Una mamma mostruosa!

Una mamma mostruosa

È finalmente sera, sono distesa sul letto con Olimpia, la mia piccola finalmente si è addormentata dopo una giornata piena. È accoccolata su di me, la trovo la cosa più tenera che esista. Anche se sono stanca, anche se mi sento senza un briciolo di forze. È quasi halloween e sto pensando a come poterlo festeggiare con il papà e con lei, magari comprandole un abito da fantasmino e cucinando dei biscotti a forma di zucca. Halloween mi ha sempre fatta pensare ai cambiamenti, allemetamorfosi, alla famosa metafora della maschera che nasconde un pò di noi stessi mostrando qualcosa che non ci appartiene davvero, piuttosto che al suo aspetto macabro e pauroso. Poi, proprio lì dal letto, vedo un mio riflesso sul vetro e inizio a riflettere su di me, sulla mia metamorfosi, sul mio cambiamento avvenuto da qualche mese a questa parte. Cosa succede? Cosa mi ha fatta cambiare quasi fossi un essere che sbuca fuori da sottoterra, inquietante a volte, come una zucca in penombra che sorride minacciosa? Cosa succede a noi donne appena ci troviamo a gestire un bambino? 

Succede che diventi mamma. Si, mamma. Dolcissimo evento, senza paragone alcuno. Ma che ha i suoi risvolti. Un mamma può essere anche una creatura quasi mostruosa come quelle che vengon fuori ad halloween, che, mostruosamente da un momento all’altro, a sue spese, impara lezioni complicatissime sulla gestione di un figlio. Impara a fare mille azioni con una sola mano, mentre allatta o peggio mentre tiene in braccio il piccolo e deve ascoltare milioni di pseudo consigli da chi osserva e si limita a soltanto a parlare. ‘Ma cavolo aiutami in maniera pratica, non parlando e basta!’ Impara a mettere ordine in casa alla meno peggio o almeno, a rimediare al bombardamento di abiti, giochi, cianfrusaglie varie che sembrano aver invaso l’appartamento a fine giornata. Impara a dormire poche ore la notte, se a dormire si riesce e ad essere fresca e carica al mattino per affrontare una nuova giornata con il piccolo mostro. Si, mostro anche lui o lei, che così piccoli, riescono a sconquassare un intero appartamento e la vita!Impara a misurarsi con sé stessa e con le sue capacità, con le paure, le ansie e le incertezze. Degna di un pacchetto di 10 sedute dallo psicologo, training autogeno compreso. Impara quasi, per un pó, a non essere neanche sé stessa. 

Non si pensa minimamente a tutto questo prima del parto. 
Se ne comprende il significato dopo qualche mese, quando il tuo bimbo o la tua bimba iniziano a interagire e a farti sapere che si accorgono di te e anche un pò di sé. Così almeno, è successo a me. La metamorfosi è stata lunga, difficile e gioiosa allo stesso tempo. Sono diventata un mostro che tuonava dall’aldilà contro mio marito le notti in cui non chiudevo occhio e avrei voluto soltanto dormire almeno per mezz’ora. Quando il mio seno e il pigiama grondavano e odoravano di latte ed erano sempre umidi. Quando la gente veniva a trovarmi e faceva svegliare Olimpia, togliendomi quei pochi minuti di tregua. Ho pronunciato parole impronunziabili , lo ammetto. Lo sono diventata quando all’inizio, mi sentivo inadatta anche per cambiare un pannolino, oppure quando con voce che a Dracula fa un baffo, imponevo a mio marito di non respirare quasi, per non fare urlare ancora di più Olimpia, che piangeva per chissà quale sconosciuto e poco interpretabile motivo! 
Ho pensato davvero, “sono una mamma mostruosa”. 


Si diventa mamme e si diventa dei mostri! Mostri di amore però. Perchè tutto questo, lo si fa con amore smisurato. Il tempo per tornare a essere normali poi si trova, poi arriva, basta ammettere che questa è innocente verità, che non esiste perfezione, che non dobbiamo essere assolute, che non dobbiamo sempre preoccuparci di dovere essere come le famiglie del Mulino Bianco, che possiamo permetterci di fare più paura delle ombre di halloween qualche volta. Siamo in grado di essere mamme e tornare a essere mogli, donne. Diamoci il tempo che occorre a una notte, come quella di Halloween, per chiederci se vogliamo dolcetto o scherzetto, restare mostri incompresi e troppo severi con sé stessi, o essere semplicemente mamme che conoscono i propri limiti, che si arricchiscono di questa metamorfosi e ne fanno tesoro. Le zucche ad Halloween s’illuminano per una notte sola, la luce di una mamma invece, permane e va oltre le ombre. 

Sono ancora sul letto e penso che potrei fare milioni di cose in casa mentre Olimpia dorme, poi penso che non c’è tempo migliore, che quello di restare a osservarla. Mi accoccolo anch’io e resto a guardarla ancora per un pò. Il mio riflesso dal vetro mi osserva, sembra ridere dolcemente, perdonandomi forse, di non riuscire ad essere sempre la mamma, moglie, donna che vorrei. Gli ingredienti per i biscotti però, tra un pò esci a comprarli! 

Valentina

Valentina
@valenrouge

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