Dedicato a me

Non tutte le pagine di diario restano segrete. Nell’era dei messaggi e delle mail, dei vocali perché “Non ho tempo di scrivere”, finalmente una lettera. Questa volta però, mittente e destinatario sono la stessa persona! Mamas, vi siete mai dedicate una lettera dal profondo del vostro cuore? Ylenia l’ha fatto, e noi la ringraziamo per averla condivisa con noi.

Cara me, quante volte ti sei sentita “poca cosa”.
Tante, troppe volte.
Tante, troppe volte hai permesso a quelle persone insignificanti di dirti quanto poco valessi.
Riecheggiano nelle orecchie quel “tanto da grande potrai fare solo il lavoro più vecchio del mondo”, quanti anni avevi? DODICI

Una bambina che iniziava a capire la verità universale: i lupi si vestono sempre d’agnelli e se non fai attenzione, ti sbranano in un sol boccone.
E quei lupi, alle volte purtroppo, si nascondo tra le mura di casa.
Lo hai imparato tra un gioco e l’altro, ma in sottofondo avevi sempre chi ti sussurrava l’amore, quello vero e puro.
Sei cresciuta lottando, da sempre. Soprattutto con te stessa, quando non riuscivi a fare qualcosa e t’incazzavi finché non raggiungevi il traguardo.
Riecheggiano ancora nelle orecchie le parole di quella professoressa alle medie “tu un liceo non lo puoi affrontare, non sei in grado”.
Quanto hai pianto, tu che sognavi di fare la maestra d’asilo, o la psicologa, o l’archeologa.
Ti affascinava il latino e la letteratura, ma non eri abbastanza brava perché ti venisse insegnata. Hai accettato, silenziosa perché la voce è arrivata con il tempo.Hai sempre lottato contro la corrente, a te che seguire le onde non ti è mai piaciuto.
Ma non sei mai affogata, NO! Hai lottato sempre, perché avevi, e hai, quel fuoco che non ti permette mai di arrenderti.
Riecheggiano ancora nella mente le parole di quella ragazza del paese, quella che avevi incontrato perché già militare: “Sei troppo femminile per fare il militare” e ti aveva ferita quel femminile sussurrato con disprezzo, quasi fosse un difetto.Ma perché, non posso essere comunque donna ed indossare la divisa?
Hai lottato e quella divisa l’hai portata con onore e rispetto, per poco, ma ne sei stata orgogliosa e ti ha rafforzata.
Eccola, lì è uscita la tua voce.
Quella con cui hai urlato al mondo che se volevi, lo avresti conquistato e fatto tuo. 
Non hai più permesso a nessuno di dirti quello che saresti o non saresti potuta essere.
Riecheggiano ancora nelle orecchie quelle parole alla tua notizia che aspettavi la vita: “Se un figlio non si può crescere, bisogna rinunciarci” dette da chi sarebbe solo dovuto essere felice. 

No, quella è stata la volta in cui la tua voce ha squarciato il cielo e gli angeli si sono spostati. Non avresti permesso a nessuno di decidere per quella vita che cresceva in te, NESSUNO! Non hai smesso di aggrapparti a quella vita nemmeno quando hai visto il sangue e ti hanno detto “può succedere” come se fosse normale.
Ma tuo figlio aveva già la tua voce e la tua forza. Sei diventata mamma e sei sempre più forte.
Lascia che quelle voci che riecheggiano diventino dei bisbigli lontani.
Hai dimostrato a te stessa, l’unica giudice che conta, che sei una leonessa.
Sii felice dei traguardi che hai ottenuto e concentrati su quelli futuri.
Sul futuro negli occhi dei tuoi figli, che credimi cara me, sono davvero l’unica cosa che conta.

Ylenia

Ylenia- @ylenia_lr
Ylenia
@ylenia_lr

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