Siate orgogliosi delle vostre origini

Siate orgogliosi delle vostre origini

“Brutta Magrebina che non sei altro!”
“Voi Francesi siete tutti arroganti e maleducati”. 
“E noi siamo più bravi al livello artistico e gastronomico”.

Ma di che cosa si tratta? Semplice competizione infantile tra culture, o di una vera e propria discriminazione? Entrambi i casi!

Di origine tunisina, fierissima delle mie tradizioni (i miei genitori sono sbarcati in Francia all’inizio degli anni 70), sono nata e cresciuta in Francia dove ho vissuto fino al 2007 per poi trasferirmi in Sardegna dove vivo serenamente tutt’ora. Quindi di discriminazioni razziali, ne ho sentite di ogni genere, anche durante la mia infanzia. I magrebini erano categorizzati, parcheggiati in quartieri e considerati come la classe più bassa della società negli anni ’70-’80.   

La discriminazione subita è diventata la mia forza!
Ma perché classificare una persona in tale o tale categoria? Pensare che sia inferiore perché di origine etnica diversa dalla nostra?
Vi dico una cosa: ne ho fatto la mia forza! Ho sempre voluto dimostrare che potevo diventare qualcuno, che non ero inferiore a nessuno. Ero fiera delle mie origini (a casa si parlava arabo e i miei genitori mantenevano le tradizioni – tutto questo integrando la cultura francese). Da bambina mi sono sempre prefissata come obiettivo di essere la migliore. Ero la prima della classe fino ai miei 11 anni (l’orgoglio di mio papà sbarcato una quindicina prima in Francia e diventato operaio in una manifattura di prodotti latticini). 

Essere orgogliosi delle proprie origini.

Una sera rientrando dal lavoro, chiesi ai miei bambini com’era andata a scuola, com’era andata la loro giornata e se avevano imparato qualcosa di nuovo; Purtroppo la risposta di Nayla quella sera era diversa, spenta, era scomparso l’entusiasmo per tutte le scoperte della 1^ elementare che dimostrava solitamente.Quindi avviai una conversazione più approfondita con lei per capire da dove provenisse questa tristezza.E lì fu un colpo nello stomaco: mi raccontò piangendo di essersi sentita dire: “Non sei nient’altro che una strana e brutta francese con un nome orrendo e strano!”.
“Con la tua mamma parlate francese e siete soltanto delle cattive, brutte francesi!”. E per finire: “Non siete come noi italiani”.Mi sembrò di tornare negli anni ’80, lì, nel cortile della scuola: “Brutta araba, mangi con le tue mani sporche, torna nel tuo paese, qui non è casa tua…”

Nayla mi ha semplicemente risposto “Perché non mi hai dato un nome italiano come tutti gli altri?”

Non mi verrebbe in mente di dare la colpa ai bambini che ripetono sicuramente quello che hanno potuto sentire dagli adulti.Non mi avventurerò a spiegare in questo articolo che cosa spinge una persona a discriminarne un’altra. 

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Articolo 3 della Costituzione Italiana.

Quanto però, vorrei che fosse applicato da tutti. 
Comunque, è la seconda volta che dicono a Nayla che il suo nome è strano. È successo in ospedale quando è stata ricoverata in seguito ad una crisi d’epilessia (circostanze abbastanza delicate per una bimba di 3 anni che non capisce perché è ricoverata). Entra un’infermiera pediatrica per la medicazione e le dice: “Ah, sei tu la bambina col nome STRANO!”. Avrebbe potuto evitare. 

Siate orgogliosi delle vostre origini

Come gestire e spiegare tutta questa discriminazione ai bambini?

La discriminazione di ogni genere è una brutta bestia che sembra difficile sradicare del tutto. Ho cercato di consolare Nayla, di rassicurarla, senza giudicare il comportamento del bambino che l’ha insultata (mi sono sempre promessa di non giudicare gli altri bambini – voglio instaurare un principio di tolleranza e gentilezza qualunque cosa accada). Le mie parole e consigli per il presente e per il futuro sono stati questi:

  • Sii orgogliosa delle tue origini. Sei francese, tunisina, italiana. Che bellezza! Sei ricca culturalmente.
  • Il tuo nome in arabo significa “dono” e “otterrai tutto ciò che desideri”. Ma che grandezza!• Sai che puoi parlare agli altri bambini delle tue tradizioni e del tuo paese (tra Francia e Tunisia).
  • Parli italiano, Francese, e anche un po’ di arabo con i nonni. E’ bello parlare diverse lingue!
  • Non sei diversa né inferiore rispetto a nessuno. Non lasciare mai che qualcuno te lo faccia pensare! 

Finalmente ero riuscita a rasserenarla: adesso era felice di avere un nome così bello e pieno di significato.
“Sii fiera del tuo nome. Sii fiera di te stessa sempre e comunque”, non sono concetti facili da spiegare ad una bambina di sei anni.
Ma spero con tutto il cuore che non subirà per tutta la sua infanzia e per il futuro, ciò che ho subito io a mia volta, anche se io con tutto questio mio pesante bagaglio mi sono poi fortificata.

Sono orgogliosa di me stessa, delle mie tradizioni, della mia cultura. Fiera di essere diventata manager in un hotel 5 stelle, di vivere serenamente la mia vita accogliendo positivamente qualsiasi giudizio, e di trasmettere tutto ciò ai miei figli. Positività e tolleranza qualunque cosa accada!

Lamia

 

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