Ti guardo crescere

Una riflessione di una mamma alle prese con le emozioni di una madre che guarda crescere la sua creatura!

Ci siamo.
Gennaio è il settembre dell’inverno, si riprende con la routine interrotta dalla e feste ma tutto sembra sia un nuovo inizio.

Per i nostri bambini riprendono la scuola, le attività sportive e anche quelle culturali.

Molto spesso in questi giorni mi sento dire:
“Mamma vai, ci vediamo dopo!” oppure “Mamma lascia, faccio da sola”.

Il tempo passa, ed Allegra giorno dopo giorno, diventa sempre piu’ indipendente.
Questo mi porta a chiedere: “Sono davvero pronta a vederla crescere?”
Al mio posto voi lo sareste? O avete già superato questa fase e vi siete già fatte questa domanda?

A volte vorrei che mia figlia mi dicesse ancora “Mamma, resta qui!”

Una riflessione di una mamma alle prese con le emozioni di una madre che guarda crescere la sua creatura!

Quando Allegra era più piccola, mi hanno accompagnata molti libri sul metodo Montessori che sposa la filosofia del “lascia il bambino far da solo”, ma come spesso accade la pratica e la teoria non combaciano, e ho scoperto che restare a guardare e stare un passo indietro, è dura!

Questo è ancora più vero quando i nostri figli diventano grandi, è come se il nostro status di “indispensabili” perdesse un pezzettino alla volta, giorno dopo giorno. 
C’è una linea sottile che divide il “lasciamo fare” da “intervengo”, il “resto vicino” da “osservo in disparte”.

Questa linea segna idealmente un confine che vede da un lato il ruolo genitoriale, e dall’altro l’indipendenza di nostro figlio.
Non sempre riusciamo a rispettare questo confine perché agire da genitore è più forte di noi!
Quando però riusciamo a vigilare da lontano, lasciando nostro figlio libero di muoversi nei vasti territori dell’indipendenza e dell’autodeterminazione, veniamo ripagati con la soddisfazione di vederlo crescere e con l’orgoglio che proviamo vedendolo capace di gestire determinate problematiche e situazioni in totale indipendenza.
Certo, non sentendoci più totalmente indispensabili potremmo essere malinconici o nostalgici, ma son sicura che ci sentiremo meglio non appena incroceremo il loro sorriso pieno di soddisfazione per avere  esplorato e conquistato un altro pezzetto del “mondo dei grandi”.

E voi, cosa ne pensate?
Dove vi collocate in tutto ciò?

Un abbraccio da mamma a mamma!
Silvia

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