debole a chi?

Debole a chi?

Il sesso debole ci definiscono. 

Poi debole secondo quale criterio?
Debole perché chiediamo aiuto per mettere il trolley nella cappelliera dell’aereo?
Debole perché capita (a me sempre!!!) di non riuscire ad aprire una bottiglietta d’acqua? 

Ma chi ha dato per primo questa definizione, ha mai osservato fino in fondo la vita di una donna?
Oggi, come ieri. La società è cambiata, la vita è cambiata… ma se è l’uomo quello con i pantaloni in casa, la donna ha un’armatura in ferro battuto!

Vogliamo iniziare da una banalità e parlare della resistenza al dolore? Da un semplice raffreddore in cui per una donna non è niente, mentre per un uomo sembra il limite tra la vita e la morte; al parto… a tutte quelle ore che nonostante le imprecazioni trascorriamo con il sorriso nel cuore e l’unico desiderio di conoscere il nostro bambino.
Pensate che un uomo possa sopportare tutto questo? Io no!!! 

Non voglio parlare di ovvietà quali i lavori casalinghi, la spesa e le lavatrici e di come una donna riesce a coordinare tutto, mentre un uomo si perde anche solo davanti al banco dei detersivi.
Mi riferisco alle difficoltà che incontriamo nella vita, a come – specialmente quando diventiamo mamme – la nostra quotidianità diventa più complicata.

Si perché se prima di iniziare quello che per me è il viaggio più bello per una donna, avevamo un lavoro sicuro, che ci piaceva, che ci faceva tornare a casa stanche ma soddisfatte… dal momento in cui diventiamo mamme questo non è più possibile. O comunque dobbiamo fare una scelta. Crescere i figli ed essere presenti nella loro vita o continuare la carriera lavorativa?
Non sto qui a giudicare le scelte personali, ma in ogni caso è una scelta difficile… che sono una personalità forte può prendere e lottare giorno per giorno senza crollare.
Quante donne scelgono la carriera e soffrono a dover lasciare i bimbi piccoli al nido o alle baby sitter (ricordiamoci che in Italia bisogna rientrare al lavoro dopo 3 o 4 mesi di maternità… ed è veramente poco!!!); oppure quante donne scelgono di crescere i figli trovandosi costrette ad abbandonare i lavoro e a doversi reinventare per poterli mantenere? E mentre la nostra testa lavora, cerca la soluzione migliore – o la meno peggio – continuiamo ad avere il sorriso davanti ai nostri piccoli, a cambiare pannolini, a gestire una casa, a passare notti in bianco per coliche o dentini che spuntano…
Io mi occupo di organizzazione eventi personalmente ho scelto di lasciare l’azienda in cui lavoravo e che adoravo e di continuare a lavorare in maniera indipendente. Di iniziare con collaborazioni da free lance e  provare a creare un piccolo progetto di mettermi in proprio un domani… il coraggio me l’ha dato il mio piccolo, l’energia la voglia di riscatto… ma la paura è tanta, non lo nego!
Io nel mio settore, come tante altre donne in altri ambiti.
E tutto questo è per persone deboli?

Voglia di cambiare? No!
Sono dell’idea che per questi motivi naturali la parità dei sessi non ci sarà mai, e ne sono felice!
Perché è vero che NOI DONNE abbiamo una marcia in più, e me la voglio godere tutta! Lasciamo credere che siamo il sesso debole… e poi affrontiamo la vita con il coltello stretto tra i denti e il sorriso sulle labbra (provateci… è mooooolto difficile!), che in fondo qualcuno che ci aiuta con le valigie ci fa sempre comodo… e quando cercano di sopraffarci, ricordatevi: debole a chi?

Alessia

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