Le Avventure semiserie di una Beauty Stylist ai tempi del Covid!

le avventure semiserie di una beauty stylist ai tempi del covid@

Inizierei con una premessa: da sempre io sono quella delle liste, dei bullet journal, degli schemi e di conseguenza la mia vita era sempre molto ben programmata…. ERA per l’appunto…. prima dell’emergenza Covid19!

La giornata si divideva in due scomparti: 

  • FAMIGLIA – Due bambine di 9 e 4 anni, un gatto strabico, il marito da poco studente universitario, i miei mille +1 hobbies;
  • LAVORO – Consulente di bellezza presso il salone, corsi d’aggiornamento imperdibili, tanta passione e un super\mega\arci trasloco (e senza titolare nei paraggi). 

Tutto liscio, no?! 

Mi ricordo che la prima settimana di marzo sarebbe stata l’ultima nella vecchia sede, avremmo chiuso per 4 giorni e riaperto nel super\mega\arci salone nuovo. Mi ricordo anche la confusione di notizie che ricevevamo perciò guardavo con apprensione tutti i canali ufficiali come salute.gov, ansa.it per capire come adattarci alla nuova situazione in modo da poter svolgere al meglio il nostro lavoro. 

Ovviamente maniaca delle regole e leggermente apprensiva (ma poco poco eh) come sono già da A.C (ante covid) sono stata più che lieta di imbracciare l’Amuchina e nuclearizzare ogni postazione usata dalle clienti. 

È stato snervante, mi sentivo una responsabilità addosso pari ad un macigno e nessuno di noi era stato ancora educato alle norme che ad oggi, ci guidano nella nuova quotidianità. 

Ho accolto con gioia infinita i giorni di trasloco che sono stati a dir poco impegnativi. 

Poi l’annuncio: lockdown fino a data da destinarsi.
Ed ecco che ancora una volta ho dovuto rivoluzionare la mia vita!

Da programmatrice incallita quale sono, la mia priorità era creare assolutamente una nuova routine per le mie bimbe in modo da poter aiutare anche mio marito,  esordiente lavorante “smart-worker”. Che dire, trattenere due bambine rinchiuse 24 ore su 24, 7 giorni su 7, non è stata un’impresa da poco e ringrazio ancora il cielo di aver avuto a disposizione un pezzo di giardino dove poterle far sfogare il più possibile! 

Ho collaborato con il team di maestre di mia figlia Viola e le ringrazio dal profondo del cuore per la loro disponibilità, la loro comprensione e il loro sostegno. Hanno aiutato noi genitori nel difficile compito dell’insegnamento, un lavoro che non ho scelto ma che mi sono ritrovata a svolgere. 

Immancabili sono state le videochiamate a tutta la mia grande famiglia e alle mie amiche, delle chiacchierate pazzesche! 

E come l’aperitivo della settimana o la ciliegina sulla torta, c’erano le videochiamate su Messenger del Salone. Non abbiamo mai smesso di parlare tra di noi, di aggiornarci tramite i nostri teachers o pianificare comunicazioni.

La quarantena non ha fermato il nostro lavoro: abbiamo creato una lista d’attesa, tenuto aggiornati i clienti su iniziative e consigli tramite i social, fatto consulenze telefoniche. Il telefono di Cinzia (la titolare) era surriscaldato da quante telefonate riceveva e ammetto che ad un certo punto ho addirittura temuto per la sua salute mentale ma nonostante questo, la soddisfazione e l’affetto che abbiamo ricevuto da parte delle nostre clienti è stato impagabile. La frase più frequente era “tose mi mancate” (tose nel nostro dialetto veneto equivale a ragazze) e per me era un pensiero struggente perchè sapevo che non era solo la nostra tecnica o la nostra bravura quello che cercavano, bensì la nostra empatia. 

E finalmente dopo infinite date lanciate a caso, abbiamo visto la luce in fondo al tunnel dotata addirittura di linee guida. Linee guida differenti in ogni regione. 

Ci sono state regioni che hanno adottato strategie molto restrittive piuttosto di altre e con quelle impiegate dalla Regione Veneto, non ho nulla di cui lamentarmi. Per seguirle al meglio ci ha aiutato moltissimo il responsabile per parrucchieri ed estetisti della Confartigianato di Vicenza che con la sua immensa pazienza, ha risposto a tutte le domande in modo chiaro ed esaustivo. Mooolta pazienza. 

Essendo il nostro un “Salone Certificato” molte delle regole richieste già le attuavamo ma se c’è una cosa a cui ho davvero faticato ad adattarmi è senza alcun dubbio LA MASCHERINA!

Lavorare tutto il giorno con una mascherina che non mi toglieva il fiato mi ha causato i primi giorni fortissimi mal di testa! Ma il bello dell’essere umano è il sapersi adattare e così abbiamo fatto tutti. 

Le prime due settimane sono state caotiche con importanti lavori tecnici.
Quello che abbiamo svolto non è stato un lavoro di routine, ma progetti interi da rifare: ricoprire ricrescite di 3 mesi dove i pigmenti erano spariti, rimediare a tinte fatte in casa (senza il nostro consulto), tagli di capelli inesistenti o, ahimè, esperimenti da Edward Mani di Forbice. 

Subito avevo paura di affrontare tutto questo, ma mi è bastata una cosa per ricredermi: ho osservato le persone. 
Se infatti quando entravano in negozio le vedevo spente e con sguardi della serie “ti prego, salvami tu”, una volta appoggiata la spazzola e messo via il phone, ecco che per magia il loro sguardo si trasformava! Erano Luminose, felici e talmente soddisfatte che il loro stato d’animo ci ha donato una nuova energia e nuova determinazione! 

Questo periodo ha segnato tutti. Mi ritengo molto fortunata sapendo che le persone che ho care stiano bene. 

Quello che mi ha insegnato è stato rivalutare la mia quotidianità.
Sembrerà banale ma questo periodo di non libertà mi ha insegnato ad assaporare le cose che amo di nuovo come se fosse la prima volta.  Andare nella mia libreria del cuore, la Libreria Palazzo Roberti, scegliere le penne glitterose a La Bassanese, assaggiare Sushi (mamma come mi manca), mangiare la pallina di “Bacio” seduta alla panchina della gelateria, andare al cinema con la mia famiglia o i miei amici… Tutte esperienze che mi hanno stare bene e che oggi apprezzo ancora di più.

Ora Mamas, vorrei salutarvi con un passo di Murakami tratto dal libro “Kafka sulla spiaggia”, un piccolo pensiero che negli anni mi ha dato sempre tanto conforto: 

«Poi, quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo.
Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero.

Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato» 

Elisa

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