Rinascere in un mondo senza di te, mamma

“Per quello che vale non è mai troppo tardi, o nel mio caso troppo presto, per essere quello che vuoi essere, non c’è limite di tempo, comincia quando vuoi; puoi cambiare o rimanere come sei, non esiste una regola in questo.. possiamo vivere ogni cosa al meglio o al peggio, spero che tu viva tutto al meglio, spero che tu possa vedere cose sorprendenti, spero che tu possa avere emozioni sempre nuove, spero che tu possa incontrare gente con punti di vista diversi, spero che tu possa essere orgogliosa della tua vita, e se ti accorgi di non esserlo, spero che tu trovi la forza di ricominciare da zero.”

(Dal film “Il curioso caso di Benjamin Button”)

(Dal film ‘Il curioso caso di Benjamin Button)

Questo sarà un racconto non particolarmente divertente.
Malinconico sicuramente, intimo e a tratti nostalgico. Ve lo dico eh!
Metto le mani avanti perché da me non ce lo si aspetta magari. Allora vi voglio preparare.

Ho sempre preferito far ridere che far piangere, e tutt’ora la trovo la scelta migliore ma sapete, quelle come me rischiano, talvolta, di non essere prese tanto tanto sul serio. Non sempre, ecco. E ci sono delle volte che si sentono un pò come dire… SOLE. 

Perché hanno proprio bisogno di stare male ma non sanno se ci sarà qualcuno ad ascoltarle. E quindi soffrono, in silenzio. Poi magari, scrivono.

Che sia chiaro qua non c’è nessuna ispirazione al martirio o smania di sofferenza, diciamo solo che in realtà sono sempre stata una ragazza risoluta. Già da piccola, ero una bimba divertente, avevo tante ma tante cose da dire e da raccontare, mi piaceva ballare cantare recitare, attirare l’attenzione. Un clown. Poi l’adolescenza è stata uno svincolo leggermente difficoltoso; non so come mai ma avevo qualche paranoia con la gente, con i miei coetanei, non mi sentivo sicura vai a capire. Poi la maturazione, il liceo, l’università il lavoro insomma ho preso il volo.

A oggi vi posso assicurare che non ho più paura di nessuno, ho imparato a interpretare la gente e sono serena nei miei rapporti sociali. Ho sempre avuto centinaia di conoscenze, tanti amici, tante cose da fare… Solo che… Quello che non immaginavo era di perdere Lei.

Io non so quante tipologie di rapporti esistano al Mondo tra madre&figlio/a. Penso tanti quanti sono i figli e le madri. Un’infinità. 

Io so solo che con lei stavo bene. Lei era giusta. È stata brava. Sei stata perfetta, mami.
E io VOGLIO che si sappia. E scrivo questo breve racconto triste per te, mamma.  Perchè tu sapevi bene com’è fatta Sara. È fatta tutta a modo suo, ma a te, di me non sfuggiva nulla.

E ora io ho iniziato una vita nuova, diversa. Sono nata di nuovo, mio malgrado. In un altro mondo. Un mondo senza Lei. Adesso lo so come ci si sente. Io ti capisco, ora. Le madri hanno occhi bionici e vedono cose che nessun altro sa vedere.

Siamo stanche ma non ci possiamo fermare. Abbiamo la testa piena, strapiena, straboccante, abbiamo il cuore gonfio e i battiti veloci, a volte troppo. Ora Io so che NON È UN CAZZO FACILE. Non lo è. Fare la mamma è dura. Lavorare e pensare a tutto è dura.

Gestire un’azienda familiare e cercare di essere comunque una buona professionista è complicato. Tu lo facevi alla perfezione e lo riconosco nonostante le nostre diversità.
Io ti stimo tanto amore mio. 

Poi la vita a un certo punto mi da il tuo stesso dono. Mi trasforma. Un altro inizio. Divento madre a mia volta. Ma non una cosa classica, No. Perché non sarebbe stato in linea con la mia personalità probabilmente… Divento mamma al quadrato quindi due meravigliose piccole vite che escono da me.

Già ero poco in grado di badare a me stessa…ok. Qualcuno da qualche parte dice che le sfide più toste vengono date ai guerrieri migliori! Beh allora grazie! Faccio la riverenza e mi rialzo scuotendo fieramente la chioma.

Sapete che c’è? Va bene Vita. Perché finché siamo qui, almeno la battaglia la possiamo compiere. Possiamo sudare, piangere, ridere, dubitare, sperare, credere, fallire.

Ma io non la do facilmente la soddisfazione di vedermi cedere.
Spaventata? Io? Sicuramente, ora di più. Perché viaggio da sola adesso. Ma devo pensare a due piccoli esseri speciali e anche se ho scoperto dei mostri che fino a poco tempo fa non avevo avuto il piacere di conoscere, una cosa ve la voglio dire: non cercate la perfezione, siate fieri di essere imperfetti. Sbagliate, tentate, cercate. 

Amate la diversità.
Cambiate.
Fatevi conoscere dai vostri figli per ciò che siete, la vostra vera faccia.
Siate voi stessi.
Non camuffatevi dietro banali aspettative o noiosi cliché. Allontanate i pentimenti.

Per quanto mi riguarda mi mancano cose semplici…ascoltare musica, visitare una città, guardare un bel film di quelli che mi cambiano la faccia e la mente, leggere un libro, conoscere una persona interessante… La mia vita ora non è esattamente come la vorrei ma so che finché ho forza, posso sempre tentare di cambiare le cose. E si può partire da un passo piccolissimo. L’importante è iniziare. Siate liberi di ricominciare. Tutte le volte che dovrete o vorrete.

“La sua vita era stata disordinata e confusa da allora, ma se riusciva una sola volta a ritornare a un certo punto di partenza e ricominciare lentamente tutto daccapo, sarebbe riuscito a capire qual era la cosa che cercava”

Un abbraccio,
Sara


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