Svezzamento in piena fiducia

SVEZZAMENTO IN PIENA FIDUCIA

Fiducia. 
Parola chiave che racchiude il primo anno di vita della mia piccola. 
Fiducia. 
Per prima cosa verso me stessa. 
Ebbene sì. Io che raramente mi reputo all’altezza di qualcosa, proprio stavolta da acerba neomamma, ho preso le redini e sono partita per questo viaggio, poi fiducia in mia figlia. 
Voi mi chiederete adesso: “Ma come ci si può fidare di un esserino così indifeso ed ingenuo?” 
Ascoltando questo esserino, soprattutto nei silenzi. 
Ci si annusa. Ci si osserva. E ci si tocca. 
Mai avrei pensato di vivere i primi tre mesi perennemente a contatto con lei. 
Pelle a pelle. 
Corpo a corpo. 
Poi è cresciuta, ha iniziato ad interagire con tutti noi, a farsi capire e soprattutto a tirar fuori un bel caratterino (tutta il padre). 
E così, siamo giunti al periodo svezzamento. Mille informazioni riversate su noi povere mamme. 
Mille domande che ogni giorno mi ripetevo: “Cosa sarà più giusto, svezzamento tradizionale, auto svezzamento nto, o svezzamento misto?”

Il pediatra ci aveva già consegnato lo schema preimpostato senza se e senza ma, i nuovi studi dicevano il contrario, le amiche altro ancora, la suocera non ne parliamo!
Poi mi sono chiesta cosa pensassi io da mamma, e cosa la mia bambina mi stesse chiedendo. 
Ed è stato proprio un giorno, mentre mi sono soffermata ad osservare mia figlia come sgranava gli occhietti nel guardare me e mio marito mentre gustavamo la nostra cena, che ho capito. 

SVEZZAMENTO IN PIENA FIDUCIA

Fiducia! 
Non sono qui per dire quale svezzamento sia migliore, o in che modo farlo, sono qui per dirvi FIDATEVI. 
Si, del vostro istinto di mamme. 
Di lasciare alle spalle ogni pregiudizio e di provare, provare e riprovare. 
Perché penso che nessuna di noi prenda una decisione senza pensare al bene del proprio figlio. 
Posso dirvi che è stata una bella avventura. Mia figlia che per i primi mesi ha sempre avuto problemi di peso, ha sorpreso tutti noi andando oltre ogni nostra aspettativa. 
Per prima cosa si è divertita, ha capito che il momento del pranzo è condivisione. 
È il momento in cui si spegne la TV per raccontare la propria giornata. 
Per apprezzare una nuova pietanza o per  progettare nuove cose. 
Certo, lasciar fare tutto a lei è stata una grande impresa, per prima cosa ho dovuto allentare la tensione del papà che ai primi pasti era un continuo: “Anna, ha un pezzo grosso in bocca! Anna, sta tossendo! Anna, sei sicura?!” 
Poi ho dovuto allentare la mia di tensione nelle pulizie postprandiali, sarebbe stato più comodo avere un cane che un aspirapolvere in certi casi disastrosi. 
E gli occhi della gente nei ristoranti, o di quando ho raccontato di non aver speso un centesimo nel baby food (chi lo dimentica), ma i pregiudizi li avevamo già eliminati molto prima. 

Ecco. 
L’unica cosa che posso fare è descriverci. Mia figlia appena vede del cibo fa un sorriso a 0 denti e bocca spalancata (ebbene sì, non ha ancora nessun dentino a quasi 11 mesi ma mangia di tutto).
Tra la focaccia ed i broccoli predilige sempre i secondi, anche se è una pugliese doc, e noi, i suoi genitori, siamo le persone più serene di sempre. 
Spesso dico che mia figlia a 11 mesi mangia più di me e la gente ride, ma non è mica una battuta!
Tutto questo per dirvi che spesso bisognerebbe fidarsi dell’intesa che si viene a creare tra il bambino ed i suoi genitori. Basterebbe puntare tutto sulla fiducia e sui sorrisi. Ed ogni tappa verrebbe da sé.

Annarita

Annarita - @annaritadamb
Annarita
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