pagina di diario di una mamma nostalgica ripercorre i momenti della sua dolce attesa

Il nostro piccolo grande amore

Era il 24 dicembre, il primo Natale a casa nostra: una casa da allestire per l’arrivo degli ospiti, la spesa ancora da fare, gli ultimi regali da acquistare.
Gli impegni erano ben scanditi, la giornata si preannunciava molto movimentata, eppure in cuor mio sapevo che dopo tanta fatica avremmo ricevuto una bellissima notizia.

Me lo sentivo che quel test di gravidanza mi avrebbe dato ragione: ERO INCINTA!

Con la lieta novella, gli auguri allo scoccare della mezzanotte furono un po’ diversi dal solito! Quale miglior occasione per dirlo ai nostri parenti? Un messaggio su WhatsApp, una foto del test e “tanti auguri nonni!” .

Ricordo come fosse oggi quell’emozione!
Non potevo crederci, e tutti a gioire con me e con il futuro papà per la notizia ricevuta, cane compreso.

La mia fu la classica gravidanza che tutte le donne dovrebbero vivere: niente nausee, niente imprevisti, nessun turnover, ma solo tanta serenità.
Ricordo che trascorrevo interi pomeriggi a leggere per quel piccolo fagiolino che cresceva in me; leggevo per lui e per me, per imparare tutto sui metodi con i quali avrei voluto crescerlo, e poi ascoltavo tanta musica, cuffie sul pancione e sinfonie di Mozart e Beethoven che riecheggiavano nel mio ventre, e che danze faceva il mio piccolino! Sapeva già forse che avremmo trascorso così i nostri pomeriggi più belli, a ballare come matti e no, questa volta non sulle note di Vivaldi ma di musiche latine.

E l’attesa delle ecografie? Ogni volta un emozione vederlo anche solo per pochi secondi, e avere la conferma che stava bene.Chissà se da dentro già sentivi quanto amore ti attendeva amore mio!

Comprai la prima tutina come regalo per San Valentino al papà, tutta bianca con il colletto con stampa check della marca che papà ama: ero di sole 13 settimane, ma già sapevamo che sarebbe stato un maschietto: questa volta però il sesto senso non c’entra, ce lo disse il dottore il giorno prima!

Abbiamo immaginato nostro figlio spavaldo e sicuro di se: se già così piccolo si era mostrato con chiarezza, non poteva essere altrimenti!

Allo scoccare delle trentotto settimane decidi di nascere: un fulmine a ciel sereno, un travaglio velocissimo e il tuo vagito che mi ha stretto il cuore in un pugno di gioia. Ti ho abbracciato e hai smesso di piangere, e cercavi già la tua amata “tetta” .

Ora sei qui accanto a me e sorridi, chissà cosa starai sognando? Forse me che ti rincorro per tutta la casa, o il babbo che ti vuole mordicchiare i piedini.

Questi ricordi, queste emozioni, sono tutti ciò che mi ha lasciato la gravidanza. Adesso hai quasi due anni e il mio augurio per te, figlio mio, è che la tua vita possa essere sempre come questi tuoi 19 mesi, gioiosa e colma d’amore.

Anna Michela

Anna Michela
@unamammanaturale

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