Viaggio in Africa con un infant, perché no?

Viaggio in Tanzania con bambini - Tutto ciò che devi sapere sulla Tanzania - consigli viaggio in africa

La scorsa estate, mappamondo alla mano, abbiamo scelto la meta delle vacanze pensando principalmente ad un aspetto: Emma a dicembre avrebbe compiuto i famigerati due anni, età che comporta la perdita dello status di “infant”. Bye bye voli quasi gratis!

Abbiamo deciso allora di optare per una meta abbastanza costosa, a cui, però, aspiravamo da tanto tempo: la Tanzania

Dopo aver considerato attentamente la possibilità di fare un breve safari in uno dei famosi Parchi Nazionali del Paese, e valutando le esigenze di Emma, venti mesi appena compiuti, che mal si conciliavano con questa tipologia di viaggio, abbiamo deciso di dedicarci interamente all’isola di Zanzibar.

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Un viaggio meraviglioso che voglio condividere con voi attraverso alcuni spunti che spero vi faranno venire la voglia di visitare questa terra magica. 

SPOSTAMENTI: COME SPOSTARSI?

Come vi accennavo, la nostra vacanza non si è limitata al solo soggiorno di mare in una zona specifica, ma, facendo base a Kiwengwa, abbiamo girato tutta l’isola con l’aiuto di bravissimi driver e un paio di guide.

La scelta di “farci trasportare” piuttosto che affittare la macchina, è stata dettata dalla pessima condizione della maggior parte delle strade (sono poche le strade asfaltate e spesso si riempiono di traffico, le alternative sono tutte fuoristrada). In Tanzania, tra l’altro, non esiste alcuna normativa relativa ai bambini e alla sicurezza stradale, risulta quindi impossibile reperire un seggiolino, da qui la decisione di portarlo direttamente dall’Italia (sono sempre stata intransigente su questo aspetto). Fortunatamente siamo riusciti a rimanere nei limiti di peso consentiti dalla compagnia aerea, e non abbiamo dovuto pagare alcun sovrapprezzo.

IL MARE: ALTA E BASSA MAREA

La costa est di Zanzibar, dove è ubicata Kiwengwa, risente moltissimo delle maree. Noi siamo arrivati in occasione del cambio della luna, e il mare è stato “poco praticabile” per la prima parte della settimana. Alla mattina si ritirava per centinaia di metri, portando la barriera corallina allo scoperto, mentre al pomeriggio, con l’alta marea, si alzava il vento e il mare diventava piuttosto mosso. 

Noi amiamo questo fenomeno, lo avevamo già apprezzato in Thailandia e siamo stati ben felici di riviverlo, l’unica accortezza è stata assicurarci che l’alloggio scelto avesse una piscina per le esigenze della bimba. La seconda settimana il mare è stato sempre agibile anche a Kiwengwa, si ritirava davvero di poco rispetto ai giorni precedenti. (in foto potete vedere la stessa porzione di spiaggia con la bassa e l’alta marea!)

ESCURSIONI: TRA MARE E TERRA

Nakupenda e Prison Island

Nakupenda è una meravigliosa lingua di sabbia che emerge dalle acque con la bassa marea, attorniata da un mare con dei colori incredibili. Prison Island è invece un isolotto dove un tempo venivano mandati in quarantena i malati, e oggi ospita invece, oltre che un lussuoso resort russo con numerose tartarughe di terra giganti che furono importate dalle Seychelles a seguito di un baratto. Emma all’inizio era un po’ spaventata dalla maestosità di questi splendidi animali, ma dopo un iniziale tentennamento si è lasciata andare e si è divertita molto a nutrirle con l’insalata!

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Sulla lingua di sabbia ci è stato servito freschissimo pesce grigliato e abbiamo avuto tempo per rilassarci (vengono montate delle tende sotto le quali è sempre possibile ripararsi dal sole).

Mnemba

Dopo un breve sonnellino, abbiamo preso una seconda barchetta e siamo partiti alla ricerca dei delfini. Una volta trovati il nostro entusiasmo era alle stelle e non ho resistito a lanciarmi a nuotare con loro (mentre Emma piangeva disperata come se mi fossi buttata nella lava) vivendo così una una delle esperienze più belle della mia vita.

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Dopo il bagno con i delfini ci hanno portato davanti a una bellissima isola, Mnemba, che è data in gestione a Bill Gates ed è inaccessibile senza un invito scritto o una prenotazione nel piccolissimo resort superlusso. La bassa marea fa emergere anche in questo caso una lingua di sabbia proprio nelle vicinanze, e i barcaioli ne approfittano per far scendere i turisti. Questa particolare condizione restituisce dei colori del mare paradisiaci. Una passeggiata veloce e poi chi vuole va a fare snorkeling.

Questa escursione è stata pazzesca per me che amo nuotare e vedere i pesci, forse un po’ noiosa per mio marito e soprattutto per Emma, anche se in spiaggia ha avuto l’opportunità di divertirsi moltissimo.

Safari Blue

La terza escursione “di mare” è la Safari Blue, e consiste in una lunga passeggiata su una bellissima lingua di sabbia seguita da un’oretta di snorkeling in un punto che dicono essere il migliore dell’isola. Io ho preferito evitare di fare annoiare ancora marito e bimba e ho rinunciato!

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Stone Town

Quanto alle escursioni “di terra” abbiamo scelto di visitare la capitale di Zanzibar, Stone Town, la città natale di Freddy Mercury, molto carina, piuttosto particolare, asiatica e arabeggiante insieme. 

Caratteristico e indimenticabile il mercato del pesce.

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Non potevamo perderci inoltre il famosissimo “Tour delle Spezie”, una passeggiata di circa una mezz’ora nella grande piantagione di spezie. Purtroppo dopo pochi minuti Emma si era addormentata nel marsupio, ma se fosse stata sveglia probabilmente si sarebbe divertita molto perché la guida ci ha fatto sentire odori, sapori e ha colorato con le foglie di alcune piante: è stata una visita in qualche modo interattiva.

Visite ad Asili e Scuole

L’esperienza più bella, che vale decisamente il viaggio, è stata senza ombra di dubbio, l’asilo. Dopo aver preso contatto con una ragazza che gestisce dall’Italia la struttura a Mahonda, siamo andati a trovare i 92 bimbi a cui abbiamo portato la merenda.

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L’esperienza è stata così forte che la settimana successiva, abbiamo deciso di replicare con una visita in una scuola di un villaggio nei pressi di Kiwengwa. Impossibile descrivere a parole l’emozione e la gioia di vedere Emma confrontarsi con bimbi di poco più grandi di lei e vederli interagire giocando e cantando tutti insieme le canzoni in inglese. Sono sicura che questi momenti le resteranno, magari non nella memoria ma certamente nel cuore.

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Baraka Natural Aquarium

Dopo la visita all’asilo abbiamo decido di visitare le spiagge del nord dell’isola, con una tappa al Baraka Natural Aquarium, una sorta di piscina naturale abitata da tartarughe marine. Dopo il solito timore iniziale Emma si è divertita tantissimo e non ne voleva più sapere di uscire dall’acqua.

Il mare della parte nord dell’isola, splendido e dai colori incredibili, risentendo meno delle maree è sempre facilmente fruibile in qualsiasi orario della giornata.

Jozani Forest

Siamo poi stati alla Jozani Forest, una piccola foresta abitata da due tipi di scimmie. Bellissima esperienza per la piccola Emma, che ha potuto finalmente vedere dal vivo il suo famoso amico George.

Anche la foresta di mangrovie, con il suo groviglio di radici, merita una visita.

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Pranzo al “The Rock”

In occasione del compleanno di mio marito, abbiamo pranzato a Michamvi al The Rock, un ristorante arroccato su uno scoglio in mezzo al mare. Con la bassa marea ci si accede a piedi, mentre quando la marea è alta con la barchetta. Hanno i seggioloni e sono molto disponibili (il proprietario, Claudio, è italiano).

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Spiaggia di Paje

Infine abbiamo fatto il giro delle spiagge del sud. Degna di nota la spiaggia di Paje, bellissima patria del kite surf, quindi si trova in un punto molto ventoso dell’isola. Non ci siamo fatti sfuggire un aperitivo al Kae Funk Sunset Beach Bar, un bellissimo chiosco su una meravigliosa spiaggia da cui si gode di un tramonto mozzafiato.

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Su tutte le spiagge sono presenti i masai, spesso accompagnati dalle loro famiglie. È stato molto interessante farci accompagnare in lunghe passeggiate ascoltando i loro racconti su usi e costumi delle loro tribù. Emma ha avuto l’opportunità di giocare sulla spiaggia ogni giorno con tanti bimbi e di interfacciarsi con una cultura diversa dalla sua.

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 CIBO

In generale in tutta l’isola si mangia principalmente pesce grigliato o al forno, riso in bianco o con latte di cocco, verdure e tanta succosissima frutta. Non si fatica a trovare la pasta e pensate un pò, abbiamo mangiato anche un’ottima pizza. La bambina non ha mai avuto alcun problema con il cibo, abbiamo solo fatto particolarmente attenzione a non darle alcuna bevanda con ghiaccio e ad utilizzare solo acqua in bottiglia sigillata.

È risaputo che l’acqua corrente in Africa non sia potabile, quindi abbiamo deciso di lavare i denti ed i capelli della piccola utilizzando esclusivamente acqua in bottiglia. Noi adulti, invece, seguendo le normali precauzioni igieniche, non abbiamo avuto nessun tipo di problema.

CLIMA

Il mese di agosto è tendenzialmente un buon periodo per visitare Zanzibar, oltre a qualche acquazzone al mattino (situazione piuttosto comune in tutte le isole dell’Oceano Indiano), abbiamo goduto di bellissimi e piuttosto ventilati pomeriggi di sole. Obbligatoria, quindi, la protezione solare a schermo totale per i più piccoli.

L’inverno africano gode di una temperatura ideale per il soggiorno: non si soffre il caldo e, nelle sere più ventose, è sufficiente un giacchino di jeans. Grazie a questa piacevole temperatura non si trovano molte zanzare, noi, per precauzione, non avendo fatto alcuna profilassi antimalarica, abbiamo sempre dormito sotto le zanzariere e ci siamo protetti, soprattutto dal tramonto all’alba con forti repellenti.

FUSO ORARIO

Nonostante la distanza in termini di ore di volo (circa 8), il fuso orario della Tanzania è di sole 2 ore in avanti rispetto all’Italia, che si riduce a un’unica ora quando qui vige l’ora legale.

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Insomma Mamas, credo di avervi detto più o meno tutto!
Noi siamo davvero felici di aver scelto questa meta per le nostre vacanze estive, è stata una bellissima esperienza anche per la piccolina della famiglia; l’Africa non si smentisce mai, è un Paese capace di lasciare un’impronta luminosa e profonda nel cuore di chi la visita. Sicuramente, un giorno o l’altro, torneremo.

Un abbraccio,
Sara

Sara – @sara27.9.15
Sara
@sara27.9.15

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