Non siamo Wonder Woman!

L’attesa è uno dei momenti più belli per ogni donna.

Dal momento in cui facciamo il test la nostra mente inizia a viaggiare, a sognare soprattutto se quella gravidanza faticava ad arrivare. Iniziamo a scegliere il nome, se sarà maschio o se sarà femmina, non vediamo l’ora di fare le prime ecografie per poter sentire quel piccolo cuoricino battere e farci sentire che “si, c’è!”.

Facciamo acquisti, prepariamo la cameretta, il corredino, la borsa per l’ospedale; si ricevono mille chiamate, mille consigli e tu sei sempre più felice, fai il conto alla rovescia e poi… Arriva il momento che hai atteso con trepidazione per 9 lunghi mesi, stringi tra le tue braccia l’amore della tua vita e sei la persona più felice del mondo.

Ma..

Ma nessuno ti racconta del dopo, di quando finalmente ti rendi conto che sei diventata MAMMA e che hai una piccola creatura che dipende tutto e per tutto da te. I parenti, gli amici, dopo i primi giorni di euforia, magicamente spariscono e tutto d’un tratto, ti trovi da sola.

una mamma deve chiedere aiuto


Quando è nato il mio primo bimbo, mi ero appena trasferita a Milano, non avevo praticamente amici, mia madre era lontana e il mio compagno lavorava tutto il giorno, io ero sola con questo piccolo fagottino frignante. In passato avevo già avuto a che fare con bambini: avevo aiutato mia mamma con il mio fratellino, avevo fatto la baby sitter prima e la tata a 3 gemelli dopo, ma nessuno mi aveva spiegato che quando il bambino è tuo, è tutta un’altra cosa! Devi imparare tutto da capo. Mi sono trovata notti in cui, nonostante il mio piccino avesse già mangiato e fosse stato cambiato, continuava a piangere e io non sapevo cosa fare, se non piangere anche io, giorni in cui mi trovavo a passeggiare da sola, perché con me non poteva venire nessuno.

Mi hanno “salvato” le altre mamme del corso preparto che avevo frequentato; insieme, giorno dopo giorno, siamo riuscite a farci forza a vicenda e sostenerci, riuscendo ad evitare i problemi che tante mamme affrontano dopo il parto e che si ha quasi paura di nominare, perché tutte vogliamo essere super donne e non ci piace ammettere di non essere all’altezza.. così è stato anche per me, finchè non ho dato alla luce la mia seconda bambina.

Sapevo che sarebbe stata dura con un bimbo piccolo che era abituato a stare solo con te, ma non avevo capito quanto.

Se pensavo infatti, che il mio primo bimbo non dormisse la notte, con l’arrivo del secondo, ho davvero capito cosa vuol dire vedere per più di un giorno di fila l’alba. La mia bimba non dormiva, e seppur mi stesse sempre attaccata, piangeva…. mamma quanto piangeva! I primi mesi sono stati difficili ed io non sapevo più cosa fare, se non piangere insieme a lei!

Per non parlare poi dei vicini di casa che con i loro lamenti mi facevano sentire ancora più inadeguata. Non una parola di conforto, non un gesto d’aiuto…. Nulla! Ma la gente da fuori non può capire: le persone non sanno che non dormi da settimane, nemmeno per 5 minuti, che sei h24 con i tuoi figli senza aiuti, che vorresti essere più forte, ma non sempre ci riesci. Tutta la tua vita gira intorno a loro, ai tuoi figli, al tuo compagno… Tu devi essere forte per tutti e tutti hanno bisogno che tu sia forte per loro… ma per te chi è forte? Chi è pronto ad essere forte per te?

Ed è qui che capisci che sei tu che devi essere l’eroina di te stessa e che l’unico modo per salvarti è chiedendo aiuto! Si, dobbiamo essere delle “Wonder Woman” e ammettere che stiamo attraversando un momento difficile e che abbiamo bisogno di un aiuto!!

Ammettere di aver un problema, di non essere in grado di affrontare tutto da sole non è da deboli, anzi.. sentiamo troppo spesso di mamme che hanno sottovalutato il problema, perché da sole potevano farcela, ma io – ad esempio-, da sola non sarei riuscita a superare niente.

Ho imparato, a mie spese, che chiedere una mano anche solo per uscire mezz’ora a fare un pochino di spesa non mi rende una mamma meno brava, ma una mamma che capisce i propri limiti e che sa fin dove può arrivare per continuare ad essere una mamma serena per me, ma soprattutto per i miei figli.

L’ho capito con fatica, quando in un momento di sconforto il mio bimbo più grande di quasi 3 anni, mi ha vista piangere ed è corso a prendere un tovagliolo, tornando con quegli occhioni grandi e pieni di amore mi ha asciugato le lacrime e mi ha abbracciata; in quel momento ho capito che ne lui, ne la sua sorellina avrebbero – per quanto possibile- dovuto vedermi così, perché si meritano una mamma felice e, soprattutto, che li faccia sentire felici e sereni.

Non sono cose che riesci ad ammettere o a superare dall’oggi al domani, sono percorsi che devi fare con calma ed avere il coraggio di ammettere di avere bisogno di una mano.

Io, per quanto possibile, cerco giorno dopo giorno di essere un pò meno “Wonder Woman” e un pò più una semplice mamma con i suoi limiti, i suoi momenti no, i suoi momenti di super felicità, ma soprattutto cerco giorno dopo giorno di crescere come mamma, perché non nasciamo mamme.

Rinasciamo mamme nel momento stesso in cui mettiamo al mondo i nostri cuccioli, ed è da li che inizia la vera avventura.

Ylenia

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