Li hai allattati tu?

sono orgogliosa di poter dire che sì li ho allattati io i miei figli ... con il biberon!

Sono mamma di due bambini bellissimi, ma non li ho allattati. 
O meglio, non li ho allattati come avrei voluto!

Ginevra Diamante ha combattuto con me per i primi due mesi della sua vita attaccandosi al seno in modo labile, molto labile. Da mamma ho capito da subito che non la stavo nutrendo a dovere. 

Inizia un calvario: lei si attaccava poco e male, non riusciva ad avere una suzione efficace. Il mio seno esplodeva, tanto che per due volte ho avuto la mastite. Una volta in particolare ricordo le allucinazioni, la febbre altissima. Ma continuavo testarda a darle il seno, non volevo assolutamente rinunciare a quel momento magico. Mi sentivo ancora una persona sola in quel momento, come se ilcordone non fosse mai stato tagliato.Lei con tutta la sua energia provava a prendere il mio latte ma nulla, non riusciva. Dopo la mastite, arrivano le ragadi, le ferite, il sangue. Arrivava il momento in cui dovevo allattarla e piangevo prima ancora che lei si avvicinasse a me. Stava diventando un incubo. La attaccavo e piangevo, spingevo forte con i piedi a terra, come se si potesse scaricare il dolore sul pavimento.Così ho provato i paracapezzoli di svariate forme e dimensioni, la lanolina, l’olio vea bua. Vestiti leggeri in cotone e seno al vento. Sembravo una matta per casa. Nonostante la suzione debole di Ginevra Diamante, io producevo tantissimo latte. Arrivata alla conclusione che lei aveva una suzione troppo debole per nutrirsi a sufficienza, decisi di tirarmi il latte. 
”Non la posso attaccare al seno ma almeno le do il mio latte” pensai.
Comprai due tiralatte, uno elettrico e uno manuale. Ma nulla, non tiravano. Non potevo crederci, neppure col tiralatte ci riuscivo! Allora ne noleggiai uno professionale, una vera astronave, enorme e potente. Ma nulla. Ero demoralizzata e stanca, tanto stanca. La mia bambina non mangiava abbastanza e aveva sempre fame, di conseguenza non dormiva e io restavo sveglia con lei.Mi feci aiutare per tutto il tempo da una professionista: lei mi guidava e cercava con me varie soluzioni. 

Ginevra Diamante dopo il calo fisiologico perse altri 200 grammi ed io, entrai nel panico. Volevo allattarla, ma lei doveva stare bene e crescere sana!
Questa mia fissazione dell’allattamento non poteva diventare una malattia. Iniziai a darle un po’ di aggiunta di latte in formula, prima con un biberon specifico che simulava il seno materno nella speranza che non perdesse l’abitudine alla suzione, poi comprai il sistema di allattamento supplementare: allattavo la bimba con il latte in formula, ma questo veniva somministrato attraverso dei tubicini che arrivano al seno. Lei era attaccata al seno, ma prendeva il latte in formula.Ma nulla, a lei non piaceva. Ci rinunciai. Fu difficile dover mettere un punto, passare completamente al latte in formula. Stavo rinunciando a uno dei momenti che tanto desideravo durante la gravidanza. Stavo malissimo. Quanto mi sentivo inadeguata!Mi vergognavo a tirare fuori il biberon, avrei voluto tirare fuori il seno!Anche se il mio compagno e i miei cari mi dicevano che non stavo sbagliando, che stavo facendo il suo bene, io mi sentivo tremendamente sbagliata. 

“È impossibile non allattare, ti dai delle scuse, ti vuoi giustificare.” ; “Provaci, insisti, magari non la attacchi bene.”; “Hai provato ha chiamare una consulente dell’allattamento?”.
Poi mi scontrai con la realtà, con quelle mamme (e anche non mamme, ma espertissime di figli) che in un modo velato mi giudicavano. “Io invece ho allattato fino a 18, 26, 35, 200 mesi.” mi dicevano. Vedevo seni che allattavano ovunque.Il tempo mi aiutò, ma soprattutto mi aiutò vedere mia figlia crescere sana e tranquilla.

sono orgogliosa di poter dire che sì li ho allattati io i miei figli ... con il biberon!

Il 3 ottobre 2018 feci un test di gravidanza, ero incinta 2-3 settimane. Il mio pensiero durante la gravidanza andò  nuovamente all’allattamento al seno: ci volevo riprovare, ma questa volta, senza troppa ansia, senza mille creme sul comodino, tiralatte o altri strumenti. 
Con Romano ci ho riprovato e non ci sono riuscita. Dopo una decina di giorni dalla sua nascita ho rinunciato, ho visto che stavo per ripercorrere la stessa strada tortuosa della prima volta, così sono uscita ho comprato un biberon e il latte in formula. Sono tornata a casa e ho allattato mio figlio.

A volte i nostri crucci si ingigantiscono col giudizio degli altri, cambiamo aspetto e forma. Assumono più importanza se detti da altri. Ma fermatevi a pensare se quello che viene detto ha davvero senso. 

 sono orgogliosa di poter dire che sì  li ho allattati io i miei figli ... con il biberon!

Io da mamma mi sono posta una domada: sto facendo tutto quello che mi è possibile per far crescere sani e forti i miei figli? Si, lo sto facendo. Ne sono certa.
E quando mi fanno la famosa domanda: “Li hai allattati tu?” io oggi sono orgogliosa di poter dire che sì  li ho allattati io i miei figli … con il biberon!

Francesca

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