Lui ama me, ma non mio figlio

Lui ama me, ma non mio figlio

“Se fossimo in macchina assieme tutti e tre, io, tu e tuo figlio e succedesse un incidente (toccando ferro), salverei prima te.
Se fosse nostro figlio, invece, proverei a salvare entrambi.”

Queste sono le parole del mio nuovo compagno, e io non riesco a farmele andare giù.
Dopo la separazione con il padre di mio figlio, mi ritrovo a vivere una relazione in cui mi sento amata come non mai.
Mio figlio ha cinque anni, e per sua sfortuna da me ha ereditato un carattere non proprio semplice: sa essere tanto dolce quanto insopportabile, mi scontro spesso con lui pur di tenergli testa, cosa che non avviene con suo padre, nonché il mio ex, che fa di tutto per accontentarlo e cede per sfinimento.

Dicono che indietro non si guarda mai nemmeno per prendere la rincorsa, quindi non starò qui a raccotarvi della nostra separazione, ma di quanto io finalmente mi senta una donna amata, di quanto io sia felice di avere al mio fianco un uomo che mi fa ridere, che mi ascolta! Non pensavo tutto ciò potesse esistere, quasi troppo bello per essere vero se non fosse per un inghippo: mio figlio.

Che difetti può avere un bambino di cinque anni? Qualche lato caratteriale in evoluzione? Di certo non è un bambino da appartamento, adora la motocross e le attenzioni continue, cambia idea spesso e volentieri ed è così furbo da capire i punti deboli delle persone per ottenere ciò che vuole.

Al mio nuovo compagno tutto questo non va giù.
Mio figlio proprio non gli va giù. Mi dice che sono schiava di lui e che io pur di non sentirlo piangere assecondo le sue pretese.
Per lui che non è il padre e non è genitore sono pretese, per me invece sono richieste.

Tra loro il distacco è palpabile, e la cosa si sta facendo così pesante che spesso vorrei porre fine a questa relazione che mi porta dalle stelle alle stalle: cosa mi trattiene, vi chiederete? Sono quasi certa di sapere cosa lui provi per me, e no, non sono pronta a rinunciare a questo amore.
Vivo nella speranza che le cose possano assestarsi, che gli equilibri si appianino, e che prima o poi imparerà a volere bene a mio figlio.

E se questo non dovesse accadere?
Come posso io scegliere?
Non è facile per me essere obiettiva, perché c’è troppo cuore in questa storia e non capisco davvero più se è mio figlio ad essere “sbagliato” o se c’è un adulto egoista dall’altra parte che mi vorrebbe solo per se, e che non sa mettersi nei panni di un bambino.

Non cerco consensi, cerco confronto.
Se ci fosse qualcuna tra voi che ha vissuto o sta vivendo qualcosa di molto simile, ecco, vorrei sapere il vostro pensiero.
Vorrei leggere risposte a questa mia richiesta di aiuto, vorrei parere, suggerimenti, consigli.
Spassionati e senza giudizio.
Vorrei empatia da parte vostra, e sensibilità nel comprendere che mi trovo così in difficoltà che nascondermi dietro all’anonimato di una community possa aiutarmi a vedere le cose con più chiarezza.

Ora ditemi semplicemente, che fareste voi al posto mio?

Racconti senza firma

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.