La vita è la nostra! Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne

La vita è la nostra! Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne

Entro in bagno, mi spoglio nuda. 
I vestiti bagnati che ho buttato per terra, mi sembrano più sporchi che mai. Io mi sento più sporca che mai.
Fuori piove, ho raggiunto il portone di casa correndo sotto l’acqua battente, dopo essere uscita di fretta dalla mia auto parcheggiata male. 
Ho guidato a stento fino a casa, tremando, figuriamoci se avevo voglia di fare attenzione al parcheggio. 
Corro per bagnarmi il meno possibile, corro per scappare anche da me, le pozzanghere nere e traboccanti che calpesto sembrano non avere fondo, come il mio animo che chi lo sa dov’è. 

Sono ancora in bagno, immobile, nuda. 
Prendo un asciugamano, le mani non smettono di tremare, lo passo tra i capelli inzuppati, sul viso.
Un alone nero sullo zigomo. Strofino su con il palmo della mano, insisto, ma non va via. 
Fa male. 
Realizzo, guardandomi negli occhi, che non si tratta di sporco. Strofino e strofino ancora, isterica, mentre mi metto a piangere. 
Oltre ai segni sui polsi, sulle braccia, me ne ha lasciato un ennesimo sullo zigomo. 
È un livido. 

Mi sono convinta di “parlare” un’altra volta.
Ho accettato di raggiungerlo a casa sua per chiarire i perché sulla fine della nostra frequentazione.
“Mi ossessioni, non sono di tua proprietà“.
“Io voglio soltanto che tu sia mia non chiedo tanto”.
Poi buio, dolore, urla.
Mi stringe i polsi in una morsa, uno schiaffo, un altro, una spinta. Cado a terra.
Mi riacciuffa, io, inerme, non ho più la forza di urlare. Piango e basta mentre sento la mia dignità scivolare sotto terra e nei suoi jeans, che si abbassano mentre mi dice ‘sei mia e basta’.
Abusa di me, mi sento cibo per maiali, immersa nella melma.
La mia testa fa milioni di pensieri sembra dirmi ‘no non stai vivendo questo schifo, pensa ad altro’. Lui respira affannoso sul mio seno, io non mi sento più una donna.
Poi finisce, si riveste lasciandomi a terra, “te ne puoi andare” mi dice.

Rivedo questo film nei miei occhi riflessi allo specchio, mentre quel livido sullo zigomo sembra urlarmi che sono un’incosciente, che non dovevo andare, che poteva andare ancora peggio. In silenzio mi infilo nella doccia e faccio cadere su di me l’acqua bollente e le mie lacrime. Mi sento sporca irrimediabilmente. 
L’acqua scorre e non mi lava, anche lei si sporca di me. 
Mi odio e mi perdono, mi rimprovero e mi consolo, mi sento persa e mi do coraggio. 
L’acqua scorre, mi domando se sta portando via anche un po’ di me. 

Questa è una storia finta, raccontata, romanzata. Una storia che mi è venuta fuori dalla pancia, quasi fosse cibo indigesto da vomitare. 
Una storia inventata, ma piena di verità, perché somiglia a milioni di storie che vivono alcune donne a volte in silenzio, nella paura. Somiglia alla storia di quelle donne costrette a subire violenza declinata in diverse modalità. Fisica, psicologica, intellettuale.
Violenza che è diventata quasi  uno stereotipo.
Violenza quotidiana, violenza che qualche volta non dà scampo. 

Volutamente, non ho dato una conclusione a questa storia. Vorrei che chiunque legga, possa dare la sua. 
Vorrei che, anche soltanto una di voi che legge, se sta subendo una qualunque forma di violenza, possa riuscire a vedersi dall’esterno e dare la propria conclusione, trovare l’unica plausibile soluzione. 
Uscirne e ritrovare sé stesse. 

Senza scuse, senza paure, senza vergogna.
Vorrei dare un appiglio a chiunque creda di non poterlo fare, a chi  racconta a se stessa che è impossibile uscirne. È un inganno, perché da questa trappola si può uscire, basta non farlo da sole, cercare aiuto, parlare, denunciare. Basta farlo in piedi.
In un periodo della mia vita ormai passato, ne ho avuto esperienza e sono riuscita a superare tutto, per questo motivo sento di potermi assumere tutta la presunzione di dirlo.
Sembrerò dura, categorica, ma non si deve sottovalutare il pericolo in cui possono mettersi certe situazioni. 

Alziamo la voce, facciamo abbassare le mani. 
La vergogna lasciamola agli uomini che non sanno amare. 
Prendiamoci la nostra vita, è solo nostra! 

Valentina

Valentina - @valenrouge
Valentina
@valenrouge

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