“Ed è così che vorrei che ogni mamma sia più propensa all’informazione” : Latte Artificiale

Latte artificiale - L'esperienza di una mamma che non è riuscita ad allattare - importanza dell'informazione

Sono passati tre mesi dalla nascita della mia bambina.
Ricordo i primi giorni con una sensazione di inadeguatezza. Certo, l’attesa più lunga e più importante della mia vita, un turbinio di emozioni, la gioia che prevale sul dolore, ma le difficoltà delle prime settimane non si dimenticano.

Infermiera, dedita alla mia professione con grande passione e amore, non vedevo l’ora di iniziare a nutrire mia figlia con il latte che il mio corpo avrebbe prodotto. Di donare a lei l’unico vero alimento. 

Durante tutta la gravidanza avevo letto ricerche scientifiche sull’allattamento, chiesto consigli, non lo avevo mai considerato come una possibile difficoltà, o un altro problema da superare. Ma qualcosa non ha funzionato. Il parto traumatico, dicono. Il mio ipotiroidismo,suggeriscono. Chissà.

Solo io so delle notti intere passate con lei attaccata al seno, i suoi pianti, il peso che calava sempre di più, l’ipoglicemia.
A tutti rispondevo: “No, l’aggiunta non la voglio dare, è latte artificiale, non è quello che voglio per mia figlia“.
Ostetrica a casa. Richiesta incessante di aiuti. Spremitura manuale ore ed ore.

Così un giorno, esausta e demoralizzata, ho mandato mio marito a comprare la famosa “aggiunta”. Io non ne avevo il coraggio ma non avevo scelta: più spremevo e più il mio seno si sgonfiava.
Ho preparato il mio primo biberon sentendomi in colpa. E le lacrime hanno attraversato il mio viso.

I giorni passavano, la situazione non migliorava e così assieme al pediatra (le abbiamo provate tutte assieme), ho ceduto al latte artificiale e mi si è aperto un mondo. Le motivazioni di ogni donna possono essere diverse e vanno tutte rispettate, sono scelte intime e delicate. Si, forse mi sono arresa ma non volevo cadere nella trappola del “miglior latte artificiale”.

Latte artificiale - L'esperienza di una mamma che non è riuscita ad allattare - importanza dell'informazione

Vi siete mai fatte questa domanda? O meglio, vi hanno proposto una marca di latte artificiale definendola la migliore? Quante volte vi è capitato?

Troppo spesso. Ed invece, alla fine dei conti questa non esiste.
Davvero? Si, il latte artificiale 1 è un sostituto del miglior alimento per il neonato (il latte materno) e tutte le marche ne propongono diversi che sono tutti ripeto tutti, simili! Non esiste il migliore! Eppure dietro c’è un accaparrarsi, una lotta continua a chi fa colpo sul maggior numero di mamme smarrite e confuse. Chi ci aggiunge una vitamina x, chi un nuovo aroma, a seconda della richiesta di mercato.

Cosa ho fatto? Come ho scelto il latte che io ritenevo più giusto o più adatto a mia figlia?

Semplice, anche stavolta mi sono messa alla ricerca di risposte, ho letto documenti scientifici, alcune inchieste fatte da ALTRO CONSUMO e soprattutto, ho paragonato le etichette scoperto così tante, troppe cose.

Un esempio? I tanti decantati marchi di latte artificiale che oltre a costare un occhio, sono considerati da noi gente comune i migliori per i nostri bambini, hanno la stessa identica composizioni di altri marchi meno conosciuti e con un costo nettamente inferiore! Ho scoperto che anche il mio tanto amato pediatra, sostenitore indiscutibile dell’allattamento al seno, dopo aver sentito quale latte volevo dare a mia figlia mi ha bloccata specificando la marca migliore di latte che avrei dovuto darle.

Ma se la legge dice che non si può dire ad una mamma il marchio specifico del latte, allora perché ci ritroviamo quasi costrette a comprare solo una determinata gamma?!

Per non parlare degli accessori legati al consumo di latte artificiale, il biberon ad esempio. C’è chi ti propone quello con la membrana antireflusso, quello con la tettarella “uguale” al capezzolo del seno, quello con un materiale così naturale e morbido quasi a somigliarsi alla pelle umana. E noi povere mamme restiamo inermi davanti al “bla bla” dei commercianti, stanche e deluse, e naturalmente compriamo tutto quello che dicono sia la scelta migliore per il bambino.

Latte artificiale - L'esperienza di una mamma che non è riuscita ad allattare - importanza dell'informazione

Qualche giorno fa leggendo un articolo di un pediatra della rivista UPPA (che consiglio vivamente), scopro che il miglior biberon è quello che la mamma reputa più comodo e pratico soprattutto nella pulizia!

E allora invece di soffermarci su qual’è la scelta migliore, perché non iniziamo a spiegare alle giovani mamme qual’è la vera tecnica di pulizia dei vari accessori, com’è importante il lavaggio delle mani per evitare la trasmissione dei microrganismi, la procedura giusta per la preparazione del latte (che si sa non è mica sterile)?

Ci sarebbero tante cose da dire. Sono solo un’infermiera che cerca sempre di capire, di conoscere prima di fare una scelta e soprattutto, sono una mamma come tutte quante voi, sempre alla ricerca del meglio per mia figlia, anche attraverso gli errori, anche sbagliando.

Ed è così che vorrei che ogni mamma sia più propensa all’informazione. Leggete, care mamme. E condividete! 

Vi rimando ad un servizio di qualche giorno fa di Report: conferme ed altre conoscenze che hanno arricchito il mio sapere.

Nessuna di noi nasce mamma ma c’è quella cosa che si chiama istinto materno che fa grandi miracoli e che potrebbe sconvolgere anche voi stesse, quasi da non crederci. Noi sentiamo, in qualche modo noi sappiamo.

Un abbraccio,
Annarita

Annarita - @annaritadamb
Annarita
@annaritadamb

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