Il più grande tabù della storia dell’umanità: “Il Ciclo Mestruale”

Il più grande tabù della storia dell’umanità: “il ciclo Mestruale”

Si questo articolo parla di mestruazioni.

Non di “cose”, fiori, zie, marchesi, baroni rossi, visite da Roma, cardinali, indisposizione, “mal di pancia” e varie. Tantomeno di impurità, vergogne, affari schifosi, mostruosi e oscuri. Semplicemente mestruazioni: quell’evento poco meno che mensile che tra il menarca (la prima volta) e la menopausa (l’ultima) segna senza particolari patemi la vita delle donne in età fertile.

Da sempre sono qualcosa da nascondere, sia nell’antichità che ai giorni d’oggi. 

Si, perché nel 2019 una donna ANCHE IN QUEI GIORNI, deve essere libera di paracadutarsi da un aereo, come è solito fare chiunque del resto, mentre un liquido blu scende da un imbuto trasparente e viene assorbito da un assorbente sempre più sottile, invisibile, inodore e fresco. Tutto questo con un sorriso a trentadue denti, la pelle e capelli perfetti e in gran forma, perché si sa che siamo proprio così IN QUEI GIORNI, no? 

A parte la facile ironia, fin da piccole l’arrivo del ciclo mestruale ci viene introdotto dalle figure femminili che ci stanno intorno come qualcosa di spiacevole, da nascondere. Spesso si arriva del tutto impreparate al menarca, senza neanche avere un’idea di come doversi sentire o come agire e ci si trova in bagno a gridare: “Mamma!?!”.
Per questo nelle generazioni future spero che le donne all’interno della famiglia ne parlino, condividano emozioni, segreti e coinvolgano le piccole bambine che si apprestano a diventare donne nel fantastico ciclo che scandisce la vita di una donna e la collega al mondo e all’universo.

Il più grande tabù della storia dell’umanità: “il ciclo Mestruale”.

Nell’antichità questo veniva tramandato anche attraverso le favole e le allegorie. 
Qualche esempio? “Biancaneve”, ma anche “La Bella Addormentata nel Bosco”: attraverso la guida di una Madre/Strega, le giovani vergini morivano per risvegliarsi donne attraverso il Bacio di un principe (risveglio della sessualità).

Ma anche i miti Brettoni ci illuminano sulla dualità femminile, la forza e l’indipendenza che ne deriva. Come la storia “Dell’orribile strega” che vi propongo di seguito:

” Ai tempi, Re Artù venne sfidato e battuto dal misterioso Cavaliere Nero…
Invece di ucciderlo, il cavaliere gli pone un indovinello a cui deve rispondere entro tre giorni, altrimenti perderà la vita e il suo regno.
L’indovinello era il seguente: Cos’è che una donna desidera più di ogni altra cosa?
Al suo ritorno a Camelot, Artù ferma ogni donna che incontra e pone la fatidica domanda ma, sfortunatamente, riceve una risposta diversa da ognuna. Alla fine Artù incontra nel bosco una vecchia brutta e deforme che dice di poter risolvere l’indovinello, ma che lo farà solo se Artù esaudirà un suo desiderio. Disperato, il re acconsente e l’indovinello viene risolto salvando, così, la sua vita e il suo regno. Tuttavia egli scopre con orrore che il prezzo che la strega chiede è di poter sposare uno dei suoi cavalieri.

Presentando l’Orribile Signora a corte, Artù non è sorpreso di vedere che ella viene accolta con ripugnanza dai suoi cavalieri e che il pensiero del matrimonio con una tale sposa è assurdo per tutti loro. Tuttavia, il galante cavaliere Sir Gawain propone, tra lo stupore della corte, di sposare la vecchia con una grande festa.

Durante la prima notte di nozze, quando Gawain porta l’orribile donna a letto, lei improvvisamente si trasforma in una fanciulla bellissima. Ella gli spiega di essere sotto l’effetto di un incantesimo e che sposandola, Gawain ha già annullato metà della sua efficacia ma che, se risponderà correttamente a una domanda, lei sarà completamente libera.

La fanciulla quindi chiede: “Preferiresti avermi bella durante il giorno o durante la notte?”.
Gawain incapace di decidersi: se rimanesse bella di notte sarebbe una piacevole amoante ma se fosse bella di giorno egli guadagnerebbe il rispetto e l’invidia della corte. Disperato Gawain risponde così alla sposa, riferendo che tale decisione spetta a lei, e quella fu la risposta corretta. L’incantesimo si ruppe, lasciando la donna incantevole sia di giorno che di notte. “

La risposta a entrambi gli indovinelli posti a d Artù e a Gawain è la stessa; una donna deve essere fedele alla sua natura!
La cosa che una donna desidera di più, è di essere accettata così com’è.
La società maschile tende ad inquadrare le donne in un’immagine lineare, stereotipata, ignorando la loro natura ciclica. Essendole stata data la possibilità di scegliere tra i due poli della sua natura, l’orribile signora fu in grado di assorbire tutti i suoi aspetti, diventando così una donna bella ed equilibrata. È importante notare che in entrambi i casi è l’uomo che deve prendere coscienza di questo fatto.

Nelle società occidentali, a una donna è raramente permesso di essere veramente se stessa, ed è necessario che lei ponga un indovinello agli uomini per risvegliare la loro consapevolezza.

Questa e altre storie si possono trovare nel libro “La Luna Rossa” di Miranda Gray. 

Consiglio questa lettura a tutti (anche se sappiamo che il Tabù del ciclo mestruale è invalicabile per i maschietti) per entrare in contatto con l’universo femminile, capirlo e condividerlo.

Ramona

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