Tra Social e Società

Sono nata sotto il segno dei gemelli e mi sono laureata in comunicazione.
A 17 anni ho iniziato usando mySpace è da lì non mi sono più fermata.
Ho sempre subito fortemente il fascino di tutto quello che è l’ambiente comunicativo.
Il circolo mass-mediatico, l’evoluzione dei mezzi di diffusione e propaganda. sono sempre stati argomenti che hanno fatto parte della mia vita.

Non vi nego che diventando mamma di due gemelli in maniera totalmente inaspettata, una volta superato il leggero trauma che è stata la notizia in se per se, ho pensato in un certo momento di sfruttare la mia passione e i miei studi e dedicarmi a questo mondo.
Ma la cosa che mi ha sempre incuriosito e quanto molto spesso si sottovaluti il tempo e le energie da spendere per un’attività del genere.
Sono una persona che tendenzialmente non sopporta fare una cosa “tanto per farla”.

Attenzione non sono una perfezionista ma semplicemente credo che esistano individui che sanno fare un po’ di tutto non al meglio, e io preferisco quelle che fanno poco ma ci riescono bene.

Insomma in breve tempo mi sono resa conto che la mia vita da mamma. Collegata al mio lavoro e ai miei impegni quotidiani non mi permetteva in maniera sufficiente di dedicarmi quanto avrei voluto a creare dei contenuti interessanti dal punto di vista social o comunque web in generale (sinonimo).

Ero affascinata da questi profili online pieni di mamme o donne con dolci o ricette meravigliose, con tutorial quotidiani di fitness e cibi sani annessi, con viaggi in posti da sogno e foto bellissime, insomma con tanto da raccontare e mi chiedevo come facessero perché io tra le ore in negozio, quelle coi bimbi, quelle a riassettare una casa perennemente devastata e quelle poche rimaste per dormire e ricominciare da capo proprio non ce la facevo.

Volevo ma non riuscivo ad avere un risultato soddisfacente.

Insomma, anche se già lo sapevo, ho capito con concretezza sperimentandolo su me stessa che l’attività social o il mondo online in generale sono un vero è proprio lavoro. E come tale hanno bisogno di tempo, energie e dedizione.
L’aspetto voyeristico del web rappresenta una sorta di affermazione della propria individualità ormai e ci ritroviamo sempre più spesso a cercare il riconoscimento dagli altri.Voler essere come i modelli che vediamo ci spinge a cercare una collocazione al nostro io.
È naturale e ormai è quasi un processo meccanico. Avviene senza intenzione quasi.

Personalmente ho dovuto fare accettazione del fatto che io, pur con delle capacità e del potenziale, non potessi essere un influencer o una blogger in nessun modo perché non avevo assolutamente il tempo e gli strumenti necessari.
Me ne sono spesso dispiaciuta ma in breve ho realizzato che non potevo dedicarmi a quel mondo perché non avevo abbastanza energie  per farlo bene. Ci avrei comunque provato però.

Perché ognuno ha il diritto di tentare di ritagliarsi la propria fetta nel mercato globale, che in verità è altamente democratico.
La mia non vuole essere una critica ma anzi,  se possibile sono qui ora per porre invece in evidenza il fatto che i mezzi di comunicazione sono sempre stati importanti e sempre lo saranno. Voglio dire, io credo sia sbagliato demonizzare oggi  il mondo online nonostante da mamma sia ben conscia dei rischi possibili e inerenti, e anche del fatto che non si debba mai abbassare troppo la guardia.

È la nostra realtà e come tale, credo vada difesa.

Mi piace schierarmi, prendere una posizione e tentare di far ragionare sul fatto che la nostra capacità di espressione è uno strumento potentissimo. E se prendiamo coscienza del fatto che possiamo ESSERE qualcosa grazie anche a questi strumenti, come ad esempio i social o i canali web, possiamo arrivare a capire che non non sono i social ad essere lo specchio della società. Siamo noi ad esserlo.

Il potere è ancora nelle nostre mani, crediamoci solo un po’ di più.
Un vecchio detto dice “il fine giustifica i mezzi”.
Dunque, puntiamo a nobili fini. Per noi e per le generazioni future.

Ah e soprattutto, non dobbiamo essere social PEE FORZA. 
Ma socievoli. Si, beh ecco. Quello sarebbe meglio.

Un abbraccio,
Sara

Sara- @twinstarstarter
Sara
@twinstarstarter

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