Scelte di vita, scelte per la vita

mamma lavoratrice - come gestire lavori e figli

Vita.
Passi avanti, passi indietro.
Sogni, speranze, attese e arrivi.

Poi loro, Bianca e Riccardo, i miei gemelli: il loro arrivo è stato fortemente voluto, lungamente atteso e travolgente.

Tutto iniziò quando esasperata dall’ennesimo negativo, mi trovai a guardare in faccia il mio compagno, e gli dissi che così non potevamo continuare. Detto, fatto: lasciai il lavoro, lo stesso lavoro che mi aveva accompagnata negli otto anni precedenti, e con lui lasciai la sicurezza di avere una strada sicura, anche se davanti a me c’era un avventura che valeva qualunque sacrificio.

Forse tutti i grandi sogni per potersi realizzare hanno bisogno di una rinuncia: mi piace pensarla così! Dopo nemmeno un mese, concepivo i miei due miracoli.

Sono passati 3 anni e 3 mesi dal giorno in cui, licenziandomi, ho ricevuto il più grande regalo della vita. Da quel momento, ho donato tutta me stessa ai miei figli, ma come in ogni cosa, ci vuole equilibrio. Come tante mamme ho rinunciato agli interessi personali, alla realizzazione individuale, ad avere anche solo lo spazio e la privacy alla toilette.In alcuni momenti ho vacillato, sentendomi esausta e insoddisfatta. Ho sprecato del tempo prezioso arrabbiandomi ed essendo poco paziente, annoiandomi e dando per scontata una grande fortuna. Crescere i miei figli, è la cosa più meravigliosa che potesse capitarmi, e mi ritengo davvero fortunata. Posso godermi ogni loro singolo traguardo e, perché no, ogni singolo capitombolo!

Ma oggi sto affrontando una nuova prova, in realtà la stiamo affrontando tutti e quattro insieme: il nostro primo vero distacco, il mio primo vero lavoro dopo quello di essere stata mamma incessantemente. Ho ripreso a lavorare, e l’ho fatto proprio da dove avevo interrotto tre anni fa, nel mio vecchio ufficio, con alcuni dei miei vecchi colleghi.

Oggi, che assentarmi da casa comporta un organizzazione perfetta che ancora non ho nemmeno mentalmente raggiunto.
Oggi, che mi sto dando due mesi di tempo per capire se potrà essere una scelta giusta, un lavoro che mi porta via da loro per dieci ore al giorno, per la mia nuova me! Una me fatta di 4 menti, 8 braccia e gambe ma soprattutto 4 cuori. Una grande sfida che non so dove mi porterà, ma di cui avevo davvero bisogno.

Sto scrivendo da un lettone sovraffollato, dopo la terza giornata di lavoro, un po’ preoccupata dal febbrone di Riccardo, esausta, emozionata e completa. Avere due gemelli comporta una pazienza ed un organizzazione non indifferenti. 

Essere una mamma che lavora, oggi lo sto capendo, è ancora più impegnativo. La prima settimana è stata travolgente: Riccardo ha preso la scarlattina, e visto che i gemelli condividono proprio tutto, germi compresi, sto aspettando che si ammali anche Bianca. Ma è stato travolgente anche capire tante cose di me che non mi sarei aspettata e che non ricordavo più.
L’attaccamento a loro ad esempio, e la mancanza che provo per davvero solo oggi. 

Mi sono ricordata anche cosa vuole dire avere uno spazio tutto per se, e delle responsabilità che esulino dalla maternità e dall’essere casalinga.
La “me” lavoratrice mi mancava. Mi manca anche sentirmi brava in qualcosa che serva solo a me, che mi faccia sentire realizzata a livello personale.Sapere che anche io oggi contribuisco finanziariamente alla mia famiglia.

Essere fuori di casa e lontano dai miei bambini per dieci ore al giorno è estremamente faticoso, molto più faticoso emotivamente di quando dovevo gestire i gemelli h24. Ho capito finalmente cosa intendevano le mie amiche, mamme lavoratrici, quando mi dicevano: “farei a cambio!” e io rispondevo: “Anche io con te!” Credo ancora che fare la mamma casalinga sia estremamente faticoso, ma ora so che stare lontano dai propri cuccioli lo sia, diversamente, altrettanto.

Ad oggi non so se davvero questa sia la strada giusta, ma credo che sia una meravigliosa occasione per capirlo. E se mai decidessi di tornare indietro, probabilmente lo farò sapendo ciò che comporta: metterò i due pesi sul piatto della bilancia, ma so per certo che in entrambi i casi, una parte di me sarà nuova.

Avrò una nuova “me” da donare alla mia famiglia, e forse sarò una mamma migliore, perché la consapevolezza delle nostre scelte, ci rende sempre più complete.

Sara

3 risposte a "Scelte di vita, scelte per la vita"

  1. Posso solo immaginare cosa si provi! Io sono mamma da pochissimo tempo, appena tre mesi e mezzo. Al momento sono in maternità ma ogni tanto penso a come sarà il rientro al lavoro. Lavoro otto ore al giorno con pausa pranzo di un’ora e due ore di viaggio, il che vuol dire stare dodici ore fuori casa! Per adesso mi godo il più possibile la mia bimba, e poi in qualche modo spero di farcela… Devo farcela per forza. Come ti capisco.

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  2. Posso solo immaginare come ti senti! Sono mamma da pochissimo tempo: tre mesi e mezzo. Al momento sono in maternità, ma di tanto in tanto penso a quando dovrò rientrare al lavoro. Lavoro otto ore al giorno con un’ora di pausa pranzo e due ore di viaggio. Sono dodici ore fuori casa. Al momento mi godo la mia bimba ma poi? …… Come ti capisco. Coraggio!

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