BAGAN NEL CUORE: VIAGGIO IN MYANMAR (BIRMANIA)

BAGAN NEL CUORE: VIAGGIO IN MYANMAR (BIRMANIA)

Se c’è una cosa che amo fare, oltre a viaggiare, è portarvi attraverso i miei racconti lnei miei viaggi; l’ultima “impresa” è stata a Bagan in Myanmar.

Bagan è il paese buddhista più religioso in termini di percentuale di monaci rispetto alla popolazione, ed è un luogo magico anche grazie ai suoi templi e pagode: pensate che ne contava oltre 10.000 su una superficie di quasi dieci chilometri quadrati, e il più grande terremoto del 1975 ne danneggiò moltissimi, lasciandone 2229. Nel 2016 inoltre, ci fu un altro grande terremoto e se ne persero altri 400, mentre molti altri furono fortemente danneggiati.

A causa della pericolosità degli stessi, nel 2019 ne sono stati chiusi molti, e questo è un vero peccato perché prima era possibile arrampicarvisi proprio per vedere alba e tramonto. Avete mai sentito parlare di “Climb a pagoda”? Significa proprio questo! Non esistono degli scalini, ma dall’esterno si tenta l’arrampicata a piedi nudi poiché è un luogo sacro, ed è per questo motivo che provandoci molte persone si sono fatte male: parti in muratura si sono staccate e qualcuno è morto cadendo da importanti altezze.
A fronte di tutto ciò, oggi non è più possibile arrampicarsi, ma incontrando dei locali potranno gentilmente accompagnarvi in posti sicuri per godere di viste mozzafiato.

BAGAN NEL CUORE: VIAGGIO IN MYANMAR (BIRMANIA)

Nel 2019 Bagan è stata inserita nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO e finalmente avverrà un restauro di quelle strutture che sono rimaste danneggiate: del resto sarebbe un vero peccato perdere questo patrimonio inestimabile!

Bagan non si gira a piedi, le distanze sono troppo grandi ed il sole e caldo è troppo forte, per questo il giusto compromesso è il noleggio di un motorino elettrico e … perdersi! Lo scooter elettrico noi lo abbiamo noleggiato presso l’hotel in cui alloggiavamo per 8000 kyat al giorno (si può andare in due e di solito non forniscono i caschi). All’inizio della permanenza il mio consiglio è di visitare le pagode e i templi più famosi, dopodiché non fate programmi perché quello che succederà inaspettatamente, vi sorprenderà!

Accettate l’invito dei ragazzi locali, vi porteranno a vedere albe e tramonti in punti in cui da soli non potrete arrivare: ci sono posti sperduti in cui il silenzio e il cinguettio degli uccelli vi regaleranno emozioni indimenticabili. In Myanmar servono solo le infradito e degli scialle per coprirsi dalla polvere e dal sole, nei templi potrete camminare solo scalzi, a piedi nudi, senza calze, per questo è più comodo avere ai piedi qualcosa da togliere e mettere velocemente e che si lavi senza problemi.

All’interno delle aree dei templi, che iniziano già dal cortile esterno, l’uomo deve coprire le gambe: noi abbiamo subito comprato il longyi (gonna tipica in versione maschile) e ci siamo piacevolmente adattati alle loro usanze. Ovviamente anche le donne devono avere le gambe coperte (quindi pantaloni, gonna lunga, o longyi (gonna tipica). Per le braccia, va bene entrare nei templi con la maglietta, sono invece vietate le canottiere e ricordatevi sempre la crema solare!

BAGAN NEL CUORE: VIAGGIO IN MYANMAR (BIRMANIA)

Lo spettacolo più grande della nostra permanenza a Bagan, durata tre giorni, è stato vedere l’alba con le mongolfiere: l’ultimo giorno abbiamo ritardato la partenza per avere un alba in più! Nonostante la stanchezza non vedevamo l’ora di alzarci alle cinque del mattino per andare ad ammirare l’alba sempre da un punto diverso. Ricordatevi che da aprile a settembre le mongolfiere non volano, quindi per non avere sorprese scegliete bene il periodo.

La nostra routine in quei giorni? Al mattino faceva freddo, così ben coperti e con torcia alla mano, eravamo pronti a salire nel luogo prescelto, nella pace e nel silenzio tra pagode e templi, aspettando il sorgere del sole.

Alle 5.45 il cielo iniziava a schiarirsi, poi arrivava l’aurora, le mongolfiere iniziavano a staccarsi da terra ognuna in un momento diverso, ed ognuna ad un proprio ritmo, danzano lentamente mentre il sole silenziosamente iniziava a farsi spazio; il vento le trasportava dolcemente, e noi da sotto non riuscivamo a capacitarci della dolcezza di quel momento! Quanta emozione! Un esercizio di lentezza disarmante, e quando il sole iniziava a fare capolino all’orizzonte, una luce arancione irradiava e scaldava i nostri visi e tutto intorno a noi.

Un’alba così è da vivere almeno una volta nella vita.

Se mai visiterete questa terra, mentre scorrazzerete a bordo del vostro motorino, vi capiterà di dovervi fermare ad un certo punto: Bagan va ammirata in silenzio, e vi verrà automatico restare in ascolto di tutto ciò che c’è attorno a voi. È così facile trovare pace! E vi assicuro che anche se di un altro culto, sale la curiosità di avvicinarsi alla loro religione, anche solo per un istante.

L’essenza di Bagan è proprio questa; non si può sfrecciare su queste strade fatte di sabbia, ed il motorino elettrico non fa più dei 30 km orari. Insomma, il mood è stupendo, la nostra testa ha tempo di riflettere e i nostri occhi ammirano quello che ci sta attorno: l’alba ti obbliga a fermarti, a rallentare. A lasciar andare.

Quando arriva il tramonto, le sagome dei templi improvvisamente si palesano all’orizzonte, prima una leggera nebbia ricopre tutta la piana e poi inizia sempre più a svanire, ed i templi prendono sempre più forma. La sera il cielo si infuoca, e una miriade di templi lentamente vengono inghiottiti dalla notte ed alcuni rimangono illuminati solo da fari. Quel buio profondo tra quelle mura, lascia comparire un cielo stellato immenso. L’attesa è la parte più bella di ogni avventura, di un viaggio, ma anche della vita.

Emanuela

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