“Io credo nel Rosa”, Io credo in tutti i colori: libertà di espressione ai nostri bimbi!

educazione dei propri figli nel rispetto dell'identità sessuale - omosessualità a scuola

Milano, Anno Domini 2019…almeno in teoria… e ora vi spiego perchè e cosa è successo alla scuola elementare di mio figlio.

Come ogni anno, tra novembre e dicembre, l’Associazione Genitori organizza le foto per il calendario annuale, dalla cui vendita si ricava un fondo cassa utile per i progetti scolastici. Quest’anno viene coinvolto un fotografo che gentilmente decide di dedicare una intera giornata e fotografare le nostre classi dalla prima elementare alla quinta per tutte le sezioni!

Il tema del calendario è l’arcobaleno e si decide di assegnare ad ogni classe un colore e tutti bimbi dovranno vestirsi di quel colore. Inizia quindi l’assegnazione, CASUALE, dei colori alle classi: bianco, rosso, viola, giallo, azzurro e … udite udite: ROSAAAAAAAAAAAAA!

Povero colore Rosa, non si capisce che male abbia fatto, ma qui è scattato il putiferio! I genitori della classe a cui era stato assegnato il rosa hanno iniziato ad esprimere in modo molto esplicito e “vigoroso” il loro dissenso per questa assegnazione.

Il motivo? Non si poteva chiedere ai maschietti di vestirsi di rosa……

Ora, capisco che non sia automatico che nel guardaroba di un bimbo maschio ci siano capi rosa (mio marito adora camicie e polo rosa ma evidentemente è una mosca bianca) ma nessuno aveva chiesto ai genitori di acquistare capi nuovi. Si poteva tranquillamente chiedere alle compagne di classe se avevano delle magliette da prestare oppure le rappresentanti si erano rese disponibili a “confezionare” dei capi in cartapesta del colore assegnato poco prima di fare la foto.

Ma anche a seguito di questa “delucidazione” le polemiche non si sono placate e lì si è capito che il problema era un altro: alcuni genitori di figli maschi non volevano che i propri bimbi indossassero dei vestiti color rosa.

E adesso fermiamoci un attimo a riflettere perchè secondo me questa cosa, così piccola ed insignificante, ha in realtà un peso enorme.
In primis dobbiamo domandarci: 

  1. Ma sono i nostri figli (maschi in questo caso) che NON vogliono indossare il color rosa?

    A. Se la risposta è no, vai al punto n.2
    B. Se la risposta è si, cerchiamo di capire il perché:

    #1 | Gli abbiamo insegnato noi genitori che il rosa è un colore da bambine? e se qui rispondiamo di sì allora il problema è sempre un altro, vai quindi avanti, sempre, al punto n.2;

    #2 | Semplicemente a loro non piace come colore? Possiamo tranquillamente spiegargli che è una iniziativa della scuola, che nella vita a volte bisogna rispettare delle richieste/regole imposte per un fine comune (in questo caso fare il calendario) e che quindi non ci sono problemi ad indossare una maglia rosa per 5 minuti per una foto e che poi avrebbero potuto mettersi nuovamente quella di SpiderMan blu e rossa.

  2. Siamo noi genitori che non vogliamo che indossino il rosa? 
    In questo caso il problema è più serio, concedetemelo. 

    È veramente possibile al giorno d’oggi avere ancora pregiudizi su un povero e banale colore? Ci rendiamo conto che ogni nostra parola, ogni nostro pensiero o reazione mostra ai nostri figli il loro “esempio per il futuro”? Veramente vogliamo crescerli con pregiudizi e “schemi mentali rigidi” già dall’età di 6 anni (se non prima)?

Beh questo piccolo episodio mi ha fatto pensare perché sinceramente mai avrei pensato che potesse rappresentare un problema una cosa simile e mi ha fatto capire che in effetti noi genitori abbiamo responsabilità enormi anche in questi piccoli gesti quotidiani.

Dobbiamo scegliere che genitori essere.

Io voglio essere un genitore che sì, impone paletti e regole, ma non vorrei mai essere un genitore che pone limiti alle libertà di espressione dei miei bimbi. Non vorrei mai “bloccarli” per miei pregiudizi. Non credo che la scelta di un colore, o di un gioco (bambole e cucina=bambine, macchinine e super eroi= maschietti), o di uno sport (danza=femmine; calcio=maschi) rientri nelle scelte su cui noi genitori dobbiamo intervenire.

Lasciamo i nostri figli liberi di esprimersi, non “pre-costruiamo” le loro idee. Permettiamo loro di esprimersi e di essere liberi (il che non vuol dire crescerli senza regole o senza il concetto di “giusto e sbagliato”, non sto invocando una politica di lassismo senza limiti).

Dobbiamo solo: scegliere che genitori essere.

Diletta

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