MARGARET D.H. KEANE

Margaret D.H. Keane

Margaret D.H. Keane nata Peggy Doris Hawkins – 1927 Nashville.

L’interesse, e personalmente l’AMORE per l’arte, oggi ci condurranno in America.
Vi parlerò di Margaret D.H. Keane, la pittrice dei “derelitti dagli occhi grandi”, famosa per il suo modo di disegnare figure con grandi occhi, dipingendo principalmente donne, bambini e animali con tecnica ad olio o tecnica mista. 

Keane ha iniziato a disegnare da bambina e ha cominciato a prendere lezioni d’arte all’età di dieci anni. 
Crescendo ha proseguito gli studi presso la Watkins Art Institute di Nashville e Traphagen School of Design di New York City. 
Keane dipinge ancora oggi.

Dalla sua storia, nel 2014, è stato realizzato da Tim Burton un bellissimo film “Big Eyes”, nel quale la Keane è stata interpretata dalla bravissima attrice Amy Adams.
I dipinti di Margaret Keane sono riconoscibili anche per le grandi dimensioni delle tele. “I bambini hanno gli occhi grandi. Quando sto facendo un ritratto, gli occhi sono la parte più espressiva del volto.” 

Nel 1960 Keane diventa una delle artiste più popolari e di successo del tempo. 
Andy Warhol ha detto su di lei: “Penso che ciò che Keane ha fatto sia semplicemente incredibile. Deve essere un buon lavoro, altrimenti se non lo fosse non ci sarebbero così tante persone a desiderare le sue opere“.

Per circa un decennio le sue opere d’arte sono stata vendute sotto il nome del marito, Walter Keane, che ha sostenuto d’essere lui l’autore delle opere! Proprio vero che dietro ad un grande uomo c’è sempre una grande donna, anche se in questo caso circa la grandezza dell’uomo nutro seri dubbi! Al culmine della sua popolarità, Margaret dipingeva non-stop per 16 ore al giorno.Nel 1970 Keane annuncia in un programma radiofonico di essere la vera creatrice dei dipinti che erano stati per anni attribuiti al marito Walter Keane.Nel 1986 Margaret lo cita in giudizio alla corte federale, assieme alla testata USA Today, colpevole di avere sostenuto che Walter fosse l’autore delle sue opere.Al processo, il giudice, non avendo altri elementi su cui fondare la sentenza finale, ordina a Margaret e Walter di cimentarsi in aula, in un’ora di tempo, nella produzione di un dipinto: lo scopo era quello di determinare chi stesse dicendo la verità. 

Walter, dopo varie tergiversazioni, rifiuta la prova con la scusa di una spalla dolorante, mentre Margaret completa la sua pittura in 53 minuti.

Dopo un processo di tre settimane, la giuria decreta una multa di 4 milioni ai danni di Walter, mentre assolve la testata giornalistica.

Dopo il verdetto Keane dichiara: “Sono contenta che la giustizia abbia trionfato“.

Una corte d’appello federale ha confermato il verdetto di diffamazione nel 1990, annullando la salatissima multa.Alla Keane in realtà, per sua stessa ammissione, non interessavano i soldi perché ciò che voleva era solamente che fosse fatta chiarezza su chi avesse realmente dipinto quelle opere.

Trovo questa storia di forte ispirazione, perché ci parla di talento e determinazione, ci parla dell’essere donna: noi, che se vogliamo sappiamo stare nell’ombra, ma in un battito di ciglia ribaltiamo il sipario!

Noi, che sappiamo essere delle semplici comparse sulla pellicola del film della nostra vita, ma che possiamo decidere quando diventarne protagoniste indiscusse!

“Alla fine sono arrivata al punto in cui ho deciso che non mi importa se ciò che faccio sia buona arte o cattiva arte. Mi piace farlo, e alla gente piace.”
(Margaret Keane)

Eleonora

Eleonora - @norart8
Eleonora
@norart8

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