Oggi scelgo me stessa

Oggi scelgo me stessa

Posso dire con assoluta certezza che fino a tre anni fa la mia vita era pressoché perfetta, sempre se di perfezione si può parlare, o forse dovrei dire NORMALITÀ. Insomma, etichette non mi piace darne penso di averlo detto in numerosi sedi, ma sono qua a ripeterlo lo stesso.

Diciamo che negli ultimi tre anni ho esperenziato una serie di avvenimenti che mi hanno permesso sicuramente di crescere, soffrendo, e di attraversare dei lati del mio animo che forse prima non sarei riuscita a percorrere.

Innanzitutto tre abbondanti anni e mezzo fa, sono diventata madre. Qusto nuovo ruolo è un percorso lungo, non avviene immediatamente, ed è un divenire continuo. Questa è stata la mia gioia più grande decisamente, ma tutto il resto ha iniziato a sfasciarsi. 

Tutto, intorno, ha iniziato a crollare.

In questo anno e mezzo ho preso coscienza di un aspetto di vita molto importante: il nostro è un corpo fragile. Come cristallo. Non che prima io ne dubitassi, ma quando conosci la morte da vicino, è lì che inizi a capirla veramente. E rivaluti tutto. Trovi nuove sfumature.

Non voglio dividere tra atteggiamenti fatalisti, seguaci della scienza, devoti alla fede, no, non è questo il mio intento.Non voglio certezze perché so di non poterne avere. 
L’unica cosa che mi sento dal profondo del cuore di consigliare, qualora mai dovessi farlo o potesse servire a qualcuno anche solo in piccolissima parte, è di non rinunciare MAI alle cose che vi piacciono. Imparate ad ascoltarvi, abbiate sempre il coraggio di inseguire le vostre sensazioni più forti.

E se può aiutare anche solamente uno o una di voi oggi, sono qua a dirvi che diventare genitore non significa annullarsi, non significa rinunciare esclusivamente, non significa sacrificio a tutti costi. Vuol dire anche e soprattutto farsi conoscere dei propri figli per quello che si è, non mentirgli, non cercare di essere qualcun altro; Vuol dire Insegnare che essere imperfetti è un bene, perché la perfezione non esiste, come dicevo all’inizio. 
Che i sentimenti e la lealtà pagano sempre e che nella vita non tutti ti capiranno. 

Ma non importa, conoscere il proprio io renderà tutto più chiaro, ci vorrà del tempo, ma inseguire ciò che si vuole risulterà determinante per la ricerca della felicità. Siate fedeli a voi stessi e vivete nel mondo reale, uscite, andate a un concerto, andate a cena, andate in una città nuova.

Sbagliate, siate coraggiosi bambini miei. 

Io so di non sapere tante cose ma ho scelto di essere Sara, di rendere importante la mia identità, darmi il merito di essere unica per non mentire a nessuno. Non sappiamo cosa ci riserva il futuro, è proprio vero che abbiamo solo il presente e certo, essere madre implica il ricorrere anche ad una minima progettualità, ma c’è un concetto di base che ci tengo fondamentalmente a voler sottolineare, e ve lo voglio trasmettere attraverso le parole di un libro che è una riflessione poetica sul senso della felicità:

“Ogni giorno tante persone cercano di persuaderti a dedicargli il tuo tempo, le tue energie. Pensa alla posta. Se dovessi dire di sì a ogni attività, ogni vendita e ogni servizio che ti viene proposto, non avresti neanche un minuto libero.
E non c’è solo la posta: aggiungici tutta la gente che cerca di attirarti su un canale televisivo, su un sito Internet, in un ristorante, in una meta turistica … Si fa in fretta a ritrovarsi a fare quello che fanno tutti. O quel che tutti vogliono farti fare. 
Io ho capito tutte queste cose il secondo giorno quando sono tornata a riva dopo aver osservato la tartaruga. 
Mi sono seduta sul telo da spiaggia e ho annotato tutto sul mio diario. 
Mi sono resa conto che nella mia vita le onde contrarie sono tutte le cose-o persone, o attività, che cercano di catturare la mia attenzione, le mie energie, il mio tempo, ma non c’entrano niente con il mio scopo di esistenza. 
E le onde favorevoli sono le cose – o persone, o attività, che mi aiutano a realizzare il mio scopo di esistenza. Perciò più tempo e più energie spreco con le onde contrarie, meno tempo ed energie avrò per le onde favorevoli. E quando quest’idea si è formata nella mia testa, ha messo ogni cosa in una prospettiva diversa. 
Sono diventata molto più selettiva riguardo alle ‘pinnate’ che devo dare per raggiungere il mio scopo e alle ragioni per cui devo darle…”


John Strelecky- Il caffè alla fine del mondo

Un abbraccio,
Sara 

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