E SE DESIDERO UN BAMBINO? COME POSSO CURARE LA MIA ALIMENTAZIONE?

Alimentazione e fertilità! L'alimentazione ioca un ruolo chiave sia per aumentare la fecondità in modo naturale sia come supporto alle terapie per la fecondazione artificiale.Alimentazione e fertilità! L'alimentazione ioca un ruolo chiave sia per aumentare la fecondità in modo naturale sia come supporto alle terapie per la fecondazione artificiale.

Il desiderio di maternità. Un fisiologico richiamo naturale che ad un certo punto busso alla porta di noi donne. Il desiderio di accogliere una nuova vita nella nostra vita, di tramandare il nostro essere, è la cosa più naturale al mondo!

Ricordo che mio nonno era il primo di 15 fratelli e così anche mia nonna di fratelli ne aveva 6. Oggi, solo 50 anni più tardi, ci ritroviamo invece ad essere spesso figli unici e ad affrontare una gravidanza sempre più tardi. L’età media del primo bambino si è spostata di almeno dieci anni, la vita della donna è cambiata e la società con essa. Abbiamo voluto guadagnare maggiore indipendenza, ciò ci ha permesso di diventare donne emancipate e indipendenti e non c’è nulla di male su questo, anzi. Ma ciò su cui vorrei riflettere con voi è la difficoltà nel concepimento che spesso ci circonda. 

Cosa succede dunque oggi? 
Succede che spesso quando una coppia decide di avere figli non sa se ci riuscirà. L’infertilità, sia maschile che femminile, è sempre più frequente. L’ambiente in cui viviamo sicuramente non ci viene in aiuto poiché contaminato da sostanze tossiche, lo stress, il lavoro precario e spesso in bilico ci porta infatti a scegliere di avere figli più avanti con l’età e molte coppie sono costrette a rivolgersi alla fecondazione assistita.

L’alimentazione può però venire in nostro aiuto! Gioca un ruolo chiave sia per aumentare la fecondità in modo naturale sia come supporto alle terapie per la fecondazione artificiale.

Infertilità e sterilità

L’infertilità è un disturbo del sistema riproduttivo definito come l’incapacità di una coppia di concepire dopo un anno di rapporti non protetti (definizione dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità). L’infertilità è una condizione reversibile, che può essere risolta, mentre la sterilità è definita come l’incapacità permanente di concepire, cioè è una condizione irreversibile, dovuta ad esempio ad azoospermia (assenza di spermatozoi nel liquido seminale) o menopausa precoce (blocco del ciclo e dell’ovulazione prima dei 40 anni) o di assenza di utero congenita.

Cause di infertilità

Molteplici sono le cause di infertilità femminile: 

  • Squilibri ormonali o altre problematiche di salute quali endometriosi, Sindrome dell’Ovaio Policistico, fattori immunologi, infezioni uro-genitali e ipotiroidismo (quando la tiroide funziona meno del necessario) condizione che sembra diminuire le possibilità di concepimento. 
  • Età: sappiamo che la quantità e così anche la qualità degli ovuli di cui siamo naturalmente in possesso si esaurisce e diminuisce mano a mano che passano gli anni. In generale la capacità riproduttiva della donna cala già dopo i 30 anni mentre la fertilità per l’uomo cala dopo i 50 anni.
  • Sovrappeso /obesità: nella donna un aumento del grasso corporeo causa problemi ovulatori perché le cellule adipose provocano un eccesso di estrogeni e inoltre aumenta il rischio di complicazioni in gravidanza come aborto spontaneo, diabete gestazionale e preeclampsia. Anche il sottopeso può creare difficoltà: per contro, si abbassa troppo il livello di estrogeni con conseguente irregolarità del ciclo e alterazione del muco cervicale.
  • Caffeina: nella donna è associata a ridotta fertilità, ad aumento del rischio di aborto spontaneo, di neonati sottopeso e preeclampsia. La caffeina stimola la secrezione di cortisolo (ormone dello stress che diminuisce il progesterone e compromette l’ovulazione), è diuretica e può portare all’eliminazione di minerali importanti per l’ovulo e gli spermatozoi. 
  • Alcol: nella donna aumenta i livelli di prolattina (che inibisce l’ovulazione), aumenta il rischio di aborto spontaneo, riduce l’assorbimento di zinco e vitamina B6 e aumenta l’assorbimento di piombo e cadmio, aumenta anche l’eliminazione di acido folico attraverso l’urina. 
  • Stress: è uno dei fattori più importanti per la fertilità sia maschile che femminile. Se lo stress è acuto, limitato nel tempo, non è di per sé un pericolo, il nostro organismo reagisce riportando l’equilibrio. Il problema subentra quando lo stress è cronico, protratto per lungo tempo. Livelli perennemente alti di cortisolo riducono la concentrazione di progesterone nelle donne con conseguente difficoltà ovulatoria; lo stress aumenta i livelli di prolattina (ormone che stimola la produzione di latte e impedisce che vi sia un’ulteriore gravidanza durante l’allattamento) e modifica la temperatura basale che diventa “a dente di sega” alterando sempre l’ovulazione. Un aumento del cortisolo e dell’adrenalina (l’altro ormone dello stress) portano ad un aumento del glucosio circolante che può influire negativamente su tiroide, gonadi e pancreas. Questo può essere un altro esempio di selezione naturale: con elevati livelli di stress il corpo “sente” che non c’è l’ambiente adatto per l’instaurarsi di una gravidanza.
  • Iperinsulinemia: quando aumenta la glicemia (cioè la concentrazione degli zuccheri) nel sangue si avrà un conseguente picco di insulina, ormone che ha il compito di catturare questi zuccheri e trasportarli ai tessuti che ne necessitano oppure al tessuto adiposo dove verranno immagazzinati (vedi articolo diabete). Picchi di insulina ripetuti innalzano i livelli di androgeni ovarici (ormoni sessuali maschili) e diminuiscono la concentrazione di SHBG (globulina legante gli ormoni sessuali) con il risultato che aumenta il testosterone nel sangue il quale viene poi convertito in estrogeni nel tessuto adiposo (dominanza estrogenica, più frequente nella donna, ma può presentarsi anche nell’uomo con calo di testosterone come sopra citato). L’aumento degli androgeni ovarici influenza anche il rilascio delle gonadotropine (LH o ormone luteinizzante, FSH o ormone follicolostimolante e hCG o gonadotropina corionica) da parte dell’ipofisi. Inoltre, l’insulino-resistenza è correlata ad un maggior rischio di aborto, probabilmente per un meccanismo che altera la tolleranza immunitaria verso il feto e altre modificazioni che impediscono l’impianto dell’embrione nell’utero.
  • Farmaci: tra i farmaci che in generale possono influire negativamente sulla fertilità o sul feto troviamo ibuprofene, aspirina, antistaminici, lassativi, prodotti antiacne, steroidi, antibiotici, antidepressivi, diuretici, betabloccanti, farmaci per la gotta e l’ulcera.
  • Altre cause sono alcuni tipi di tumore, malattie infettive, fumo e droghe e di certo squilibri ormonali nella donna
  • Ultimo ma non meno importante l’ambiente, carico di sostanze chimiche di sintesi, usate in agricoltura e nell’industria, che minano la nostra fertilità e quella delle specie animali e vegetali in genere.
Come curare dunque l’alimentazione
  • In primis è fondamentale prestare attenzione alla QUALITÀ DEGLI ALIMENTI. 

La scelta di alimenti biologici per esempio è fondamentale per ridurre l’apporto di pesticidi e per introdurre più vitamine, minerali, antiossidanti (anche la stagionalità in questo caso ci viene in aiuto) e grassi buoni (es. semi oleosi per l’apporto di omega 3). 

Alimentazione e fertilità! L'alimentazione ioca un ruolo chiave sia per aumentare la fecondità in modo naturale sia come supporto alle terapie per la fecondazione artificiale.
  • Controllare L’INDICE E IL CARICO GLICEMICO della dieta consumando alimenti che non innalzano molto la glicemia come frutta e verdura, cereali integrali (in particolare l’orzo), legumi e semi oleosi. Si può abbassare la glicemia di un pasto abbinando cibi ricchi di fibre, proteine (pesce, uova o legumi) e/o grassi (semi oleosi, olio extravergine di oliva spremuto a freddo, olive, avocado) e alimenti fermentati come i crauti, il kefir o la pasta madre per fare il pane. È importante evitare completamente qualunque forma di zucchero industriale (saccarosio), anche per colazione.
  • Assumere tutti i giorni ACIDI GRASSI ESSENZIALI, necessari per il buon funzionamento delle membrane cellulari e del sistema nervoso, per il corretto sviluppo del feto e per mantenere il giusto equilibrio ormonale. Hanno anche un ruolo chiave nell’ovulazione. In particolare gli omega 3 stimolano il sistema immunitario, riducono le cellule Natural Killer e aumentano l’attività del fibrinogeno (aumentano la probabilità di impianto dell’embrione). Contribuiscono a migliorare la sensibilità dei recettori dell’insulina migliorando l’insulino-resistenza. Anche nell’uomo agiscono come regolatori ormonali. Inoltre lo spermatozoo contiene alte concentrazioni di omega-3 (soprattutto DHA che è presente soprattutto nella coda e si ritiene sia collegato alla motilità).
  • Assicurarsi un CORRETTO APPORTO DI PROTEINE (e quindi di amminoacidi), consumando proteine a pranzo, favorendo pesce pescato, uova biologiche e ricotta di solo siero o formaggio di malga (se non si è intolleranti). Le cene dovrebbero potrebbero essere completamente vegetali: abbinando legumi e cereali integrali si avrà un piatto proteico completo.
  • VITAMINE E MINERALI: in generale fungono da “chiavi di avviamento” del nostro organismo, contribuiscono a mantenere stabili gli ormoni, aiutano a riparare le cellule danneggiate e sono antiossidanti. Ѐ essenziale, quindi, consumare grandi quantità di frutta e verdura fresche e di stagione. Poiché alcune vitamine o minerali in eccesso possono causare effetti dannosi (ad esempio un eccesso di vitamina A può indurre malformazioni fetali) è bene che gli integratori vengano assunti sempre su consiglio di un esperto. Difficile invece eccedere prendendo questi micronutrienti dagli alimenti, soprattutto se si variano seguendo le stagioni. Altre sostanze bioattive come alcuni bioflavonoidi presenti in frutta e verdura promuovono la formazione di vasi sanguigni sani preparando l’utero all’impianto embrionale e contribuiscono ad evitare aborti spontanei.
  • Ci sono cibi che vanno evitati, in generale tutti cibi industriali, confezionati e che contengono additivi, così come può risultare utile evitare caffeina, nicotina (fumo) e bibite gassate. Una dieta principalmente alcalina (ricca di frutta e verdura) potrebbe migliorare la qualità del muco cervicale.
  • Il fegato ha un ruolo fondamentale perché permette l’eliminazione degli ormoni “vecchi”, che hanno esaurito la loro funzione o che sono in eccesso a causa di terapie per la fertilità. È utile, quando si decide di cambiare abitudini alimentari, seguire una dieta disintossicante per qualche giorno, anche per eliminare tossine derivanti da fumo, caffeina, alcol, cattivo stile di vita in generale. 
  • Attenzione ai rimedi erbari: alcune piante usate solitamente sotto forma di tisane o come fitoterapici possono sfavorire il concepimento o la buona riuscita della gravidanza. Non affidarsi al “fai da te” ma consultare un esperto!
  • ANTIOSSIDANTI: Per cercare di arginare gli effetti delle sostanze inquinanti presenti nell’ambiente possono essere utili le vitamine A, C ed E, ottimi antiossidanti che aiutano a ridurre i danni. Minerali come calcio, magnesio, selenio, e zinco, riducono l’assorbimento di alluminio, cadmio, piombo e mercurio. Il tè verde contiene catecolamine, antiossidanti che riducono il rischio di mutazioni genetiche. Inoltre ci vengono in aiuto il coriandolo e la frutta ricca di pectina (una fibra solubile), così come tutti gli alimenti ricchi di fibra, aiutano ad eliminare le tossine. Fate infine largo uso di cavoli e broccoli che hanno effetto disintossicante da tossine ambientali come ad esempio le diossine
sofia- @myhealthygooddiet
Sofia
@myhealthygooddiet

Sofia Cavallin
Biologa Nutrizionista

Ps. Ringrazio la dott. Michela Trevisan per lo spunto, con l’augurio che queste informazioni aiutino le donne. 

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