DONNE IN STEM: AZZURRA SMERILLI

DONNE IN STEM: AZZURRA SMERILLI

1. A che età hai iniziato ad avere un interesse verso il mondo della scienza? 

Colloco il mio amore per la scienza e in particolare per tutto ciò che riguarda il mondo delle piante, fin dalla tenera età.
Ricordo ancora quando per la prima volta vedi la germinazione delle lenticchie: per me fu una vera e proprio magia vedere come in pochi giorni, quei semini così piccoli e inermi, potessero far nascere delle vere e proprie piantine con il solo aiuto di un pezzettino di cotone.

Piantare semini diventò la mia passione, prendermi cura di loro, vederli crescere e diventare delle vere e proprie piantine.
Ricordo ancora la prima volta che aprii il mio primo bacello di fagioli della mia pianta, una soddisfazione indescrivibile.

2. A chi ti sei ispirata / chi ti ha spinto verso questo mondo? C’è qualche personaggio della scienza che ammiri particolarmente?

La mia mamma ha sempre detto di vedere in me “un bel rapporto con la terra”, ma se devo pensare alla persona che più in assoluto mi ha aiutata a capire questa mia predisposizione fu senz’altro il mio professore di scienze delle superiori.

Le sue lezioni mi interessavano al tal punto che per me non era nemmeno necessario studiare a casa. Tutto ciò che diceva io lo memorizzavo senza alcuna difficoltà.

3. Quali sfide – se ne hai incontrate – hai dovuto superare nella tua carriera lavorativa come “Women in STEM”?

Partendo dal presupposto che non sono ancora riuscita a trovare un lavoro nel ramo scientifico, nella mia carriera scolastica ho senza dubbio incontrato molte difficoltà nel poter intraprendere liberamente il mio percorso scientifico.

Iniziando dalla scelta sbagliata del liceo, al mio poco coraggio di cambiare, al mancato appoggio da parte dei miei genitori, sono riuscita a intraprendere il mio percorso di studi solamente dopo essermi diplomata al liceo linguistico e aver lavorato per un paio di anni nell’ambito della ristorazione con mio padre.

Quando finalmente decisi di abbracciare la mia passione e iscrivermi al corso di Scienze e teconologie agarie all’università di Padova, per me fu come un coronamento di un sogno. Finalmente stavo facendo quello che amavo.

4. C’è stato un evento particolarmente significativo nella sua carriera che ti ha portato verso il successo o che ti ha fatto sentire fiera di te stessa?

Senza ombra di dubbio il fatto di essermi finalmente decisa a intraprendere gli studi universitari nel ramo agrario è stato il gran passo che mi ha reso fiera di me stessa.

La cosa che più mi ha dato soddisfazione però, è stata quando sono riuscita a superare i test di ammissione senza debiti e studiando solo con gli appunti del mio caro insegnate delle superiori. Pensate che ne fui cosi entusiasta da tornare nella mia vecchia scuola superiore per raccontarglielo di persona.

5. Quali sono per te i valori fondamentali sia nella tua vita professionale che personale? 

Credo che il valore fondamentale sia credere in se stesse, anche quando il resto del mondo ti fa sentire inadatta o fuori luogo. Seguire ciò che si sente dentro, le proprie passioni o semplicemente quella che senti essere la strada giusta per te è essenziale per sentirsi davvero realizzate.

6. Secondo te, ci sono ancora ostacoli che rendono difficile alle donne di far parte del mondo del lavoro nel campo scientifico (prettamente di stampo maschile) e di avere successo?

Nel mio caso l’ostacolo più grande sono stata proprio io stessa.

Vedere che il percorso di studi che volevo intraprendere era a predominanza maschile mi ha limitato a tal punto da bloccarmi completamente e prendere delle decisioni che io consideravo “socialmente più accettabili” per una donna. Per fortuna crescendo la mia visione è cambiata a tal punto che ad oggi considero questa mia scelta universitaria come un vero e proprio punto di forza perchè mi ha confermato che so quello che voglio davvero.

7. Come riesci a bilanciare lavoro e vita privata?

Nell’estate del terzo anno rimasi incinta della mia prima figlia e dovetti lasciai gli studi. Oggi Karen ha quasi 7 anni ed una sorellina ma io sogno ancora di terminare il mio percorso di studi e intraprendere anche una professione nel campo.

Non demordo, resta ancora nei miei piani.

8. Cosa ti piacerebbe cambiare nel mondo STEM affinché diventi più inclusivo?

Probabilmente il pubblicizzare di più e studiare più figure femminili nel ramo scientifico a scuola, potrebbe far sentire le donne, le ragazze o le bambine che vogliono intraprendere quel percorso, meno sole. 

Non devono sentirsi delle mosche bianche: la storia è costellata di donne di successo nel ramo scientifico che è giusto vengano studiate e commemorate ogni giorno sui banchi di scuola.

9. Nel tuo attuale posto di lavoro senti di essere valorizzata abbastanza? Se sì, in che modo? Se no, perché?

Come ho già detto, il mio lavoro non appartiene al ramo scientifico ma logistico e quello che posso dire, è che anche qui le discriminazioni (anche se non palesate) ci sono.

Personalmente non mi sento valorizzata perchè spesso i miei bisogni e le mie esigenze da donna e soprattutto da mamma, vengono completamente ignorate. Sono convinta infatti, che potrei lavorare molto meglio e in modo più produttivo se alcune mie necessità fossero prese in considerazione. Le figure di responsabilità sono tutte in carico a uomini e le donne, per quanto abbiano le stesse capacità, per questioni di esigenze familiari sono messe, a mio avviso, su un altro livello. 

Di base credo che quello che manchi nel mondo del lavoro in generale per noi donne sia IL GIUSTO EQUILIBRIO tra vita lavorativa e familiare.
Se a noi donne, non solo mamme, ci fosse concesso di poter lavorare senza dover trascurare per forza la nostra vita personale, i nostri figli, sarebbe un giovamento sia per la realizzazione in ambito lavorativo della donna, sia per l’azienda stessa. Per non parlare dell’aspetto emotivo, della serenità di noi donne e di tutto il nostro nucleo familiare.

10. Quale messaggio ti piacerebbe lanciare alle future generazioni per invogliarle a seguire i propri sogni professionali nonostante i mille ostacoli messi dalla società? 

Il mio messaggio è quello di perseverare, di non arrendersi, se non vi sentite valorizzate, se non vi sentite capite.
Se state facendo qualcosa che sentite non essere giusto per voi, continuate a cercare, non abbiate paure di cambiare, non arrendetevi ad una situazione lavorativa che non vi sta bene o che non si adatta alle vostre esigenze.

E lo stesso avviso lo voglio dare anche agli uomini.

Se tutti quanti, uomini e donne, cominciassimo a chiedere e pretendere gli stessi diritti, queste inegualianze e differenze di genere verrebbero da meno in modo naturale e spontaneo.

Il mondo del lavoro deve cambiare, il lavoro deve essere fatto per permettere alle persone, uomini o donne che siano, di lavorare serenamente e soprattutto, di potersi realizzare sia nel mondo lavorativo che in quello extra-lavorativo.

Azzurra
(30 anni, Vicenza)

Azzurra- @a__v__s__
Azzurra
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