Violentata in sala parto

Violentata in sala parto: la mia denuncia silenziosa

Il cinque luglio dell’anno scorso ho messo al mondo mia figlia.
Voi non vi ricorderete di me, perché io sono stata solo un numero, un’altra brutta giornata di lavoro, una partoriente come tante altre, forse un po’ più antipatica, un po’ più noiosa; ma non ho la pretesa che vi ricordiate. È giusto così. Quello che invece non è giusto è che io mi ricordi di voi.

Di quella sera, io non ricordo i dolori del parto, ma i dolori del catetere e delle mani che mi tiravano e mi allargavano, lacerandomi. Non ricordo le parole dolci di incoraggiamento di mio marito in sala parto, ma la frustrazione nella sua voce mentre vi chiedeva di evitare interventi inutili. Insieme alla gioia del mattino dopo nel vedere accanto a me la mia bambina, ricordo la paura di incontrare durante il giro di visite la stessa dottoressa che la sera prima mi aveva rimproverata per aver rifiutato l’episiotomia ed essermi lacerata spontaneamente. Non ricordo di essermi sentita fiera del mio corpo, ma ricordo la delusione e l’amarezza nello scoprire i lividi sulla mia pancia lasciati dalla manovra di Kristeller, praticata senza che avessi nemmeno il tempo per rendermene conto.

C’erano tre ginecologhe in sala parto con me. Tre. 
La prima, seduta tutto il tempo ad una sedia a guardare l’orologio, seccata perché non mi sbrigavo a partorire, che mi dice “signora, sono le otto meno cinque, ci sbrighiamo?”.  Immaginate essere a cena in un ristorante, mentre il cameriere, scocciato, vi tira via il piatto del dessert da sotto al naso, dicendovi “eh signora, stiamo chiudendo, si sbrighi”.
Immaginate entrare in banca per svolgere un’importante operazione per la quale vi serve la consulenza di un professionista esperto, che invece vi guarda storto da dietro alla sua scrivania, informandovi che il suo turno sta finendo e non ha tempo e voglia per ascoltarvi.
Immaginate affidare i vostri figli ad una scuola nella quale le maestre lascino i vostri bambini da soli per strada, di fronte all’edificio, il giorno in cui voi ritardate nell’andare a prenderli – e magari piove pure –, tutto perché la loro giornata di lavoro è finita, e loro non vogliono saperne di trattenersi un minuto di più.
La seconda, che leziosamente mi chiama “tesoro”, nel frattempo si aggrappa ad una cinghia, dall’altra parte del lettino, per scaricare tutto il peso del suo corpo sul mio addome, sulle mie costole, sui piedini della mia bambina che nel frattempo ce la sta mettendo tutta per nascere.
Una cinghia dall’altra parte del lettino.
Un lettino PREDISPOSTO per praticare la manovra di Kristeller.
Una manovra considerata pericolosa e non necessaria dall’OMS.
La terza, che senza nemmeno pensare di informarmi, ha la brillante idea di afferrare le forbici per praticarmi l’episiotomia. Mio marito che chiede “è davvero necessario?”. Lei che seccata si ritrova costretta ad ammettere che non c’è sofferenza fetale, e quindi no, non è necessario (ma le avrebbe permesso di sbrigarsi prima).

La mia bambina è nata alle 22:05, senza episiotomia; senza ulteriori manovre. Ha pianto subito. È nata sana. 
Mio marito chiede di darla subito a me. Le dottoresse non gli rispondono, affrettandosi a tagliare il cordone e sbolognando la questione ai pediatri.
Ho tenuto la mia bambina sul petto per meno di un minuto, prima che me la portassero via per visitarla e lavarla. Non ho visto né lei né mio marito per le tre ore successive. Ma questo non vi riguarda.
Torniamo a voi.

Appena mio marito esce dalla sala parto per seguire nostra figlia nelle sue prime ore di vita, la seconda dottoressa ne approfitta per scaricare tutta la sua frustrazione sulla mia placenta, spremendomi dolorosamente l’utero. Inutile dire che già cominciavo ad avvertire le contrazioni che mi avrebbero permesso di partorire naturalmente la mia placenta; non dico niente. La terza dottoressa, sarcasticamente mi chiede se ha il permesso di mettermi i punti. “Si ricorda adesso del consenso informato!”, penso, sempre con sarcasmo; ma non dico niente. Mentre mi inietta l’anestetico locale, mi dice “Contenta? Ti sei lacerata tutta!”. “Che domanda stupida”, penso. “Come se l’episiotomia non fosse una lacerazione”, penso. Ma non dico niente. 
Mi chiede che lavoro faccio, le rispondo con un filo di voce che sono una traduttrice; mi chiede se i miei clienti mi dicono come fare il mio lavoro. “Sono tenuta ad ascoltare e rispettare le richieste dei miei clienti”, penso. Ma non dico niente.
La prima dottoressa, quella che seduta ad una sedia sbuffava impaziente, mi dice “signora, si rende conto che il nostro turno finiva alle otto, e sono le dieci passate?!”.
Ho lavorato anch’io a contatto con il pubblico. A volte il mio turno finiva alle 22. Anche io ho odiato l’ultimo cliente delle 21:58; ma non mi sono mai sognata di dirgli “si rende conto che alle 22 finiva il mio turno ed io sono ancora qui a servirla?!”
Ma non dico niente.
Le risponde la prima dottoressa, commentando mentre guarda l’orologio: “che bella giornata di merda”.
Il giorno in cui ho dato alla luce la mia bambina.
Il giorno più bello della mia vita.
Una bella giornata di merda.

Le prime due dottoresse vanno via. Finalmente.
Mi spostano dalla sala parto alla sala travaglio, dove rimango per le tre ore successive a fissare il soffitto e ad ascoltare la terza dottoressa che si preoccupa dell’eventualità che mio marito decida di denunciare l’ospedale per il fatto che mi sono lacerata spontaneamente, avendo io rifiutato l’episiotomia. “Che stupidaggine”, penso, “al massimo dovrei denunciarli perché stavano per farla senza chiedere il mio consenso”. Ma non dico niente.
La dottoressa vuole scriverlo nella cartella clinica, per specificare che è tutta responsabilità mia. “Scrivessero quello che vogliono”, penso, “ma se scrivono che ho rifiutato l’episiotomia dovranno anche scrivere che non era necessaria, forse”. Ma non dico niente.

Ripenso al cartellone affisso nella stanza dove si effettuano i tracciati, a pochi passi da me, dove è riportato un riassunto delle 56 raccomandazioni dell’OMS sull’assistenza alla gravidanza, al parto e al neonato; le stesse raccomandazioni che io ho letto, tradotto e studiato per prepararmi a questo giorno, e che più volte sono state ignorate nelle poche ore appena trascorse. Voglio alzarmi ed indicare ad uno ad uno i punti che mi riguardano, ma non ho le forze; non dico niente.

Non ho detto niente. Sono rimasta muta mentre voi violentavate il mio corpo ed il mio spirito, perché ero spaventata; mi facevate paura. Si chiama freezing, il fenomeno per il quale le vittime di violenza non riescono a reagire, o a chiedere aiuto o ad opporsi al proprio violentatore.
Voi, che eravate i miei medici; che avreste dovuto aiutarmi; alle quali avrei dovuto affidarmi per rendere il mio parto un’esperienza positiva da ricordare con gioia…voi, mi avete fatto paura. “Signora, perché lei è così diffidente?”, mi ha chiesto la terza dottoressa a un certo punto.

In terza giornata, la sera prima di tornare a casa con mio marito e la mia bambina, il mio utero ha espulso un pezzo di garza che era stato lasciato lì mentre venivo ricucita.
Nessuno mi ha spiegato niente; nessuno mi ha detto che cos’era e perché era lì. Mi hanno detto che era tutto normale.
Se lo avessi saputo, avrei risposto che è per questo che sono così diffidente. Avrei risposto che mentre mi trovavo in ospedale, in quello che viene definito “ambiente protetto”, mi sono sentita umiliata, spaventata, sminuita, presa in giro e mortificata.

Voi siete medici. Sapete cosa è meglio per i vostri pazienti. E so che pretendete il meglio per voi stesse e per i vostri cari, quando tocca a voi e a loro affidarsi agli ospedali. Voglio che immaginiate che su quel lettino, al posto mio, ci fosse stata vostra figlia, vostra sorella o una vostra amica. 

Somministrazione di ossitocina sintetica.
Manovra di Kristeller. 
Episiotomia. 
Spremitura manuale dell’utero. 
Violenza verbale.
Disattenzione.
Arroganza.
Presunzione.

Questo è ciò che vostra figlia, vostra sorella o la vostra amica avrebbero subito, se fossero state al posto mio.

Racconti senza firma

30 risposte a "Violentata in sala parto"

  1. Ciao ,leggendo il tuo racconto mi è Sembrato di leggere quasi per intero il racconto del mio parto .
    Mi sono ritrovata nella maggior parte degli attimi che hai vissuto .
    Anche a me e’ stata praticata la manovra senza chiedermelo e l’episiotomia senza consenso con relativi punti priva di anestesia .
    E’ stata un esperienza orribile .
    Ricordo il viso scocciato e i rimproveri del ginecologo si turno disturbato durante il sonno x “colpa mia “,ricordo tutti i personali delle ostetriche e del ginecologo mentre le mie urla rimbombavano a vuoto nella stanza e alle quali solo mio marito rispondeva cercando di tranquillizzarmi .
    Era L ‘unico in quella stanza che si interessasse veramente di me .
    Mi è rimasto lo shock per mesi.avevo sempre quelle scene avanti agli occhi e credo che nn le dimenticherò mai .
    Sei stata fortunata ad avere la tua bimba meno di un minuto .
    A me L hanno fatta vedere tre secondi senza nemmeno metterla al petto e se la sono portata via.
    Quindi ti capisco benissimo per questa violenza psicologica subita nel giorno che dovrebbe essere il più bello della Nostra vita .

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  2. Purtroppo quando penso al mio primo parto provo tristezza…doveva essere una delle esperienze più belle, ed invece…arrivata alla data presunta del parto, faccio monitoraggio e in seguito scoprono che ero praticamente rimasta senza liquido…il mio bimbo doveva nascere!…Ricovero nel pomeriggio, fettuccia intorno alle 22:30…la mattina seguente niente contrazioni…tolta fettuccia, flebo ossitocina….nel pomeriggio arrivano contrazioni sempre più forti…chiedo epidurale ma non ero ancora abbastanza dilatata.. nel pomeriggio tardi finalmente riesco ad ottenerla…e ho un po di sollievo ( avevo fame e sete ma non potevo prendere niente), ma quando finiva effetto finché tornava anestesista a fare rabbocco mi sembrava di morire…nonostante tutto il parto sembra procedere….arriva la notte io stremata…avevo fame, sonno, ero sfinita…si vedeva testa, io spingevo ma niente…le dottoresse mi dicono proviamo con queste altrimenti cesareo…mi effettuano Manovra di Kristeller (ricorderò di averla subita solo giorni dopo a casa x dolore che provavo alle costole), episiotomia poi con ventosa prendono finalmente il mio bambino che nasce alle ore 3 circa… a differenza tua con me tutto il personale medico è stato sempre gentile e cortese…ma p la sensazione che provo pensandoci tutt’oggi a distanza di 3 anni è purtroppo negativa…io avrei voluto un parto bello, doloroso ma che avrei ricordato volentieri, ed invece ho avuto un parto che non auguro a nessuno…e mi chiedo xke?? Visto la mancanza di liquido non potevano farmi direttamente il cesareo senza dover subire tutto questo?? È questo che non capisco…ti assicuro che è andata meglio 1 anno fa, x il parto dei miei gemellini…podalico entrambi ( x fortuna) nati con taglio cesareo, io ero sveglia e cosciente ( a differenza del primo parto che non ho sentito neanche l esplulsione x quanto ero distrutta) e ripresa più rapida rispetto al parto precedente indotto. Ti abbraccio ❤

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  3. Senza parole. Ho le lacrime dopo aver letto questo racconto.. Io non ho subito una cosa del genere fino a questo punto ma quasi… Io però ho avuto la forza di mandare a quel paese l’ostetrica quando mi ha detto:”Ti è piaciuto? E adesso soffri”… Andatevene tutti a quel paese. Se non avete pazienza questo non doveva essere il vostro mestiere… Perché questo non è un lavoro, è una missione!!!

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  4. Capisco il li linguaggio che doveva essere diverso, ma tutte le altre pratiche hanno accelerato il parto con diminuzione della sofferenza. Io ho partorito mio figlio il 10.01.1971 alle ore 23.50 di domenica. Finivano i turni e si sono tutti sbrigati per accelerare il parto. Episiotomia, stravaccamento sulla mia pancia di un’ostetrica corpulenta. Spingevo a comando, perché non percepivo le spinte. Ho avuto abbassamento di pressione e calo della vista, ma sono stata contenta di aver accelerato i tempi. C’erano scommesse sul giorno, se fossi riuscita a partorire prima della mezzanotte o dopo. Non mi sono però permessa di giudicare il lavoro di professionisti. Non ho mai considerato dei nemici gli ostetrico. Penso che si stia un po’ esagerando.

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  5. Mi sono venuti i brividi a leggere questa denuncia è vergognoso che dei sanitari si comportano come se avessero per le mani delle bestie anzi sono convinto che un allevatore in questi casi avrebbe più delicatezza .Io le avrei denunciate entrambi solo per soddisfazione e farle passare qualche anno sempre con il pensiero di essere condannate.Povera Italia

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  6. Questa estate.. avrei dovuto dare alla luce la mia piccola, la data presunta era 15-7-2019.
    La gravidanza nonostante i primi 4 mesi iniziali accompagnati da nausee crampi e dissenteria.. Poi è andata alla grande.
    Ero un leone , ho affrontato un trasloco e sentivo di poter fare tutto. Per far sì che la nostra casa fosse pronta in tempo per la nascita della mia bambina.
    Ma purtroppo il 9-6-2019 cado…
    Era sera e stavo uscendo a portare fuori il cane per una passeggiata.
    Una caduta stupida.. sono scivolata da un gradino molto basso e mi sono seduta sul sedere.
    Un po lo spavento un po l’ansia un po la botta ,anche se non grande ,ma quasi tutta la notte ho avuto un forte mal di schiena.. il giorno seguente stavo benissimo.
    Ma verso le 11 del mattino iniziano le contrazioni fortissime.. sempre più forti e sempre più vicine.
    Chiamiamo l’ambulanza avevo le contrazioni ogni 5 minuti fino ad arrivare ad ogni 2 minuti. Vanno così forti che all’arrivo in ospedale ci schiantiamo contro un muretto che quasi ci ribaltiamo con tutta l’ambulanza.
    “Adesso partorisco qui”.. penso.
    Mi portano al monitoraggio .. sono dilatata di 2 cm con le contrazioni molto forti la bambina sta bene.
    Sono indecisi se ricoverarmi, alla fine decidono di si.
    Passano 2 giorni con le contrazioni .
    Io sono di 35 settimane , sperano che la mia bambina rimanga ancora dentro se no sarebbe nata prematura.
    Iniziano a somministrarmi tramite punture il bentelan per sviluppare completamente i polmoni alla mia piccola nel caso nascesse in anticipo.
    Purtroppo quella stessa notte verso mezzanotte inizio ad avere delle contrazioni forti.
    Mi fanno scendere al monitoraggio.
    E da li parte l’inferno.. io inizio a stare sempre più male e la mia bambina era sofferente .
    Le ostetriche di turno quella notte mi fanno una flebo.. sali minerali.. semplicemente per idratarmi .
    Chiamano il ginecologo di turno.
    Era svogliato e molto scontroso.. inizia a litigare con le ostetriche che “non dovevano farmi agitare inutilmente” si rivolge a me chiedendomi se “a bere ce la faccio” .. rispondo di sì ,dolorante..
    Allora scocciato dice che la flebo la devono immediatamente levare che non serve a nulla e che devo bere da una bottiglia se ho sete..
    Non capisco …
    Lui continua a discutere con le ostetriche fuori dalla camera.
    Mi porta a fare un’ecografia.. l’immagine di mia figlia che spinge con tutte le sue forze con la testolina mi rimane impressa negli occhi.. ma lui continua a dire che è tutto ok che non ci sono rotture del sacco che sta bene e non c’è motivo di allarmarsi. Che le ostetriche si sono comportate male perciò che “se non ci dormo la notte” allora mi avrebbe tenuta a dormire al monitoraggio.
    Io rispondo che se era tutto ok non serviva preferivo stare in un letto nella mia camera piuttosto che su di una poltrona l’importante è che fosse tutto ok.
    Lui continua ad affermare di si ma per pararsi il culo preferisce tenermi a dormire lì.
    Torno al monitoraggio e sto sempre peggio.
    Le 2 ostetriche mi somministrano altre 2 flebo per idratarmi senza consenso del medico di turno .
    La mia situazione è sempre peggio ,avverto un forte dolore al fianco destro così forte da levarmi il respiro.
    La mia bambina diventa sempre più bradicardica e con lei pure io.
    Le 2 ostetriche chiamano d’urgenza il dottore che fino a nemmeno un’ora prima affermava fosse “tutto ok.” In fretta mi levano la 3 flebo . E buttano tutto per non fare vedere che mi hanno semplicemente idratata.
    Io capisco che le cose si stanno mettendo male e che qualcosa non va ..chiamo il mio compagno e i miei genitori avvertendoli di venire alla svelta perché qualcosa non va..
    Arrivano , il mio compagno entra da me..
    il ginecologo si arrabbia sempre di più con le ostetriche al punto da sentirli litigare fuori dalla mia stanza e dire che “non bisogna dire proprio tutto tutto ai pazienti.. se no poi ” .. se no poi arrivano i parenti..lascia sottintendere.
    Io sto sempre peggio si fanno le 6 del mattino ..
    Arrivano tutti di corsa compreso il primario che senza chiedermi come stavo mi dice che mi devono portare via per farmi un cesareo d’urgenza .
    Io mi spavento e inizio a piangere. Tremo..
    Chiedo se è necessario e , incazzato, il primario mi risponde urlando “signora , preferisce che la mettiamo in incubatrice la bambina o che le facciamo l’autopsia?.” Io mi pietrifico.
    Sto malissimo .. E lui ..lui ha solo contribuito a farmi venire un attacco di panico.
    Mi mettono il catetare e mi portano via in fretta così in fretta che non ricordo nemmeno se ho salutato il mio compagno.
    Arrivo in sala operatoria non riesco a parlare tremo fortissimo e continuo a piangere quasi in silenzio ripeto solo “oddio”.. nient’altro.
    Mi deridono.. dicono di smetterla. Mi chiedono di smettere di tremare per potermi fare la spinale,
    ma non ci riesco. Non dipende da me..
    Me la fanno mentre ho spasmi fortissimi. È stato terribile.
    Inizio a non sentire la parte bassa del mio corpo e continuo a piangere.
    Mettono un telo , inconsciamente riesco a dire 2 sillabe “almeno cucitemi bene” non so il perché di quella frase. Non sapevo più a cosa pensare.
    Immediatamente dopo quella frase sento la voce di una donna ma non la vedo per via del telo , che mi chiede che lavoro faccio.. io ingenuamente trovo la forza di rispondere stavo per dire che facevo la commessa in un negozio di abbigliamento da uomo elegante, quando vengo interrotta dalla stessa.. che mi sovrasta con la sua voce squillante e piena di sé..dicendomi “non fai mica la pornostar”.
    Io rimango muta non dico niente.
    Tutti ridono..
    Io penso solo che non fa ridere.. mi sono sentita così piccola… Continuavo a piangere avevo paura.
    Paura di tutto e si sono presi gioco di me. Pensando , invece che rassicurarmi a fare battute e frasi infelici.
    Continuo a piangere in silenzio. Non parlo più.
    Sento tutto,penso . Ovvio il dolore no.
    Ma sento tutto.
    Io sto sempre peggio ho un dolore così forte alla spalla e al lato destro che non riesco quasi a respirare.
    Lo dico ..
    Alle 6.53 del mattino tirano fuori la mia piccola Cloe con un bel pianto.
    Me la fanno vedere di striscio.
    Riesco solo a realizzare che è piccolissima.
    Continuo a piangere e a ripetere che è piccola .
    La portano via, chiedo come sta?.. non mi dicono niente .
    Chiedo quanto pesa quanto è grande se il suo papà è con lei.
    Nessuno mi degna di una risposta. Solo l’anestesista che mi dice che non lo sa.
    Io sto malissimo loro frugano dentro di me per capire cos’ho ed io sento tutto.
    Sento che mi tirano che mettono le loro mani dappertutto dentro le costole..
    Non sento dolore.. ma sento.
    Percio piango e continuo a sentire tutto.
    Finiscono ..e mi portano via .
    Ho continuato ad avere spasmi così forti da saltare 1 palmo dal letto e ha piangere per le successive 4 ore.
    ..Non do la colpa a nessuno del fatto che purtroppo non ho potuto fare un bel parto con il mio compagno come avevo immaginato per tutta la gravidanza.
    Ma incolpo chi si è preso gioco di me in un momento così delicato . Chi ha sottovalutato la situazione, portandomi a un punto di non ritorno!
    Facendo si che le cose si aggravassero, che io e la mia bambina rischiassimo la vita.
    Incolpo chi non si è interessato del malessere mio e di mia figlia, per arrivare poi a fare tutto di fretta.. così di fretta da tagliare con il bisturi sulla tempia la mia bambina.
    Chi voleva fare in fretta, finire.
    Chi invece di una parola gentile mi ha umiliata.
    Chi mi ha fatta sentire inadeguata prima e dopo il parto.
    Chi non mi ha aiutata a stare meglio.
    Chi non ha saputo ascoltare le mie paure.
    Chi non mi ha preparata prima psicologicamente ad un intervento che sarebbe sicuramente servito.
    Chi per suoi motivi personali.. ha preferito che la situazione diventasse…”o facciamo cosi, o facciamo l’autopsia.
    Con tutti loro me la prendo.
    Non sono preparati. I dottori dovrebbero esserlo di più. Principalmente dal punto di vista umano.
    Veniamo lasciate a noi stesse in un momento così importante .. sotto ogni punto di vista .
    Dovrebbe essere il giorno più bello della nostra vita, ma può diventare anche il più brutto.
    Non veniamo aiutate e sostenute , ne prima ne dopo soprattutto.
    Con tutto questo me la prendo.

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  7. sono costernata e dispiaciuta che donne abbiamo senza empatia fatto tutto questo. A te giovane o non giovane mamma, va tutto il mio augurio perchè la nascita della tua, sicuramente meravigliosa , bambina ti aiuti a dimenticare..

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  8. Sono un’infermiera ormai in pensione, ho lavorato otto anni in ostetricia e sala parto. Ho provato dolore leggendo questa storia, come donna e come operatrice. Chiedo scusa per il comportamento delle mie ” colleghe”, non mi riconosco, per me la sala parto è il luogo dove avvenivano miracoli. È un vero miracolo la vita ma è anche un miracolo quello che riescono a fare molti operatori. Ho amato il mio lavoro ed ho sempre fatto tutto col cuore anche se ero in giornata no. Spero che un’esperienza così si possa contare sulle dita di una mano. Auguro a quella donna che la vita le riservi tante cose belle da poter dimenticare quanto le è accaduto.

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  9. Denunciare con carta e penna, quindi nero su bianco, non a voce, alla direzione dell’ospedale…….. altre non devono subire così. E le dottoresse, se possiamo chiamarle in questo modo, non la devono passare liscia. PENSA CHE TRAUMA PSICOLOGICO.

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  10. Compassione senza fine.
    Mi permetto di riportare che c’è un reato ben preciso: reato di “violenza ostetrica”. E’ stato formalizzato perché evidentemente di casi simili ce ne sono molti. Denuncia queste persone. Puoi evitare che altre mamme subiscano quello che hai subito tu. Rimanere in silenzio è continuare a essere una vittima stretta da quelle cinghie…

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  11. Questa estate.. avrei dovuto dare alla luce la mia piccola, la data presunta era 15-7-2019.
    La gravidanza nonostante i primi 4 mesi iniziali accompagnati da nausee crampi e dissenteria.. Poi è andata alla grande.
    Ero un leone , ho affrontato un trasloco e sentivo di poter fare tutto. Per far sì che la nostra casa fosse pronta in tempo per la nascita della mia bambina.
    Ma purtroppo il 9-6-2019 cado…
    Era sera e stavo uscendo a portare fuori il cane per una passeggiata.
    Una caduta stupida.. sono scivolata da un gradino molto basso e mi sono seduta sul sedere.
    Un po lo spavento un po l’ansia un po la botta ,anche se non grande ,ma quasi tutta la notte ho avuto un forte mal di schiena.. il giorno seguente stavo benissimo.
    Ma verso le 11 del mattino iniziano le contrazioni fortissime.. sempre più forti e sempre più vicine.
    Chiamiamo l’ambulanza avevo le contrazioni ogni 5 minuti fino ad arrivare ad ogni 2 minuti. Vanno così forti che all’arrivo in ospedale ci schiantiamo contro un muretto che quasi ci ribaltiamo con tutta l’ambulanza.
    “Adesso partorisco qui”.. penso.
    Mi portano al monitoraggio .. sono dilatata di 2 cm con le contrazioni molto forti la bambina sta bene.
    Sono indecisi se ricoverarmi, alla fine decidono di si.
    Passano 2 giorni con le contrazioni .
    Io sono di 35 settimane , sperano che la mia bambina rimanga ancora dentro se no sarebbe nata prematura.
    Iniziano a somministrarmi tramite punture il bentelan per sviluppare completamente i polmoni alla mia piccola nel caso nascesse in anticipo.
    Purtroppo quella stessa notte verso mezzanotte inizio ad avere delle contrazioni forti.
    Mi fanno scendere al monitoraggio.
    E da li parte l’inferno.. io inizio a stare sempre più male e la mia bambina era sofferente .
    Le ostetriche di turno quella notte mi fanno una flebo.. sali minerali.. semplicemente per idratarmi .
    Chiamano il ginecologo di turno.
    Era svogliato e molto scontroso.. inizia a litigare con le ostetriche che “non dovevano farmi agitare inutilmente” si rivolge a me chiedendomi se “a bere ce la faccio” .. rispondo di sì ,dolorante..
    Allora scocciato dice che la flebo la devono immediatamente levare che non serve a nulla e che devo bere da una bottiglia se ho sete..
    Non capisco …
    Lui continua a discutere con le ostetriche fuori dalla camera.
    Mi porta a fare un’ecografia.. l’immagine di mia figlia che spinge con tutte le sue forze con la testolina mi rimane impressa negli occhi.. ma lui continua a dire che è tutto ok che non ci sono rotture del sacco che sta bene e non c’è motivo di allarmarsi. Che le ostetriche si sono comportate male perciò che “se non ci dormo la notte” allora mi avrebbe tenuta a dormire al monitoraggio.
    Io rispondo che se era tutto ok non serviva preferivo stare in un letto nella mia camera piuttosto che su di una poltrona l’importante è che fosse tutto ok.
    Lui continua ad affermare di si ma per pararsi il culo preferisce tenermi a dormire lì.
    Torno al monitoraggio e sto sempre peggio.
    Le 2 ostetriche mi somministrano altre 2 flebo per idratarmi senza consenso del medico di turno .
    La mia situazione è sempre peggio ,avverto un forte dolore al fianco destro così forte da levarmi il respiro.
    La mia bambina diventa sempre più bradicardica e con lei pure io.
    Le 2 ostetriche chiamano d’urgenza il dottore che fino a nemmeno un’ora prima affermava fosse “tutto ok.” In fretta mi levano la 3 flebo . E buttano tutto per non fare vedere che mi hanno semplicemente idratata.
    Io capisco che le cose si stanno mettendo male e che qualcosa non va ..chiamo il mio compagno e i miei genitori avvertendoli di venire alla svelta perché qualcosa non va..
    Arrivano , il mio compagno entra da me..
    il ginecologo si arrabbia sempre di più con le ostetriche al punto da sentirli litigare fuori dalla mia stanza e dire che “non bisogna dire proprio tutto tutto ai pazienti.. se no poi ” .. se no poi arrivano i parenti..lascia sottintendere.
    Io sto sempre peggio si fanno le 6 del mattino ..
    Arrivano tutti di corsa compreso il primario che senza chiedermi come stavo mi dice che mi devono portare via per farmi un cesareo d’urgenza .
    Io mi spavento e inizio a piangere. Tremo..
    Chiedo se è necessario e , incazzato, il primario mi risponde urlando “signora , preferisce che la mettiamo in incubatrice la bambina o che le facciamo l’autopsia?.” Io mi pietrifico.
    Sto malissimo .. E lui ..lui ha solo contribuito a farmi venire un attacco di panico.
    Mi mettono il catetare e mi portano via in fretta così in fretta che non ricordo nemmeno se ho salutato il mio compagno.
    Arrivo in sala operatoria non riesco a parlare tremo fortissimo e continuo a piangere quasi in silenzio ripeto solo “oddio”.. nient’altro.
    Mi deridono.. dicono di smetterla. Mi chiedono di smettere di tremare per potermi fare la spinale,
    ma non ci riesco. Non dipende da me..
    Me la fanno mentre ho spasmi fortissimi. È stato terribile.
    Inizio a non sentire la parte bassa del mio corpo e continuo a piangere.
    Mettono un telo , inconsciamente riesco a dire 2 sillabe “almeno cucitemi bene” non so il perché di quella frase. Non sapevo più a cosa pensare.
    Immediatamente dopo quella frase sento la voce di una donna ma non la vedo per via del telo , che mi chiede che lavoro faccio.. io ingenuamente trovo la forza di rispondere stavo per dire che facevo la commessa in un negozio di abbigliamento da uomo elegante, quando vengo interrotta dalla stessa.. che mi sovrasta con la sua voce squillante e piena di sé..dicendomi “non fai mica la pornostar”.
    Io rimango muta non dico niente.
    Tutti ridono..
    Io penso solo che non fa ridere.. mi sono sentita così piccola… Continuavo a piangere avevo paura.
    Paura di tutto e si sono presi gioco di me. Pensando , invece che rassicurarmi a fare battute e frasi infelici.
    Continuo a piangere in silenzio. Non parlo più.
    Sento tutto,penso . Ovvio il dolore no.
    Ma sento tutto.
    Io sto sempre peggio ho un dolore così forte alla spalla e al lato destro che non riesco quasi a respirare.
    Lo dico ..
    Alle 6.53 del mattino tirano fuori la mia piccola Cloe con un bel pianto.
    Me la fanno vedere di striscio.
    Riesco solo a realizzare che è piccolissima.
    Continuo a piangere e a ripetere che è piccola .
    La portano via, chiedo come sta?.. non mi dicono niente .
    Chiedo quanto pesa quanto è grande se il suo papà è con lei.
    Nessuno mi degna di una risposta. Solo l’anestesista che mi dice che non lo sa.
    Io sto malissimo loro frugano dentro di me per capire cos’ho ed io sento tutto.
    Sento che mi tirano che mettono le loro mani dappertutto dentro le costole..
    Non sento dolore.. ma sento.
    Percio piango e continuo a sentire tutto.
    Finiscono ..e mi portano via .
    Ho continuato ad avere spasmi così forti da saltare 1 palmo dal letto e ha piangere per le successive 4 ore.
    ..Non do la colpa a nessuno del fatto che purtroppo non ho potuto fare un bel parto con il mio compagno come avevo immaginato per tutta la gravidanza.
    Ma incolpo chi si è preso gioco di me in un momento così delicato . Chi ha sottovalutato la situazione, portandomi a un punto di non ritorno!
    Facendo si che le cose si aggravassero, che io e la mia bambina rischiassimo la vita.
    Incolpo chi non si è interessato del malessere mio e di mia figlia, per arrivare poi a fare tutto di fretta.. così di fretta da tagliare con il bisturi sulla tempia la mia bambina.
    Chi voleva fare in fretta, finire.
    Chi invece di una parola gentile mi ha umiliata.
    Chi mi ha fatta sentire inadeguata prima e dopo il parto.
    Chi non mi ha aiutata a stare meglio.
    Chi non ha saputo ascoltare le mie paure.
    Chi non mi ha preparata prima psicologicamente ad un intervento che sarebbe sicuramente servito.
    Chi per suoi motivi personali.. ha preferito che la situazione diventasse…”o facciamo cosi, o facciamo l’autopsia.
    Con tutti loro me la prendo.
    Non sono preparati. I dottori dovrebbero esserlo di più. Principalmente dal punto di vista umano.
    Veniamo lasciate a noi stesse in un momento così importante .. sotto ogni punto di vista .
    Dovrebbe essere il giorno più bello della nostra vita, ma può diventare anche il più brutto.
    Non veniamo aiutate e sostenute , ne prima ne dopo soprattutto.
    Con tutto questo me la prendo.

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  12. La sofferenza quando arriva da una malattia non la puoi programmare, ne evitarla purtroppo, ma la sofferenza causata da esseri umani che dovrebbero alleviarla e accompagnare nel migliore dei modi un qualsiasi ” viaggio” all’interno di un ospedale o clinica, bhe quello si! Mi auguro che il tuo dolore psicologico, morale e fisico sia stato in parte annullato dalla gioia della tua piccola,ma mi auguro anche che tu prenda il coraggio di denunciare quella cattiveria gratuita, della quale sei stata protagonista.

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  13. Mi è capitata praticamente a stessa cosa all’ospedale di chiaro due mesi fa, è stato orribile..
    Oltretutto anche nei giorni seguenti mi sono sentita dare della madre snaturata dalle donne del reparto nido dicendomi che secondo loro non sarei dovuta andare a casa perché avrei potuto malmenare mia figlia, me ne sono state dette di ogni ed oltretutto mi è stata fatta un’episiotomia senza permesso e prima che l’anestesia facesse effetto quindi ho sentito i muscoli, la carne e la pelle tagliarsi mentre loro, quei maledetti mi dicevano che se la bambina non respirava era colpa mia che non mi muovevo mentre io spingevo con tutta me stessa, per non parlare della manovra, un dolore atroce… I punti poi, mi hanno cucita talmente stretta che quasi sembra mi abbiano infibulata, due mesi di inferno, continuo dolore, i punti talmente tesi che si sono spaccati pochi giorni dopo ed ancora adesso ho quello interni che non fanno altro che farmi male perché non si sono riassorbiti e non li vogliono togliere, per non parlare del fatto che non mi sono ripulita bene dalla placenta e ne sto perdendo ancora e per non parlare poi del fatto che ho preso un’infezione sempre a causa loro, ma è tutto normale no?

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  14. Mi spiace molto per ciò che hai vissuto e il tuo racconto mi riempie di rabbia e vergogna.
    Un’esperienza terribile, violenta, umiliante che non auguro a nessuna e avendo avuto due bimbi so bene com’é quel senso di fragilità, certo io sono stata più fortunata, ma immagino bene le emozioni, il momento.
    Credo però, è non so se l’hai fatto, che queste “dottoresse” vadano denunciate o comunque segnalate, perché così forse, alla prossima mamma si rivolgeranno diversamente.

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  15. https://www.facebook.com/groups/1310661415760938/ #violenzaosterica #cesareo #disturboposttraumaticodastress #partonaturale La maggior parte dei disturbi psicologici subiti dalle donne durante il parto senza aver subito danni anatomo/funzionali sono facilmente riconducibili al Disturbo Post Traumatico da Stress (DPTS)… forma non riconosciuta di danno confusa ad arte con la depressione post partum che è tut’altra cosa …. e di cui nessuno vuol tenere conto. In questo articolo, di cui riporto alcuni passi, si affronta la differenza tra depressione post partum e disturbo post traumatico da stress.
    “Bydlowsky e Duval furono i primi a descrivere nel 1978 una “nevrose traumatique post obstetricale” lavorando con donne che avevano avuto un parto traumatico e successivamente lamentavano ansia, intrusività del ricordo dellanascita, incubi e altre manifestazioni, che verranno considerate, negli anni successivi, sintomatologia del DPTS. J.Reynolds, già nel 1986, asserisce che il parto può provocare l’insorgere del DPTS e che la scelta di avere successivi cesarei programmati è l’esempio di comportamento di evitamento; egli chiama questo fenomeno “esperienza di nascita traumatica”
    “… In genere i sintomi più caratteristici de l DPTS sono le strategie di evitamento che si sviluppano dopo il parto, quali il “rifiuto sessuale” e un’intensa “paura di affrontare successivi parti”. ..”
    “…Un altro esempio di condotta di evitamento è il fermo tentativo di non passare più per l’esperienza del parto vaginale. Molte donne richiedono di partorire con taglio cesareo pianificato più per l’esperienza del parto vaginale….”
    “…Questa situazione interferisce con l’instaurarsi di un legame d’attaccamento positivo tra la madre e il neonato, basato sull’empatia e sulla ricettività emotiva materna, a garanzia di uno sviluppo armonico e funzionale della diade e dell’equilibrio psicofisico neonatale….” https://www.acp.it/wp-content/uploads/Quaderni-acp-2009_164.pdf?fbclid=IwAR0K9GH_IUF7sE2MCcH7k9qyrbCKpbLch9wCyojUL8pHRLHu-fssk_6ry-8#page=19

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  16. Bella storiella, raccontata bene… In quella sala operatoria però ci vorrei essere stata perché questo è il tuo punto di vista ma avrei voluto vedere se realmente le cose sono andate così! Se non avete la forza di partorire senza lagnarvi come farete a essere madri, ma cosa credevi di andare dentro e di avere lo stesso disagio che togliere un neo? Non sopportate il dolore, comandate voi i medici, la bambina è nata sana e tu invece ti sei lacerata perché non hai fatto fare il proprio lavoro ai medici presenti.
    Scusa di che ti lamenti? Se invece di mettere bocca per nulla seguiste le indicazioni che vi danno e lasciaste fare il proprio lavoro a chi compete non ci sarebbe tutto sto circo che hai descritto.
    Mi spiace ma di donne che si lamentano per niente come te ne ho viste anche troppe.
    Partorire fa schifo, fa male ed è la cosa più faticosa del mondo. La gioia di avere un bambino non è in sala parto ma dopo il parto, mettetevi in testa questo e tornate a contatto con la realtà.
    Guardate meno soap opera o commedie rosa dove vi fanno credere agli unicorni e fate le donne Cristo santo!!!
    Siete troppo sensibili per un esperienza del genere? Allora non fate figli!!!!

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  17. Corato 25 08 15 anche io una violenza, ad un certo punto del parto decido so scendere dal lettino per provare l espulsione in piedi per trovare un minomo di sollievo ma perdo le forza e cerco di aggrapparmi invilontariamemte al braccio della dottoressa il quale mi rimprovera scostandosi e dicendomi molto seccatamente che non avrei dovuto farlo perché lei era una dottoressa e non una semplice infermiera….poi stanca decide di chiamare mio marito per farmi partorire perché lei non sapeva più cosa fare per aiutarmi…cosa che non ha mai fatto in qui 20 minuti che è stata in quella stanza…. la gentile dottoressa ci tengo a dirle che era di Barletta.

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  18. Questo racconto ricorda tanto il giorno in cui è nata la mia bambina. Era Luglio come lo era per la ragazza del racconto. Un giorno di Luglio che non dimenticherò mai, per sollievo nel sapere che mia figlia stava bene, ma soprattutto per la brutalità di alcune persone dell’equipe ospedaliera. Tutta la mia solidarietà alla donna del racconto.

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  19. Il sopra riportato racconto, senza firma, dimostra che un gruppo di lavoro dello stesso sesso è più pericoloso di gruppo formato da donne e uomini. Spesso le donne diventano crudeli come certi bambini tra loro. Il sesso gentile reclama, sempre a voce sempre più alta, le quote rosa senza pensare quanta fatica deve fare alle urne per votare la propria rappresentante. Nel caso in specie se non fosse stato un gruppo di donne, forse, non sarebbero arrivate a svolgere un lavoro privo di passione, distante dalla normalità e tanto vicino all’indifferenza..!

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  20. Anche io ho partorito a Barletta. Due volte. Due esperienze diverse.
    Primo parto: Apertura manuale del parti, Manovra di Kristeller, Lacerazione, Spremitura manuale.
    Secondo parto: Episiotomia, Spremitura manuale. Ma mio figlio è nato sano e in pace.
    Non mi sento violentata, anzi! Hanno tutti fatto il loro lavoro e li apprezzo per questo. Non metto in dubbio che sia sgradevole la scena della dottoressa con l’orologio ma sicuramente un turno di una ginecologa tra visite, urgenze e sala parto non è lo stesso di una traduttrice o di un cameriere. Credo però che le sue parole sulla giornata di merda non fossero riferite a te nello specifico.
    Un consiglio: take It easy e goditi tua figlia.

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  21. Perché anonima….tanto fanno sempre così…alla mia prima gravidanza mi hanno messo almeno 65 punti….mi hanno tagliato per episiotomia con il rasoio per depilare….
    Tanto è inutile fare denuncia….i dottori tra di loro non si accuseranno mai…
    Vedere il caso eclatante alla ospedale di Pescara dove per un errore medico hanno tolto rene esempio destro al paziente ( POI MORTO) ed al cadavere mancava altro rene…dopo tre quattro mesi si è ritrovato un rene non compatibile con il rene del paziente….

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  22. Sono un neonatologo e lavoro in sala parto. Anzi ho smesso, proprio perché difronte a persone che considerano medici e manovre come massaggiatori orientali e trattamenti rilassanti non si può più combattere. Non è possibile doversi rivolgere a avvocati ogni volta che uno fa il suo lavoro… E addirittura anche quelle volte in cui, grazie al cielo, tutto va per il verso giusto.
    Sono stato VIOLENTATO anche io… Dal mio dentista, dal mio maestro di tennis, dal mio salumiere che mi ha fettato il salame un mm più spesso di come lo volevo. Per piacere, emigrate dall’ Italia, andate dove la sanità, il parto, le cure le ottenete PERSONALIZZATE con i fiori di Bach, il Lotus birth, la musica tecno o quella di Chopin in sala parto…. E PAGATE… PAGATE CARO… VI FA BENE… Vi ricorderete di quanto era bello non pagare e avere del personale professionale, pronto anche ad assecondare ogni vs esigenza, purché normale. Saluti e congratulazioni per la nascita di sua figlia

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  23. Io consegnerei questa lettera cosi com’è al direttore sanitario al ministro della salute e ad un giudice dei diritti umani. Le farei licenziare in tronco senza se e senza ma. Punto
    Mi dispiace e mi sono medesimato.
    Spero tanto che la gioia di sua figlia sia piu grande e sicuramente lo è di questa brutta storia.

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