Crescere con la musica

Crescere con la musica

Il valore della musica in gravidanza e la sua importanza nella crescita dei nostri piccoli

“Non si deve insegnare la musica ai bambini per farli diventare musicisti di fama mondiale, ma perché imparino ad ascoltare e, di conseguenza, ad essere ascoltati.”

(C. Abbado)

Fin dal concepimento i nostri piccoli sono immersi da suoni che provengo dal nostro corpo, dalla nostra voce. Durante i mesi della gravidanza, fra il 5° e 6° mese, reagiscono agli stimoli sonori, imparano a conoscere la nostra voce, quella del loro papà e di alcuni suoni, rumori che piano piano diventeranno sempre più famigliari. Dopo la nascita ritrovano gli stessi suoni e, prima di arrivare a capirne il significato, ne apprezzano la musicalità.

Da sempre studiosi di tutto il mondo sono incuriositi da questo fatto che ha quasi del magico, del surreale. È stato dimostrato che i bambini nell’utero sperimentano un incremento dell’attività cerebrale durante l’ascolto di musica classica. Un’altra ricerca europea del 2013 ha verificato inoltre che la musica ha un effetto a lungo termine sul cervello del bambino se esposto all’ascolto di questa durante la gravidanza. I primi ricordi del bambino risalgono ai momenti precedenti alla nascita e restano impressi nella memoria fino all’età di quattro mesi. Molti ricercatori credono che la musica sia importante persino nella costruzione della base emotiva dei bambini e che li aiuti ad acquisire un senso di fiducia in se stessi, oltre a rafforzare l’autostima.

Quante volte abbiamo letto articoli, siti web in cui viene consigliato l’ascolto della musica già durante le gravidanza? Ormai tutti siamo a conoscenza di quanto la musica abbia un potere benefico sui nostri piccoli. Oggi sono qui proprio per parlarvi di questo, per parlarvi di ciò che ho osservato e osservo quotidianamente in relazione alla crescita della mia bimba. Durante i nove mesi in cui Aurora è rimasta accoccolata nel mio pancione io e il suo papà le abbiamo fatto ascoltare musica di ogni tipo. A casa nostra la musica non manca mai, mio marito è musicista per passione e da qui capirete già molte cose.

Anche io amo da sempre la musica, ma viverla a stretto contatto con una persona che respira di sola musica, ti fa percepire la sua vera essenza. Così, un po’ per gioco, un po’ per curiosità abbiamo “costruito” una prima memoria musicale alla nostra piccola, ignari di ciò che sarebbe accaduto nei mesi successivi.

Crescere con la musica

Dopo la nascita di Aurora abbiamo notato subito delle prime reazioni in relazione all’ascolto di musica. Ricordo ancora i primi mesi, i balletti improvvisati con lei accollata tra le nostre braccia, i suoi occhioni sgranati quando le cantavo una canzone o quando il suo papà le suonava una ninna nanna (rockettara). A calmarla erano sempre le stesse canzoni, le stesse canzoni con cui aveva familiarizzato durante quei nove mesi. Inizialmente pensavamo fosse casualità ma più i mesi si susseguivano, più Aurora cresceva e più questo legame con la musica si intensificava.

Crescere con una papà musicista è un’esperienza unica ed io che come un’ innamorata spettatrice li osservo da 15 mesi non posso che confermarlo. Li osservo mentre insieme sperimentano suoni forti e suoni più deboli; li osservo mentre Aurora con le sue manine cicciotte imita il suo papà sfiorando le corde della chitarra o battendole forte sul tamburo soddisfatta. Li osservo mentre lei lo guarda suonare con attenzione, battendo le manine e muovendo la testa. Li osservo mentre senza dire una parola entrano in completa simbiosi, nel loro mondo fatto di suoni e emozioni. Grazie alla musica ho visto crescere sempre più il legame tra Aurora e il suo papà.

Quando racconto l’aneddoto che segue la maggior parte delle persone rimane stupita e incredula. Aurora ancora oggi si addormenta e rilassa solo ed esclusivamente con le canzoni che ascoltava quando era nella mia pancia. Prima di andare a dormire, la sera, mio marito avvia la loro playlist speciale (Benedetti siano i “the Lumineers” e le loro canzoni!), lei ovunque si trovi appena percepisce le prime note, corre da lui con il suo fare da paperina spalancando le braccia e lasciandosi cullare con le stesse identiche canzoni con cui la cullavo nel mio pancione.

Crescere con la musica

La musica ha dunque una funzione importantissima in ambito affettivo- relazionale e l’esposizione precoce alla musica permette di apprendere il linguaggio musicale in maniera naturale, così come avviene con il linguaggio parlato ma è anche uno stimolo allo sviluppo di molte capacità tra cui: lo sviluppo del pensiero creativo e della consapevolezza; lo sviluppo cognitivo. L’empatia e il rafforzamento del legame mamma/ papà e bambino; l’ascolto di sé e degli altri

Nel corso del primo anno di vita inoltre i bambini:

  • sono sensibili ai suoni e alla musica
  • distinguono le voci familiari e si tranquillizzano ascoltando la vocedella madre
  • individuano il luogo di provenienza dei suoni
  • manifestano interesse per gli oggetti che producono suono
  • riconoscono e mostrano preferenze per i canti e i brani musicaliascoltati
  • producono vocalizzazioni e lallazioni che amano ripetere soprattuttoquando dialogano con un adulto
  • colgono le diverse espressioni della voce
  • fanno i primi tentativi di canto
  • si muovono al ritmo della musica
  • percuotono oggetti per produrre suoni
  • imitano e grazie all’imitazione si approcciano alla sperimentazionedegli strumenti musicaliPer accrescere tutte queste capacità già innate nei nostri piccoli, ci sono dei piccoli accorgimenti quotidiani che possiamo mettere in atto:
  1. CESTINO MUSICALE: una delle proposte che può essere adatta fin daquando, tra i cinque e gli otto mesi d’età, i bambini imparano a stare seduti, è il famoso cestino dei tesori, declinato in chiave sonoro/ musicale. Il cestino dei tesori, inventato dalla psicopedagogista Elinor Goldschmied, è un cestino pieno di oggetti della vita quotidiana da toccare, mettere in bocca, scuotere, guardare, attivando così tutti i sensi. Il Cestino dei Tesori offre al bambino la possibilità di agire in uno spazio esclusivo con gli oggetti del mondo reale capaci di catturare la sua attenzione e dei quali può fare esperienza attraverso i sensi. All’interno, possiamo predisporre oggetti sonori, come ad esempio: maracas, nacchere, bastoncini per la pioggia, legnetti, campanelli, sonagli (oppure oggetti del quotidiano: coperchi marmellate, cucchiai, tubi di cartone, sacchettini riempiti di materiali differenti ecc.).
  2. GIOCHI CON LA VOCE: cantare, mimare canzoni, filastrocche attraverso i gesti delle mani e del viso, ballare e muoversi a
  3. tempo di musica rafforzano il legame tra noi e i nostri piccoli e creano una sensazione di benessere e armonia rendendo fertile il terreno per un futuro ruolo della musica.
  4. FARE MUSICA CON IL CORPO: tutto il nostro corpo è coinvolto dal suono (e quindi dalla musica) e al suono risponde con un altro suono, come un vero e proprio strumento musicale. Per questo è utile la percezione corporea attraverso giochi e stimolazioni corpo-musica. Suoni rilassanti, energici, non importa quale musica prediligiamo, basta abituare il nostro copro a seguirne i movimenti, le vibrazioni. Per farlo possiamo dedicare dei momenti con i nostri piccoli che possono essere di svariata entità: massaggi sui piedini, giochi sensoriali con stoffe che facciamo oscillare su di loro muovendoci insieme alla musica; e poi ballare, saltare, rotolare.
  5. VIVERE MOMENTI DI SILENZIO: viviamo in una società caotica, rumorosa. Abituiamo i nostri bimbi al silenzio, alle pause silenziose. Spegniamo tv, utilizziamo toni di voce pacati. Questo gli permetterà di divenire ascoltatori attenti piuttosto che uditori passivi.
Crescere con la musica

Abbiamo tutti bisogno di nutrirci di musica, grandi e piccoli, perciò perché non farlo insieme? Spegniamo la TV e lasciamo che la musica riempia la nostra casa, balliamo con i nostri bimbi, cantiamo, sperimentiamo, non abbiamo timore di metterci in gioco, loro ci guarderanno sempre con occhi colmi di curiosità e orecchie pronte a percepire ogni nuovo suono.

Grazie per l’attenzione mamas, buon divertimento con i vostri piccoli e come direbbero mio marito e Aurora “Stay Rock”!

Valentina

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