La scelta del pre e del dopo scuola: una scelta obbligata non un vezzo delle mamme

La scelta del pre e del dopo scuola: una scelta obbligata non un vezzo delle mamme

È successo di nuovo. A settembre di quest’anno.
E da quando sono mamma è la quarta volta che accade. 
Che cosa?

Che mi senta giudicata perché faccio fare il pre-scuola ed il dopo scuola ai miei figli.

Piccola premessa: vivo a Milano, lavoro full time (ed ho la fortuna di non avere un orario rigido in cui devo “timbrare il cartellino”), mio marito è spessissimo fuori Milano per giorni e giorni e non ho alcun aiuto in termini di nonni, zii, babysitter o altro.

Di conseguenza appena ho iscritto Tommy, il mio grande, al primo anno di nido ho fatto subito domanda per il pre-scuola e il dopo scuola facendo orario 8.00-18.00. Sono trascorsi 6 anni ma mi ricordo ancora come mi sono sentita quando in segreteria e da alcune educatrici della scuola mi sono sentita dire: “Ma signora, è proprio necessario? È ancora piccolo, ha bisogno di stare a casa, sarebbe meglio venire a prenderlo alle 16” .

Ero al mio primo figlio, mio marito era quasi sempre fuori Milano per via del lavoro e per trascorrere del tempo con i suoi figli di Roma e per me, che già era difficile la situazione in generale, al sentirmi dire quelle frasi ho decisamente vacillato. 

Poi si è ripetuta la stessa scena quando l’ho iscritto alla scuola dell’infanzia, la stessa medesima scena lo scorso anno quando ho iscritto il mio secondo figlio al nido e per finire quest’anno quando ho iscritto Tommy in prima elementare.

Questa volta per l’iscrizione di Tommy  mi sono sentita dire: “Ma signora, è il primo anno di elementari, deve abituarsi, ora fare tante ore nello stesso posto è stancante”.

Basta. Ora basta.

Come se a noi mamma facesse piacere lasciare i nostri figli per tante ore fuori, come se noi andassimo alle terme a rilassarci mentre loro sono a scuola.Ormai mi sono fatta gli anticorpi a queste voci ma al pensiero di come mi sono sentita la prima volta e a come ero più fragile, allora dico che non è giusto.

Non è giusto che ancora oggi, in una società dove ormai è normale che entrambi i genitori lavorino e dove non è scontato avere aiuti familiari o disponibilità economiche importanti per tate full time, ci si ritrovi ad essere giudicate per una scelta obbligata.

Senza contare poi che i miei figli si sono sempre trovati benissimo al doposcuola (dopo ovviamente una fase di assestamento iniziale). Li ho sempre trovati a giocare e divertirsi con bimbi e maestre di classi diverse e sono sicura che la loro attuale grande capacità di adattamento sia anche da ricercarsi in questo: nel fatto che non hanno mai vissuto sempre ed esclusivamente la loro classe con le loro maestre ed i lori compagni negli orari centrali ma che hanno imparato a conoscere e a relazionarsi, sin da subito, anche con bambini ed insegnanti di altre classi proprio in questi momenti “comuni” nel pre e nel dopo scuola.

Questo per dire, magari alle neo mamme che devono iscrivere i propri piccoli o alle altre che lo devono fare per l’inizio di una nuova scuola, non fatevi mai e poi mai “buttare già moralmente” dagli altri, non permettete a nessuno di giudicarvi per le scelte che fate perché nessuno conosce la vostra storia, nessuno sa come è la vostra routine familiare.

Quando compiamo una scelta è sempre ponderata, è sempre fatta pensando a tutte le diverse opzioni e se optiamo per qualcosa in particolare è perché quella è la scelta giusta per noi, per il nostro contesto, in quel preciso momento, per noi e per i nostri bimbi.

Diletta

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...