Parto indotto - la mia esperienza positiva

PARTO INDOTTO NON TI TEMO PIÙ

Nove mesi per immaginare il tuo parto. Nove splendidi mesi che presto si trasformano in dieci.

Si sa, è risaputo che l’ultimo mese di gravidanza da l’impressione di non passare più … ogni giorno ti ritrovi a fantasticare sul fatto che potrebbe essere quel giorno: il giorno in cui incontrerai per la prima volta la tua bambina. I giorni passano, le settimane anche e i messaggini, le telefonate dei parenti si intensificano e tu vorresti solo indossare un’insegna luminosa sulla quale compare la scritta: “Si, sono di 40 settimane e NO, non ho ancora partorito!”.

Accetti consigli provenire da ogni parte del mondo: bevi qualche tisana, cerca di fare tanto movimento, fai tante “coccole speciali” con tuo marito, sali e scendi più volte dalle scale, concentrati sulle pulizie domestiche, pulisci il pavimento in ginocchio…” ma in realtà nella tua testa queste parole significano solo una cosa: perché non riesco a mettere al mondo la mia bimba?.

Così tra telefonate, messaggi e “consigli” di ogni tipo anche l’ultima settimana giunge al termine e ti ritrovi alla soglia della quarantunesima settimana ancora con il tuo bel pancione! Le visite di controllo si intensificano e inizia a farsi strada nella tua testa, e soprattutto nel tuo cuore, l’idea del tanto odiato parto indotto. Da qui in poi i consigli, che fino a una settimana prima ognuno si sentiva di dispensare, si trasformano in storie dell’orrore: “Ah il parto indotto?! – Povera te speriamo non sia doloroso come il mio … – Durerà giorni interi! – Lo sai che è molto più doloroso del parto naturale?!”.

Saranno gli ormoni ma la tua forza consolidata nei 9 mesi precedenti inizia a vacillare. Poi il fatidico giorno arriva e seppur impaurita dagli innumerevoli pensieri che si intensificano nella tua mente ti fai coraggio e ti concentri sull’unico e importante pensiero: “non mi importa più se sarà doloroso, se sarà infinito, tra poco diventerò MAMMA! Tra poco ti stringerò tra le mie braccia!”. Così insieme a tuo marito parcheggi e ti incammini verso l’entrata dell’ospedale. Una volta varcata la soglia, con il cuore in gola, pensi al fatto che quando uscirai da lì non sarai più la stessa persona che è entrata, uscirai da li con la tua piccolina, siete entrati in due e tornerete in tre. Poi cerchi di focalizzarti sul presente, prendi l’ascensore e ti dirigi in Ostetricia 1. Una volta giunta in reparto inizi a famigliarizzare con l’ambiente e i volti che ti accompagneranno per le prossime ore, le più importanti della tua vita.

Dopo le solite procedure: dati personali e ultime visite, arriva il momento di indossare gli abiti da supermamma con tanto di vestaglia, braccialetto portafortuna e pantofoline rosa. Ti guardi allo specchio e ripeti alla figura che vedi davanti: “sei forte e supererai ogni cosa!”. Alle ore 9.00 si dà inizio all’avventura! Tu e altre future mamme vi dirigete verso le sala tracciati dove verranno monitorate le vostre contrazioni e il battito del cuoricino. E qui si gioca a “testa o croce” o meglio “fettuccia o gel?”; a te spetta la prima dose di gel. Dopo circa un’oretta ecco comparire i primi dolorini. La mattinata e il primo pomeriggio procedendo tranquilli tra visite, monitoraggi e coccole al pancione insieme al futuro papà, fantasticando sul fatto che di lì a poco diventerete genitori! Più tardi permettono anche ai futuri nonni di entrare a trovarvi e tra una chiacchiera e l’altra, verso il tardo pomeriggio i dolori si intensificano, così i medici decidono di non accanirsi con la seconda dose di gel, dato che ormai il processo si è avviato spontaneamente. Si procede però con la “rottura delle acque” e da lì a poco cominciano i dolori più intensi. Riesci a placare il dolore sotto il getto dell’acqua calda della doccia, mentre tuo marito cerca di massaggiarti la schiena e poi finalmente i tanto attesi 5 cm di dilatazione arrivano! Da lì in poi è un’escalation di emozioni! Vi dirigete verso la Sala Travaglio salutando i futuri nonni e gli zii. Ormai nella testa oltre al forte dolore c’è solo un pensiero: tra poco conoscerete la vostra piccolina! La stanza Travaglio è molto grande e accogliente, la tua ostetrica si trova già lì ad attenderti con un grande sorriso e ti comunica che ti spetta l’ennesimo tracciato. Così una volta posizionata sul lettino senti nuovamente il cuoricino della tua piccina battere e cerchi di concentrarti su quel suono ormai così famigliare e respiri, respiri profondamente. Dopo circa un’oretta ti viene proposta l’epidurale e senza esitare accetti (Santa Epidurale!). Riesci a riposare all’incirca un’oretta e verso le 19.00 sei dilata di 8 cm. Di lì a poco inizi a sentire il bisogno di spingere, così la tua ostetrica ti spiega come concentrare tutte le tue energie in quelle spinte, le spinte che ti permetteranno di conoscere la tua piccola. Le ore passano, e il bisogno spingere diventa sempre più intenso! Finché l’ostetrica e tuo marito ti comunicano che si intravede la testina, poi i capelli e dopo innumerevoli spinte ecco l’ultima, la più dolorosa ma la più importante, quella che da alla luce la tua bambina!

E così il 12 Gennaio 2019 alle ore 00.18 incontrai e strinsi per la prima volta l’amore della mia vita, la mia piccola Aurora!

Ricordate future mamme, non ascoltate tutto quello che la gente vi dirà, non concentratevi sui pensieri negativi, sulle paure. Certo tutte noi, prima del parto, abbiamo paura di non farcela, che qualcosa non vada per il verso giusto, ma poi passa, e ci si sorprende di quanta forza si ha avuto. Credete in voi sempre perché quel giorno darete vita al vostro piccolo miracolo! E ricordate, qualora il destino dovesse riservavi un parto indotto pensate alla mia esperienza, perché se è stata positiva per me lo potrà essere anche per voi!

Valentina

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