ADOZIONE: LA TANTO ATTESA CHIAMATA DELLA VITA

ADOZIONE: LA TANTO ATTESA CHIAMATA DELLA VITA

“Aspettatevi l’inaspettato, credete nell’incredibile e
raggiungerete l’irraggiungibile.”

L’adozione è un percorso diverso per ogni coppia, più o meno lungo, con più o meno intoppi, ma con un “finale” infinitamente bello.
Uso le virgolette perché per noi è un nuovo inizio e non un punto di arrivo, è il principio di una meravigliosa avventura, è la rinascita della nostra famiglia.
Era venerdì, un venerdì speciale, San Valentino; da lì a poche ore sarebbe stata per noi una giornata indimenticabile, la giornata della tanto attesa e sognata “chiamata”.
Erano giorni di progetti: in programma un piccolo viaggio per il nostro quarto anniversario di matrimonio, e invece, a nostra insaputa, era in arrivo il dono più grande che potessimo desiderare!
Ho girato mesi con il telefonino in tasca invano, invano perché la tanto attesa chiamata dal Tribunale io non l’ho sentita, e quando ho visto il prefisso di quel numero mi è preso un colpo al cuore!
Ho richiamato subito ma la linea era occupata, non vi dico i miei mille pensieri, la mia mano tremante ha ritentato più volte ma senza esito positivo. Ho chiamato mio marito, una, due, tre volte, ma anche lui era occupato, e in quel momento ho capito tutto e ho aspettato che mi richiamasse.
Pochi minuti, squilla il telefono: è lui!Rispondo e gli dico: ”Ti prego, dimmi che ti hanno chiamato!”.
In men che non si dica avevo un giorno e un orario, il lunedì successivo avremmo avuto un incontro.
Non ho capito più nulla, sono scoppiata in lacrime, lacrime liberatorie, quelle che spesso ho trattenuto in questi mesi e anni.
Era arrivato il nostro momento, tanto atteso quanto inaspettato!
Quel giorno la mia testa è andata in vacanza e il mio cuore scoppiato di gioia.
Non ci credevamo molto, pochi giorni e sarebbero stati “solo” due anni, secondo gli standard per la Nazionale era anche presto, tutto sommato!
Eppure ci avevano chiamato.
E’ stato un lungo weekend, fatto di tanti castelli in aria ma soprattutto di piedi per terra, volevamo evitare eventuali delusioni.
Abbiamo cercato di mantenere il segreto anche con parenti e amici fino a quando poi quel lunedì è diventato tutto reale.
Al mattino, eravamo tra l’emozionato e l’agitato, tanti i timori e le paure.
Arrivati in anticipo, abbiamo aspettato di essere ricevuti in udienza, e quando siamo usciti non eravamo più gli stessi che erano entrati un’ora e mezzo prima.
Non ci è stata fatta vedere nessuna foto, non sapevamo nemmeno il suo nome, ce l’hanno descritto come un bimbo meraviglioso e noi ci siamo follemente innamorati di lui a prescindere.
Da subito abbiamo entrambi sentito che non poteva che essere lui nostro figlio, molte coincidenze ci legavano già.
La prima tra tutte, il giorno della sua nascita noi eravamo in quella che sarebbe stata la sua cameretta per liberarla e metterci solo un paio di peluches!
I nostri occhi lucidi parlavano chiaro, avevamo appena detto il secondo Sì più importante della nostra vita.
Ci siamo stretti in un grande abbraccio, non curanti del posto in cui eravamo, ma la nostra felicità era palpabile.
Il colloquio era andato bene, ma da come avevamo capito avrebbero valutato anche altre coppie e quindi la conferma dell’eventuale abbinamento sarebbe arrivata solo dopo qualche giorno.
Tornati a casa, abbiamo dovuto mantenere ancora i piedi per terra, ma ammetto che se non fosse andata bene non l’avrei vissuta serenamente; dopo aver saputo tutto del piccolino sarebbe stato faticoso non pensare più a lui!
Con la convinzione di dover stare sulle spine per giorni, già pensavamo a come avremmo potuto resistere, quando dopo qualche ora è arrivata la più bella conferma, eravamo diventati mamma e papà!

Mamma e Papà, quel giorno ce lo siamo detti e ridetti tantissime volte.
E’ stato tutto così veloce, ma le emozioni uniche che abbiamo provato rimarranno ben impresse nella nostra mente e nel nostro cuore.
Difficile descriverle, ci sentivamo diversi e con tanta nuova energia, il nostro unico pensiero andava al nostro principino.
La voglia di conoscerlo e di stringerlo forte a noi ora era tanta.
Quel giorno sia a pranzo che a cena non abbiamo quasi toccato cibo, lo stomaco si era chiuso, eravamo già partiti per il viaggio più bello. Nel pomeriggio abbiamo comunicato la notizia a chi ci è stato sempre vicino, tanto che alla sera avevamo i telefoni infuocati!
La notte prima non avevo chiuso occhio, e anche quella notte prometteva occhi sbarrati! avevo paura di svegliarmi da questo bel sogno, mio marito dice che ero già entrata nel mood di mamma!

Dopo tre interminabili giorni abbiamo finalmente conosciuto nostro figlio, ma di questo ve ne parlerò la prossima volta!

Possa questa mia esperienza essere di supporto a chi, come noi, sta intraprendendo con forza e pazienza il percorso delle adozioni

A presto,
Vanessa

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