MA UN BAMBINO QUANDO LO FATE?

ma un bambino quando lo fate?

Quante volte ci siamo sentite porre questa domanda? A quante di voi è capitato di sentirsi lanciare domande di questo tipo?

Per quanto mi riguarda, sono sempre stata una persona molto cauta ed attenta, lavorando a contatto con il pubblico, non mi sono mai permessa neppure di chiedere se una persona è incinta, fino a quando non potessi esserne certa guardando la diretta interessata, oppure non mi venisse detto direttamente.

Non riesco a comprendere come mai la gente a volte si prenda la libertà di dare dei giudizi in merito alla vita di coppia cosi liberamente. Del genere: “Siete sposati ormai, un figlio non lo fate?” o ancora peggio, “quando lo mettete in cantiere un bel pupo?”

Sarò sincera essendo una persona empatica ed avendo lavorato in un settore diverso dal mio (prima di buttarmi nella ristorazione facevo l’estetista), spesso mi è successo di sentirmi confidare problemi di donne che non riuscivano a rimanere incinta, e che proprio questo fosse un grande problema per la vita di coppia. Perchè parliamoci chiaro, ognuno della propria vita fa ciò che gli pare, quindi una coppia può sentirsi realizzata quando diventa una vera e propria famiglia, come invece può essere felice e serena senza avere bambini. Non spetta a nessuno di noi giudicare un caso o l’altro. Io personalmente ho sempre detto, ed ho fatto delle scelte in merito, che per me era più importante avere un mio nucleo familiare, piuttosto che la carriera.

I problemi che la vita mi ha messo di fronte mi hanno posto un bel muro davanti, che stiamo cercando con mio marito ed i medici, di buttar giù. Una persona che affronta una patologia oncologica necessita di tempo post-chemio prima di poter cercare una gravidanza. Per noi è stato un vero e proprio sbattere la testa nel momento in cui il nostro conto alla rovescia per il “provarci almeno” stava per terminare per trovarsi invece a combattere nuovamente contro un altro tumore e quindi tutto quello che ne consegue. 

Ci siamo stretti insieme e ci siamo detti che questo tempo passerà veloce, ci regalerà soddisfazioni più grandi dopo, che questa attesa ci farà godere appieno la gioia di un bambino. Fin qui tutto bene, perchè devo essere sincera, siamo due persone mature e ci siamo posti degli obiettivi nel mezzo e lo stiamo affrontando bene. Ma ci sono stati diversi momenti di sconforto nel mentre. Al mio rientro al lavoro ero ovviamente più morbida nelle forme e gonfia dal cortisone e sentirsi porre di continuo la stessa domanda “Ma allora ecco perchè non eri a lavoro, sei incinta”, oppure “Finalmente mettete su famiglia voi due”, ecco queste frasi hanno fatto peggio che ricevere delle coltellate dirette al cuore. Il massimo del dolore e depressione l’ho raggiunto nel momento in cui una persona, con la quale non c’è neppure chissà quale confidenza, mi ha toccata sulla pancia dicendomi “E qui cosa c’è? Qualche novità?” e con molta calma mi sono trovata a rispondere che non vi era alcuna lieta notizia da annunciare.

Ecco tutto questo è per dimostrare che non bisogna essere troppo precipitosi nel chiedere cose, nel cercar di entrare nell’intimità delle persone, perchè non sappiamo cosa queste stanno passando, se è una loro scelta, oppure ci sono dei problemi dietro. Questo concetto dovrebbe rientrare nelle regole di comportamento comune, nell’educazione proprio.

Ogni domanda che mi è stata posta mi ha portato a diverse lacrime e malumori inizialmente con conseguente sconforto, vorrei che questo messaggio passasse per cercare di responsabilizzare un po’ le persone. 

Per fortuna ora come ora, allenandomi costantemente e rimettendo in sesto la mia alimentazione, sono rientrata in un peso forma che difficilmente possa far pensare ad una gravidanza, ma sia ben chiaro: tutto questo lo sto facendo per me, non per non sentirmi più fare certe domande dalle persone!

Non sappiamo cosa succede nella vita di coppia di ognuno di noi e non dobbiamo giudicare ne sentirci giudicare da nessuno, perchè ripeto: la vita è la nostra e dovremmo poterla vivere senza il giudizio della gente a preoccuparci!

Chiara

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