Mamma decide di smettere di lavorare dopo figli

Figli e lavoro: ho scelto l’equilibrio

Eccomi di nuovo qua, dopo 6 mesi a  raccontarvi come è andata, cosa ho deciso, se davvero sia la scelta giusta tornare al lavoro per ritrovarmi.

L’articolo precedente è stato scritto di getto, inondata da tutte le mie emozioni, nella notte di un giorno qualunque della prima settimana di lavoro, dopo tre anni di vita h24 da Mamma.
Oggi poco è cambiato, perché mi ritrovo in una medesima notte agitata, della prima settimana di campagna vendite. [ho fatto la venditrice di Borse per quasi tutta la mia vita lavorativa, e guarda caso mi ritrovo esattamente nello stesso ufficio in cui lavoravo 3 anni fa]

Ma facciamo un passo indietro. 
A fine marzo, dopo 3 mesi di lavoro, il mio contratto terminava. Un po’ dispiaciuta e un po’ sollevata sono tornata alla vita da “solo” Mamma.
A casa ho ritrovato i duenni inca..ati, in piena fase “terrible two“. 
In questa fase i bambini, volendo affermarsi come individui separati dalla madre, devono trovare e familiarizzare con la propria personalità. Contraddistinguono questo delicato passaggio: crisi inconsolabili di pianto, “NO” come se piovesse e tremendissimi “capricci” (anche se non è giusto chiamarli così).

In pratica avevo lasciato due bimbi vispi ma sereni per ritrovarmi nel caos più totale.
Mi sono sentita dire: “Si vede che non sei stata presente” ma anche “si vede che sei tornata a casa”.

Okay, un bel respiro e mettetevi d’accordo gente!

Mamma decide di smettere di lavorare dopo figli

È stata dura capire che tanti di quegli atteggiamenti erano proprio dovuti a un cambio di vita per tutta la famiglia. Che i miei meravigliosi bambini avevano sofferto quanto e più di me per la nostra separazione, ma avevo finito di lavorare capendo che sarebbe stato ancora più difficile prendere consapevolmente la stessa via.

I primi tempi sono stata assorta dall’impegno di recuperare ciò che si era perso per strada, la quotidianità di una vita da casalinga, i malumori dei miei bambini, il caos che pian piano stava tornando ordine mi hanno fatta avvicinare all’idea di cercare qualche lavoro poco impegnativo, part time. Per milioni di motivi mi sentivo in dovere di essere parte attiva delle entrate della famiglia, ma tutto il resto pesava dalla parte opposta.

Un paio di mesi dopo è arrivata la chiamata: mi offrivano lo stesso lavoro per un’altra campagna vendite e dopo essermi confrontata con il mio compagno ho deciso di accettare. Sarebbe stato un impegno importante come la scorsa volta, ma sempre per un tempo limitato, del resto questo comporta lavorare a mezzo tempo: tre mesi senza orari, tre mesi tutti per i miei bambini, e così via. La settimana prima di iniziare è stata ancora più dura della volta precedente, avendo la consapevolezza di quello che sarebbe potuto succedere. Ma ne sono felice. 

Come l’ultima volta, uno dei miei cuccioli si è ammalato.
Bianca, al mio secondo giorno di lavoro, ha iniziato antibiotico per una forte otite. Anche questa volta la vita rende tutto più difficile. Forse è un segno? Non lo so!

So solo che non ho ancora trovato la soluzione perfetta, ma sono certa che presto riusciremo a stabilizzarci. So che la serenità dei miei figli è fondamentale, ma lo è anche rendersi autonome, crearsi uno spazio, sentirsi realizzate e dare un contributo alle spese familiari. Adoro poter regalare ai miei figli qualcosa che è frutto solo del mio lavoro.

Sono una Mamma, sono una Donna e posso ancora avere un posto di lavoro che mi gratifichi. Tutto questo mi fa sentire me stessa al 100%. Perché diciamocelo, una mamma realizzata, qualunque sia la causa di questo, è di certo una mamma migliore, quindi trovare il vostro ambito di realizzazione e restateci, e questo non vuol dire LAVORATE o SMETTETE DI LAVORARE, vuol dire non accontentatevi e non sacrificatevi, fate esattamente ciò che sentite senza farci spaventare da giudizi e difficoltà: i vostri figli ve ne saranno grati, perché respireranno la vostra tranquillità! 

Sara

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