La scelta del nome, uno dei primi gesti d’amore di un genitore.

Quando nascerò mi chiamerò…

Ognuna di noi, non appena scopre di essere incinta, aspetta con ansia un momento preciso: l’istante in cui potrà dare un nome a quella nuova vita.

Ma, esiste un ma, ci siamo mai rese effettivamente conto di quanto possa essere difficile scegliere un nome che metta d’accordo tutti, in primis la futura mamma e il futuro papà?

Ognuno ha i propri gusti: ci sono quelli che amano mettere ancora il nome di qualche parente, per lo più quello dei nonni, chi ha sempre avuto quel nome nel cuore, chi prende ispirazione dal web, chi compra il “libro dei nomi”, chi fa la lista e inizia a scartare.
Insomma, ognuno ha il suo modo di scegliere il nome del nuovo nascituro!

Noi ci siamo affidati ad internet e al libro dei nomi, così, giusto per avere un’ampia scelta, e poi ho adottato anche qualche piccolo stratagemma.

La scelta del nome, uno dei primi gesti d’amore di un genitore.

Quando aspettavo il mio primo figlio, mi sono studiata ogni singolo nome con il relativo significato, giungendo al termine con due sole alternative, una faticaccia insomma!
Le proposte del futuro papà? Naaa, scartate subito, non mi piacevano!
Così, gli comunicai i due nomi che si contendevano il primato, e gli dissi: “scegli tu tra questi due!”.

Fu RAFFAELE: si, il cuore mi batteva forte, quello stato il nome giusto per il mio bambino! Per la nostra seconda bimba, già avevo un nome che attendeva solo di essere utilizzato in caso di fiocco rosa: MICAELA. Ecco, questa volta farlo accettare al papà fu un pò più complicato! Non voleva assolutamente darmela vinta, si era reso conto che la prima volta lo avevo un po’ raggirato e voleva a tutti i costi far valere la sua parola! Ho ascoltato le sue proposte, ma alla fine Micaela vinse su tutti, semplice e lineare, non poteva essere altrimenti.

A brevissimo diventerò mamma per la terza volta, e non vi nego che questa volta la scelta è stata ardua anche per me! Ho passato giorni a cercare, a leggere, a farmi suggerire, ma nessuno dei nomi che leggevo o mi proponevano mi faceva battere il cuore.

Mi hanno detto “è presto”, ma anche “quando vi guarderete negli occhi saprai il nome”, ma sinceramente è impossibile restare per nove mesi senza dare un nome alla creatura che si fa spazio da dentro, giorno dopo giorno. Alla fine, quando meno me lo aspettavo, è arrivato il suggerimento che mi ha fatto battere il cuore: ARIEL se fosse stata femmina.
Con la morfologica, la mia piccola anguria è diventata ARIEL.

Può sembrare banale e scontato, ma la scelta del nome è una delle prime responsabilità che abbiamo da quando diventiamo genitori: scegliere un nome unico e speciale, non banale, un nome che quando saranno grandi i nostri figli avranno il piacere di sentirsi addosso  (quanta gente conoscete che non si riconosce e vorrebbe cambiare il proprio nome?) 

Dare un nome al proprio figlio, è come dare un titolo ad una poesia, ed è forse tra i primi gesti d’amore.

Ylenia

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