FIBROMIALGIA: DA MALATTIA “IMMAGINARIA” A SINDROME CRONICA INVALIDANTE

È così che ho deciso di iniziare questo mio articolo sulla fibromialgia, perché spesso i pazienti che si affidano a me mi riferiscono, oltre ai simtomi dolorosi, anche estrema stanchezza e rassegnazione nei confronti della malattia, proprio perché lenta da diagnosticare.
Questa “lentezza” ha portato per anni a considerare la fibromialgia piu una malattia d’interesse depressivo piuttosto che un reale disturbo cronico e doloroso.La fibromialgia ha una storia controversa: probabilmente esiste da millenni, ma per il mondo scientifico essa è davvero “giovanissima”, dal momento che è stata classificata dall’OMS come malattia con sintomi e caratteristiche autonome solo nel 1992, nella cosiddetta dichiarazione di Copenaghen.

Perché questo ritardo?
La ragione è legata alla specificità della sindrome, che “non si vede”.
La FM, infatti, prevalentemente “si sente”. Il paziente soffre, ma il suo corpo apparentemente non ne porta i segni, perché il suo male non induce infiammazione, non danneggia ossa, tendini, muscoli o altri tessuti e apparati, non progredisce in modo irreversibile fino all’immobilità o alla morte.

È, appunto, soprattutto una sindrome dolorosa cronica. Questo non significa che non sia stata a lungo studiata e analizzata, proprio per la sua “stranezza”.Il primo a riferire di curiosi “calli muscolari” (probabilmente piccoli edemi), catalogati poi come sintomi di una forma di “reumatismo articolare cronico”, fu il medico tedesco Robert Friedrich Froriep nel 1842. Successivamente, nel 1904, un medico inglese – William Richard Gowers – parlò di “fibrosite”, un termine che venne in seguito abbandonato perché ci si accorse che la dolorabilità dei tessuti molli non era associata a infiammazione.

Nel 1981 – finalmente – la malattia “misteriosa” trovò il suo nome: fibromialgia, appunto.
Ma come abbiamo visto, la strada per il pieno riconoscimento del suo “status” era ancora lunga. Ad oggi, in Italia, è partito l’iter per l’inserimento della FM nei LEA (livelli essenziali di assistenza), in quanto malattia cronica/rara. La strada, anche in questo caso, appare lunga, ma alcune regioni – ad esempio la regione autonoma della Sardegna – hanno già approvato normative specifiche per il riconoscimento dei diritti delle persone affette da fibromialgia al fine di garantire cure appropriate.

FIBROMIALGIA: CHE COS'È? SINTOMI, CURE E GUARIGIONE DEFINIZIONE 

La fibromialgia (FM) è una sindrome cronica e sistemica, il cui sintomo principale è rappresentato da forti e diffusi dolori all’apparato muscolo-scheletrico. Per tale ragione questa malattia, che colpisce una percentuale variabile tra l’1% e il 3% circa della popolazione mondiale (circa 2 milioni in Italia), soprattutto di sesso femminile, è catalogata come patologia reumatica di natura extrarticolare. Può essere confusa con l’artrite, ma a differenza di questa non produce infiammazione interna o danni alle articolazioni. Ciò perché la FM interessa il tessuto connettivo di tutto il corpo, in particolare quelle strutture che siano costituite da fibre: muscoli, tendini, nervi.

SINTOMI E DIAGNOSI

La fibromialgia è, come anticipato, una sindrome cronica dolorosa, ma la sofferenza fisica non è certo limitata a muscoli o tendini, dal momento che tutto l’apparato locomotore e le sue parti “molli” ne vengono colpite, e che le ripercussioni si hanno anche sotto il profilo cognitivo e neurologico.Vediamo tutti i disturbi primari e secondari collegati con la malattia:

  • dolori diffusi acuti e brucianti simili a trafitture, oppure dolore profondo e continuo, o un’alternanza di entrambe le forme di sofferenza per almeno tre mesi continuativi; le aree interessate sono tutti i quadranti del corpo;
  • dolore osseo che coinvolga almeno una delle seguenti aree dell’apparato scheletrico: vertebre cervicali, vertebre dorsali o lombo-sacrali, torace anteriore;
  • dolore alla palpazione in almeno 11 delle aree chiamate “tender points”, 18 punti situati in tutti i distretti del corpo secondo una mappatura che coincide con gli snodi energetici che vengono stimolati nell’agopuntura, dalla testa fino ai piedi. In genere la malattia “accende” i diversi tender points con andamento progressivo, iniziando da un quadrante per poi “illuminarli” tutti, o quasi;
  • crampi;
  • rigidità articolare al mattino;
  • gonfiore articolare di natura non infiammatoria;
  • fitte intercostali;
  • nevralgie (tra cui sciatica e trigemino);
  • senso di profonda spossatezza (stanchezza cronica); 
  • cefalee;
  • parestesie (sensazione di torpore o formicolio lungo gli arti); 
  • dolore mestruale (dismenorrea);
  • anomalie del sonno talvolta accompagnate dalla sindrome delle gambe senza riposo, un disturbo neurologico che si manifesta di notte con spasmi e necessità di muovere in continuazione le gambe, e da apnee notturne;
  • mastodinia (dolore al seno); 
  • sindrome dell’intestino irritabile;
  • cistite interstiziale (infiammazione della vescica di origine non infettiva) e in generale dolore durante la minzione (disuria);
  • dolore pelvico;
  • senso di stordimento, talvolta nausea o capogiri;
  • nebbia cognitiva. È così definito un sintomo della sindrome fibromialgica che interessa le capacità neurocognitive e che implica difficoltà di concentrazione, confusione mentale e deficit mnemonici;
  • depressione, non di rado collegata con l’impossibilità di comunicare il proprio malessere nella convinzione di non essere creduti. Purtroppo, di fatto, accade spesso che il malato di fibromialgia venga preso per ipocondriaco o “lagnoso”;
  • dolore temporo-mandibolare sovente scambiato per mal di denti;

Con un campionario di disturbi e di dolori così ampio e variegato, arrivare alla diagnosi di fibromialgia, che permette di accorpare tutti i sintomi sotto un unico denominatore comune, non è cosa automatica. Infatti inizialmente il paziente “soffre” senza capirne le ragioni, cercando di tamponare con farmaci sintomatici i vari malesseri, senza venirne mai a capo. Tuttavia, un sintomo così spiccato come un dolore cronico diffuso all’apparto locomotore – che perduri per almeno tre mesi aumentando di intensità – deve almeno far venire il sospetto al proprio medico.In questo caso si procederà per gradi, recandosi presso uno specialista reumatologo che per prima cosa effettuerà una palpazione dei tender points per verificarne la dolorabilità. Quest’analisi obiettiva è fondamentale per capire se siamo di fronte ad una sindrome fibromialgica, perché permette in un sol colpo di eliminare quasi tutte le altre cause possibili. Importante anche valutare lo stato di salute generale del paziente ed effettuare i test ematici per analizzare sia la composizione del sangue che rilevare la presenza di un eventuale fattore reumatoideo disfunzioni della tiroide. Una volta che si procede per eliminazione, e grazie alla tecnica dei tender points, è finalmente possibile giungere ad una diagnosi univoca di fibromialgia.

CAUSE E FATTORI DI RISCHIO

Le cause esatte che conducono allo sviluppo della FM non sono chiare, quello che si sa è che esistono diversi fattori predisponenti:

  • sesso femminile: l’essere donna costituisce senza dubbio il principale fattore di rischio;
  • familiarità: avere una o più persone ammalate di fibromialgia nella propria cerchia familiare “di sangue” aumenta la probabilità di ammalarsi a propria volte;
TERAPIA

Di fibromialgia non si guarisce, questa è la prima cosa da tenere presente a proposito di terapie. Chiarito questo, è però possibile gestire il dolore e tenere a bada i sintomi più invalidanti anche con una opportuna terapia farmacologica da concordare col medico .
Da fisioterapista il mio intervento è centrato maggiormente nel farvi conoscere cosa potete fare al di fuori della terapia farmacologica, perché il segreto è non fermarsi e sottomettersi al dolore.Le terapie per la FM devono necessariamente basarsi su un approccio globale, perché la malattia è talmente invalidante a causa del dolore cronico che produce, da necessitare di un intervento globale “tarato” sulla persona. Ecco che a seconda della gravità dei sintomi e delle caratteristiche di questi, che possono variare moltissimo da soggetto a soggetto, si testeranno i seguenti trattamenti:

  • Massaggi: la manipolazione professionale dei muscoli e dei tessuti molli è in grado di alleviare il dolore e rilassare il corpo, nonché di ridurre i livelli di ansia e combattere la depressione;
  • Fisioterapia: attraverso opportuni;
  • Esercizi posturali e di stretching, si contrastano i sintomi dolorosi e si fortifica il corpo migliorando sia l’elasticità di muscoli e scheletro che l’equilibrio. Particolarmente benefica è la fisioterapia in acqua;
  • Blanda attivita aerobica;

Nella vita di ogni giorno, è poi possibile alleviare il dolore e stare meglio seguendo alcune regole comportamentali che si trasformino in una routine quotidiana, tra cui fare una lista di pochi impegni giornalieri e rispettarla evitando accumuli e stress eccessivi, fare attività motoria ogni giorno, anche dolce, come una bella camminata di mezz’ora.Compatibilmente con il proprio stato di salute, si può incrementare l’attività fisica gradualmente.È inoltre importante dare un ritmo regolare ai propri impegni quotidiani, in modo da non fare troppi sforzi tutti in una volta.Curare l’igiene del sonno e, se necessario, assumere blandi sedativi naturali (ad esempio a base di valeriana).Fondamentale seguire una dieta bilanciata e sana, evitando di mangiare troppo nei singoli pasti.Imparare a delegare e chiedere il supporto di familiari, amici e colleghi di lavoro, far riferimento ad associazioni di pazienti fibromialgici ed, eventualmente, entrare in gruppi di mutuo auto-aiuto.

Ricordatevi di seguire le indicazioni del vostro medico di fiducia e praticate gli esercizi di riabilitazione, e cercate di mantenere un’attitudine positiva, perché questo influenzerà il vostro pensiero! 
Un aiuto valido per attratte della sana positività, può trovare riscontro nel ritagliarsi del tempo per curare i propri hobby, etrascorrere più tempo possibile nella natura.

Resto a disposizione privatamente per qualsiasi chiarimento circa quanto scritto sopra, nella speranza di esservi stata d’aiuto! 

Un abbraccio,
Valentina

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.