Anche una gravidanza a rischio può essere rosa a pois

gravidanze a rischio

Spesso quando inizia una gravidanza, iniziamo a vedere tutto il mondo rosa a pois. Dopo aver visto quelle due lineette rosse e le BetaHcG positive, iniziamo già ad immaginare come saranno i 9 mesi successivi, se sarà maschio o femmina, a chi assomiglierà… Non sempre però le cose vanno così lisce, ma quello che voglio dirvi è: se qualcosa va storto, non vi abbattete subito!

Provo a raccontarvi la mia storia, così vi spiego meglio…

A novembre 2016 scopro di essere incinta: inutile che vi stia a raccontare la gioia che provavo, sono sicura che potete capirmi molto bene ;-). Dopo circa 2 settimane io e mio marito andiamo dalla ginecologa per la prima ecografia, per vedere se la gravidanza era iniziata bene: tutto perfetto, un piccolo esserino di 6mm mi stava crescendo nella pancia ed aveva già un bel cuoricino pulsante!

Esattamente due giorni dopo, la sera mi addormento sul divano guardando XFactor: mi sveglio verso le 23 e decido di andare a letto. Appena mi alzo in piedi sento una cosa stranissima, mi sembrava che mi fosse scoppiato un gavettone tra le gambe. Vado in bagno e mi accorgo che non era un gavettone, era sangue. Tanto. Rosso vivo. Preparandomi già al peggio (purtroppo avevo già avuto un aborto qualche anno prima), io e mio marito corriamo al pronto soccorso, dove mi visitano e mi dicono che dall’ecografia era tutto a posto: l’embrione c’era e il cuore batteva. C’era una piccola area di disimpianto, per cui la terapia era riposo assoluto e una buona dose di fortuna.

Passano un paio di settimane, che io passo a chiedendomi continuamente se quella cosa che avevo nella pancia c’era ancora, se stava crescendo, se stava bene. L’unica cosa che sapevo è che stavo iniziando a stare male, avevo la nausea 24 ore su 24. Mi dicevo che se ogni giorno stavo peggio, forse voleva dire che le Beta continuavano ad aumentare, e che quindi la gravidanza stava procedendo.

All’ecografia successiva i dubbi spariscono, il piccolo Alien (così lo chiamavamo io e mio marito) cresceva e stava bene. Torno finalmente a vedere rosa a pois, mentre la ginecologa ci fa il counselling per la diagnosi prenatale. Decidiamo per il Fetal Test Plus, che comprende un’ecografia morfologica precoce e un prelievo di sangue per il test del DNA fetale.

Il 3 gennaio 2017 andiamo a fare l’ecografia e il prelievo: la prima cosa che mi dice il dottore appena mi mette la sonda sulla pancia è che la translucenza nucale è aumentata, il triplo rispetto al limite di normalità. Ci dice che non è il caso di proseguire con l’esame, perché con ogni probabilità Alien ha delle anomalie genetiche. Ecco che (ri)dico addio al mio rosa a pois, ed ecco che mi trovo nel giro di 1 ora a prenotare una villocentesi d’urgenza ed a parlare con una genetista che ci dice che le probabilità che il feto sia “normale” sono solo del 2%.

Il giorno dopo faccio la villocentesi e per fortuna il risultato arriva nel giro di 72 ore: il referto diceva “46XX”, ovvero che non c’era nessuna anomalia cromosomica e che il nostro piccolo Alien era in realtà una piccola Alien. Da lì in poi la strada non è stata comunque in discesa, abbiamo dovuto fare altri mille controlli per scongiurare che quella translucenza aumentata non fosse dovuta ad altre anomalie morfologiche, ma alle fine ne è valsa la pena: il 17 luglio 2017 è nata Camilla, la nostra piccola Aliena, bella cicciotta e sana come un pesce.

Per cui, care mamme e care donne, la mia morale è: combattete, lottate, e non arrendetevi se non è strettamente necessario. Perché alla fine “è questo il bello dei sogni, che qualche volta si avverano”.

Giulia

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