Parto in casa - la mia esperienza

DODICI MINUTI PER DARTI ALLA LUCE

Quando immaginavo il mio parto vedevo fiori, una piscina, e le mie ostetriche che mi guidavano tra le mura di casa nostra.

Invece è successo tutto il contrario, o quasi.

La velocità con cui ha deciso di affacciarsi al mondo Melissa, la mia seconda figlia, è stata  davvero potente: dodici minuti intensi nella nostra casa, e un silenzio assordante che l’ha accompagnata al mondo.

Lunedì 13 Maggio 2019, dopo aver rotto le acque la sera prima,  l’ostetrica mi consiglia di assumere olio di ricino per poter aiutare il corpo a far partire il travaglio, altrimenti avrei dovuto recarmi in ospedale la mattina successiva.
Decido di spiegare alla nostra bimba che in quella giornata la sua sorellina sarebbe nata, e le diedi uno degli abbracci più lunghi della mia vita, sapendo che di lì a poco non saremmo più stati noi tre ma saremmo diventati quattro.
Durante la mattinata faccio le scale per far “decollare” il tutto, e mi riposo quando posso. Piccoli indurimenti di pancia, ma nulla che mi facesse pensare di essere vicina al momento decisivo.

La mia bimba torna dall’asilo, e nulla sembra cambiato.
Ritorna quindi a visitarmi nel pomeriggio l’ostetrica, e mi trova dilatata, e anche se di poco, è il segnale che qualcosa finalmente si sta muovendo. Metto a nanna nel pomeriggio la nostra bimba e decido di andare a passeggiare: per il primo parto aveva funzionato dopo qualche ora, e speravo che potesse funzionare anche questa volta!
Mentre passeggio monitoro le contrazioni, e anche se non troppo forti, ci sono, eccome se ci sono! E sono anche ravvicinate, ma appena torniamo a casa si calmano: non ci siamo nemmeno questa volta!

Ormai sono le 18, e dopo una contrazione un pò più forte perdo il tappo, confermato da Elena, la nostra ostetrica, che tranquillizza dicendomi che sarebbe venuta a ricontrollare mi nell’arco di una mezz’ora.
Alle 18.20 chiamo mia mamma per venire a prendere la nostra bimba e portarla da lei, perché anche se le contrazioni non erano forti, sentivo che qualcosa stava cambiando.
Ne avevamo parlato io e il mio compagno, e avevamo scelto di non far partecipare la nostra bimba al parto, perché non avremmo avuto la giusta concentrazione sulla nuova arrivata.

Iniziano così le contrazioni forti, il mio compagno chiama Elena per dirle che sono sempre più dolorose, io mi butto in doccia per cercare di aiutare il mio corpo ad accoglierle, e invece esco subito. Provavo fastidio, e sentivo che era arrivato il momento di spingere, così provo a sedermi senza successo. Con tutta la forza che ho in corpo urlo “Amore sta per nascere”, e sono ancora abbastanza vigile per sentire la sua risposta: “MA COME? TIENILA DENTRO!”.
Sono seguite poi una serie di parolacce scaccia panico – o accogli panico -, e il parto si avvia.

In silenzio, guardandoci negli occhi io e il mio compagno, un po’ attonito, assistiamo alla nascita della nostra seconda bimba, nata con tre spinte, con tutta la potenza e la forza che in quel momento sono riuscita a trovare. 

Parto in casa - la mia esperienza

Ho accompagnato ogni spinta con la respirazione, e ho ascoltato il mio corpo per dargli modo di assecondare questa nascita, diversa dai miei piani ma emozionante come non lo avrei mai immaginato. L’ho sentita, ascoltata, toccata, ogni senso in quel momento era lì all’unisono pronto per accompagnarla alla vita.

Ed è proprio così, in silenzio, che nasce Melissa, alle 18.46 del 13 Maggio.
La vita non può aspettare! 

Foto by Federica Menon Sito Web: www.federicamenon.it

Giulia

One Comment

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...