la mia esperienza con la fecondazione assistita

Desideravo molto diventare madre: vi parlo di fecondazione assistita

Ho desiderato moltissimo diventare MADRE e la vita mi aveva portato a pensare che era davvero facile realizzare questo sogno.

Felicemente sposata, iniziammo a pensare di allargare la famiglia: facile no?
Eppure più ricevevo telefonate di amiche che mi annunciavano la LORO lieta notizia, più il nostro sogno lo vedevo allontanarsi. Sia chiaro, ero felice per le mie amiche, ma non riuscivo a controllare quel mio sentimento d’invidia e mi domandavo: “Perché io no?”

Ripensandoci, cosa ho dovuto sentirmi dire in quel periodo:
“Dai, sei solo stressata” ;
“Dai, vedrai, se non ci pensi troppo arriverà”;
“Dai, su. Secondo me sei un po’ esagerata”;
“Se non arriva un figlio vorrà dire che ti prenderai un cane”
…..

A tutte le persone che hanno poca sensibilità, e ce ne sono tante credetemi, sappiate che un figlio è vita, una parte viscerale della TUA vita, è tutto il tuo cuore, è tutta la tua anima.
Essere madri significa prendersi la responsabilità di crescere al meglio quella piccola creatura, per renderla un adulto speciale, un adulto migliore.
Non è un capriccio, non è la soluzione al problema che c’è nella coppia.
Ho desiderato moltissimo diventare madre.

“Signora, mi dispiace, abbiamo riscontrato in lei una BASSA RISERVA OVARICA ed in suo marito purtroppo una OLIGOASTENOTERATOZOOSPERMIA SEVERA (tradotto=quasi sterile)”

……

Tachicardia.
Lacrime.
Disperazione.
Silenzio iniziale.

Caddi, ma subito dopo mi rialzai, e la disperazione la trasformai in forza, ed il silenzio lo accantoni e mi misi a parlare! Si, è vero, un po’ difettosi, ma questo non ostacolò l’inizio un nuovo percorso per realizzare il nostro sogno.

I nostri weekend da quel momento in poi si trasformarono in “gite fuori porta”, sempre a Roma, perché a Roma c’era sempre il sole, ma anche il nostro centro di fecondazione.
Lì incontrammo uno staff unico e di una grande umanità: non eravamo numeri, e non ci hanno mai illuso.

Esami, quanti esami!
Ecografie, talmente tante che pensai di chiedere a Babbo Natale un ecografo da tenere in casa! Poi raschiamento, cure ormonali, punture, tante da avere un ventre bucherellato e con tanti piccoli lividi.

Il mal di testa.
Gli sbalzi umorali.

Poi partimmo e volammo verso il nostro sogno: TENERIFE, l’isola più bella al mondo che conserverò nel mio cuore, anche se ho girato poco l’isola in quanto ero sempre in clinica.

Poi QUEL GIORNO: un caffè in piazzetta, le campane che suonavano, e l’arrivo della telefonata. Si erano formati 3 EMBRIONI, quindi potevamo continuare e sperare.

Il rientro fu strano, perché sapevo di avere dentro di me delle vite, ma la dottoressa ci aveva dato solo il 25% di probabilità in una buona riuscita a termine di un solo embrione.

AGOSTO: strinsi fortissimo tra le mie mani quelle due lineette rosa, il test era positivo.
Finalmente si stava realizzando il nostro sogno.

9 MESI: difficili, molto difficili. Con minacce di aborto, costretta a letto, eppure la speranza non la persi mai, non mi arresi e cercai di pensare sempre positivo, anche perché la negatività, si sa, non porta mai a niente.

APRILE: 01:00 di notte, cesareo d’urgenza, sei nata TU!

La nostra guerriera, pura come il tuo nome e con le guanciotte paffuttelle e rosee. Volevo stare affianco a te e stringerti, osservarti, ma ho avuto complicanze post parto, rischiando di non vederti MAI più. No, non potevo andarmene così e lasciarti sola con il tuo papà (anche se sarebbe stato all’altezza) e ringrazierò sempre il Signore che mi abbia dato la possibilità di restare in questa vita, dandomi tutta la forza di riprendermi per poterti baciare ed inebriarmi del tuo profumo.

Scusate, è vero, mi sono tanto dilungata, ma la mia storia ve la dovevo raccontare, per dare speranza a tutte quelle che stanno affrontando questo difficile percorso della Fecondazione Assistita. Non perdete MAI la speranza.

Anche perché due anni dopo, a Natale, arrivò un altro frugoletto tutto rosa, il nostro grande miracolo, dato che rimasi incinta naturalmente.

la mia esperienza con la fecondazione

Si, ho desiderato moltissimo diventare madre. Si, finalmente sono madre di Bianca e Anita.

Gloria

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