma mi si è aperto un altro mondo, come quando mi sono avventurata nel mondo del vino diventando Sommelier. Ti si aprono cassetti nuovi, pieni di nuovi argomenti, e tutto ciò mi elettrizza!

Dopo tanti esperimenti, ho raccolto le ricette che amo e che mi permettono di realizzare un prodotto all’altezza della nostra pelle, soprattutto quella dei bambini, perché si, io utilizzo i miei saponi per lavare i miei bambini. Tutti mi chiedono se i miei saponi contengono soda caustica, perché effettivamente solo pronunciare la parola mette paura!

La risposta è “si”, ma da notare che la soda serve solo per avviare la reazione chimica, perché poi andando avanti con i processi, si trasforma completamente, e l’azione del sapone artigianale è tutt’altro che corrosiva.

Queste creazioni sono un’ottima idea anche per realizzare degli originali “cadeaux” da regalare ad un’amica, realizzare bomboniere alternative o farli diventare le saponette tra gli “amenities” degli hotel o B&B.

Saponi fatti in casa - saponi artigianali

Ecco la ricetta del sapone base all’Olio d’Oliva, al quale potete scegliere di aggiungere olii essenziali o spezie per dargli un tocco in più, oppure lasciarlo semplice così com’è:

INGREDIENTI:

• 1 kg di olio di oliva
• 130 g di soda caustica
• 380 g di acqua distillata
• 10 ml di olio essenziale a scelta
• 50 g di eccipienti vari (caffè macinato, frutta fresca, fiori secchi).
Utensili e attrezzature:
• 2 piccole pentole in acciaio inox
• 2 termometri
• 1 bilancia di precisione
• 1 frusta a mano (o un frullino elettrico)
• 2 o più stampi: non usare alluminio, stagno, legno,rame, ferro, ghisa,pentole antiaderenti e polistirolo
 • maschera da saldatore per proteggere bocca e occhi
• guanti per le mani

PROCEDIMENTO:

Versare in una pentola l’olio e scaldare a circa 40 °C. In un’altra pentola, tenuta in un bagnomaria freddo, si versano l’acqua distillata e la soda caustica: per precauzione, proteggere bocca, occhi e mani con mascherina, occhialini e guanti e non usare mai contenitori o strumenti in alluminio, stagno, rame, ferro, ghisa, pentole antiaderenti e polistirolo.
Quindi si unisce lentamente la soluzione sodica, girando dapprima lentamente poi con sempre maggiore vigore fino a ottenere il cosiddetto «nastro». Aggiungere eventuali eccipienti e lasciare stagionare per almeno otto settimane prima di tagliare e utilizzare.

Ricetta tratta dal libro “Fare in casa cosmetici naturali”

Saponi fatti in casa - saponi artigianali

Che ne dite di provare? Ovviamente, fatemi sapere se li provate!

Un abbraccio,
Claudia



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