Fecondazione Assistita & Adozione: abbiamo tutti bisogno di una famiglia

Inizio con una domanda a bruciapelo: secondo voi, prevale il diritto alla genitorialità, oppure la tutela del minore?

Io  le mia sorella siamo entrate a far parte della nostra Famiglia grazie all’adozione.
L’adozione per me è una scelta di cuore, non un ripiego per costruire una famiglia, non tutti quelli che adottano infatti sono colpiti da infertilità.

Fin da bambina la gente a scuola, al supermercato, a danza, in chiesa, ha sempre fatto tantissime domande anche scomode. Probabilmente si soffermavano sul colore della pelle: bianco (i miei genitori e i miei fratelli sono bianchi) e nero (io e mia sorella siamo due ragazze di colore). Una differenza che per noi non è mai esistita, perché ci sono legami d’amore che li senti solo con il battito del cuore e a cui appartieni da sempre e per sempre.  

Ecco: l’ Amore non è mai semplice da spiegare a parole, ma per me la Famiglia è Amore.
Mia madre è una madre, ed io una figlia.

La mia riflessione parte da questo dato di fatto :  “Tutti noi abbiamo bisogno di una Famiglia”.

L’istituto dell’adozione esiste in Italia da 1983, essa non è automatica ma viene ordinata dal Tribunale per i minorenni dopo un’accurata verifica delle varie idoneità, certamente possiamo definirlo un processo complesso, lungo e iperburocratico. Essa risponde realmente al desiderio delle coppie di essere Famiglia, perché allora viviamo la crisi di questa istituzione?

Oggi, come giurista, mi domando: esiste un diritto ad essere genitori?

Riconosco che per tante coppie avere figli, farli crescere, fondare una famiglia, sia un obiettivo primario, ma so anche per mia esperienza, che esistono in giro per il mondo bimbi che desiderano semplicemente una Famiglia.

Ultimamente le coppie si avvalgono dell’aiuto della scienza medica, come alternativa all’iter dell’adozione; precisamente si parla di medicina riproduttiva con la fecondazione medico assistita e se ne distinguono diverse forme: inseminazione intracorporea, inseminazione extracorporea (Fivet), inseminazione artificiale omologa, inseminazione artificiale eterologa, utero in affitto. Le incognite sono molte, dal momento che agiamo in un campo fuori dalle leggi naturali.

Sorge spontanea una domanda: il “diritto al figlio”  è correlato alla legittimazione della fecondazione eterologa e di conseguenza si elimina l’istituto dell’adozione?

 In Italia la fecondazione assistita è regolata dalla legge n. 40 / 2004: essa è ancora tabù, una scelta che si fa, ma non si dice. Perché?
Sono andata a ricercare qualche normativa  a difesa della tutela dei minori trovando diverse  norme giuridiche tra cui una mi sembra interessante : la Convenzione Onu per i diritti umani art.7, comma1, riconosce  e tutela il diritto del bambino, di conoscere quanto più possibile i propri genitori e di essere da loro educati, e questo diritto viene dichiarato anche all’ art. 8 della Convenzione europea dei diritti umani, e così all’ art. 30 dell’ Accordo sulla tutela dei minori e sulla collaborazione in ambito di adozione internazionale, Convenzione Haag.

Se prendiamo in mano la Costituzione italiana non troviamo alcun riferimento chiaro al c.d. “diritto alla genitorialità”, si  potrebbe allora spiegare come una libertà di autodeterminazione attraverso l’ art. 2, 3 in combinato disposto con gli artt. 29, 30 e 32.

Non è che le norme giuridiche a protezione dei minori, siano in contrasto con quello che può essere la donazione anonima di seme o di ovuli?

Vi ricordate il caso in Nebraska della bimba concepita in vitro e partorita dalla nonna sessantunenne (leggi articolo), la quale ha dichiarato: “Volevo farlo come un dono di una madre a suo figlio”?

Un principio etico afferma che tramite la soluzione  di un problema non si devono far nascere più questioni, rispetto a  quelle che si possono risolvere, ma fino a che punto possiamo avvalerci dell’ aiuto della medicina? E’ giusto procreare a tutte le età?  Chi stiamo tutelando? E Il nostro futuro?

I bambini sono il nostro futuro.

Io la vedo così, da figlia adottata, da futura madre, da donna, da essere umano.
Sentivo di condividere questo mio pensiero con voi, e sarei davvero curiosa di sapere cosa ne pensate.

Un abbraccio,
Anna

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