Neonati in montagna: si o no?

Neonati in montagna: si o no?

Vi è mai capitato che qualcuno vi chiedesse se si può portare un bambino appena nato in una località di mare? Oppure voi mamme, vi siete mai fatte questa domanda? Immagino che la risposta sia… no!

Diverso è invece quando si parla di montagna, perché spesso e volentieri si sente chiedere se si possano portare i neonati in montagna, o se non sia pericoloso.
Premettendo che a scrivere è una mamma che ha portato la sua bimba in montagna che aveva poco meno di un mese, proviamo a fare un pochino di chiarezza su quali sono le linee guida riconosciute dai Pediatri per la montagna.

I medici, supportati dalla letteratura scientifica nazionale ed internazionale, sconsigliano di portare i neonati nel primo anno di vita in alta quota. Ma cosa si intende con alta quota?
In generale, si fissa a 2.000 metri il limite per un lattante, e a 2.500 metri il limite per il primo anno di vita. I limiti dati, però, non sono da considerarsi strettamente stringenti, nel senso che si riferiscono a condizioni prolungate nel tempo, ad esempio un  pernottamenti in quota o comunque vacanze prolungate sempre in quota. Non ci sono problemi, invece, se è necessario fare un passaggio temporaneo e limitato al di sopra di queste quote, come ad esempio se è necessario superare un valico in auto.

Neonati in montagna: si o no?

Il motivo principale di queste linee guida sull’altitudine è relativo alla quantità di ossigeno presente nell’aria. Infatti, già a 3.000 metri di quota l’ossigeno disponibile è ridotto di un terzo rispetto a quello presente al livello del mare, e questo può compromettere il sistema respiratorio e cardiocircolatorio di un neonato che ha appena imparato a respirare.

Chiaramente queste “regole” valgono per quei neonati che vivono in località pianeggianti o comunque a pochi metri di altitudine sul livello del mare: il discorso è ovviamente diverso per i bimbi che nascono in montagna, perché in quel caso la mamma fa tutta la gravidanza in quota e di conseguenza è il neonato è più abituato a gestire l’altitudine.

Neonati in montagna: si o no?

E al di sotto dei 2.000 metri, come ci dobbiamo comportare? Il problema principale nel quale si può incorrere è legato alle variazioni di quota troppo brusche, che possono dare la fastidiosa sensazione di “orecchio tappato”. Dato che il neonato non riuscirà a gestire da solo la compensazione di pressione, per prevenire questo problema sarà utile stimolarne la deglutizione, dandogli il ciuccio, oppure il biberon oppure il seno. Come detto poco fa, questo problema si pone solamente in caso di variazioni di quota, quindi salite o discese veloci, mentre invece il problema non si pone quando si soggiorna alla stessa quota.

Al di là della letteratura scientifica, che comunque a mio avviso deve restare il riferimento sul quale basarsi, credo che basti un pochino di buon senso per capire se un’escursione in montagna possa essere affrontabile o meno con un neonato. Credo che nessuna di noi andrebbe a scalare l’Everest o il Monte Bianco con un neonato in fascia, per cui nella maggior parte delle occasioni possiamo stare tranquille. In generale, i sentieri adatti alle famiglie con bambini non si trovano mai ad altitudini preoccupanti per cui… Tutte a preparare la valigia, si va in montagna!!!

Ci vediamo presto!
Un abbraccio,
Giulia

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