QUANDO HO RITROVATO IL MIO TEMPO

ritrovare del tempo per se stesse dopo essere diventati madri

Non mi ero mai accorta fino in fondo di quanto il mio tempo lo avessi dedicato esclusivamente a mia figlia. Mi sembrava normale passare le intere giornate con lei e rinunciare alla parrucchiera, all’estetista e a quelle piccole cose che mi facevano sentire donna. Eppure, giorno dopo giorno, mi accorgevo che la mia pagina Instagram era diventata un book fotografico con un solo soggetto: mia figlia. All’inizio mi illudevo fosse solo l’entusiasmo del momento e il fatto che tutto il mio mondo girasse attorno a lei, ma una parte di me aveva capito che il problema di fondo era un altro. Ogni volta che provavo a fotografarmi, a specchiarmi a rivedermi in qualche video distoglievo lo sguardo pensando “quella non sono io”. Le mie foto profilo di tutti i social risalivano a vecchie immagini o a scorci di mia figlia perché non ero più in grado di vedermi bene. Ero spenta, stanca, appesantita e soprattutto trasandata. Il post partum mi aveva privata di quella femminilità e sicurezza che facevano parte di me da sempre con la conseguente perdita di autostima e di voglia di rivincita. 

Mia figlia non frequenta il nido e io lavorando solo cinque ore la mattina vivevo in simbiosi con lei 18 ore al giorno, senza papà e senza aiuti pomeridiani. Il tempo che non le dedicavo era il tempo che dedicavo al lavoro. La mia vita si districava tra ufficio-casa, casa-ufficio, mai un pomeriggio da sola, mai una mattina per me. 

Forse per qualcuno questa è la normalità, ma io avevo bisogno di altro per ritrovare me stessa, non potevo (e non volevo!) rinunciare a me così, senza lottare e senza impormi di smettere. Se vi state chiedendo cosa mi mancasse ve lo dico. Mi mancava leggere, mi mancava scrivere con calma un articolo, mi mancava guardare un film dall’inizio alla fine, fare una passeggiata muovendo le braccia senza spingere un passeggino, i corsi in palestra, uscire la sera, vedere le amiche, parlare del più e del meno e non di bambini, mi mancava il tempo con mio marito, le gite fuori porta, i weekend al lago, il cinema, l’estate al mare e la mia forma fisica di prima. L’aspetto che odiavo di più in tutto questo era parlarne con qualcuno e sentirmi rispondere senza alcun tatto “bè, cosa ti aspettavi? Hai un figlio adesso!”, come se pretendere qualche ora per se stessa si traducesse nell’essere una cattiva madre incapace di capire che la vera gioia era la creatura che aveva concepito. 

Essere una buona madre è saper capire quando è troppo. Essere una buona madre è prendersi del tempo per sé al fine di apprezzare di più il suo piccolo. 

Un giorno andai a trovare mia madre che bisbigliandomi all’orecchio mi fece una domanda a cui risposi con un numero. Quando andammo a verificare la veridicità della mia risposta scoprimmo che ero ben distante dalla realtà. Fu un momento di rivelazione. Avevo superato il limite e dovevo cambiare. 

Fu così che mi misi a dieta seriamente, persi kg in più, comprai un tapis roulant, iniziai a guardare i film, ritrovai il tempo per me stessa e per uscire con le amiche perché una mamma stanca e infelice non era ciò che volevo essere. Né per me, né per lei. 

Giulia

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